venerdì 14 aprile 2017

Non solo cowboy



NON SOLO COWBOY, di Tim Slessor
Odoya, 392 pagine, € 20,00
Genere: saggio storico
Voto: 5/5
Consigliato: se siete alla ricerca di un racconto realistico e avvincente del vecchio West

L’autore di questo interessantissimo saggio, Tim Slessor, non è uno storico, bensì un documentarista della BBC che ha partecipato a molti documentari sul selvaggio West; perciò questo libro non è un noioso resoconto pieno di nomi e date, bensì una storia viva e vibrante del West dalla fine della guerra di Secessione fino ai primi anni del ‘900, arricchita da testimonianze raccolte da Slessor dalla bocca di anziani che il West lo hanno vissuto davvero e intervallata dal racconto delle peregrinazioni dell’autore sui luoghi della storia.
Forse, per chi conosce bene le vicende del Far West, nulla di ciò che è detto nel libro sarà particolarmente nuovo, ma se come me cercate qualcuno che vi racconti l’atmosfera che si respirava nelle grandi pianure americane nella seconda metà dell’800 allora questo saggio vi piacerà un sacco.
Inizia con il racconto della vendita della Lousiana al governo degli Stati Uniti da parte dei francesi e prosegue analizzando in ordine più o meno cronologico tutti gli avvenimenti più rilevanti che hanno portato alla creazione del Nord America come lo conosciamo oggi: la spedizione di Lewis e Clark, i trapper, le guerre indiane, la ferrovia, i cowboy e i coloni, i banditi.
Per noi che abbiamo costruito la nostra conoscenza del Far West sugli spaghetti western degli anni ‘70 molto di ciò che si legge nel saggio è illuminante; per esempio, lo sapevate che lo zio acquisito di Wiston Churchill era stato per alcuni anni un grande barone del bestiame?
Il selvaggio West è sempre un argomento controverso ma estremamente affascinante; parteggiamo per i Sioux o per i soldati? Per i ladri di bestiame o per i grandi rancheros? Per Butch Cassidy o per l’agenzia Pinkerton?
Un buon saggio, avvincente come un romanzo e contenente alcune delle più grandi storie mai narrate.

lunedì 10 aprile 2017

I Libri del Mese: Marzo 2017 (e Romics)

Questo sarebbe il post dei libri del mese di marzo (in ritardissimissimo) ma già che ci sono approfitto dell’introduzione per parlare un po’ del Romics, a cui quest’anno ho partecipato assieme a Watson Edizioni.
A parte che sono stati due giorni lunghi come una settimana, la sensazione imperante è che non ho più l’età (quando i ragazzini ti danno del lei è terribile). Però vabbé, d’altro canto potersi permettere di spendere senza avere più un budget limitato e tiratissimo come quando ero più pischella è una sensazione meravigliosa.
Poi basta fare finta di comprare per i tuoi figli o nipotini e il gioco è fatto.
Al Romics vendere i libri è obiettivamente difficile, dato che la gente è lì per i fumetti (o per le spade; c’erano un sacco di ragazzini che compravano spade). Comunque sia, molti passavano, sfogliavano i libri, esclamavano: “Ma non ci sono figure!”, e se ne andavano.
Qualcosina in due giorni passati ad agganciare gente comunque abbiamo piazzato. Credo che tra le fiere fumettistiche la più indicata per vendere libri sia Lucca, che ha l’aria tematica fantasy e perciò gente che viene lì mirata per i libri.
I cosplay valgono comunque sempre la pena; ho visto cose bellissime e fuori dal mondo e ho fatto un sacco di foto.
Tra tutti i ragazzi di Watson Edizioni, senza togliere nulla agli altri che non cito (perché, poi, in fondo, questo è il post Libri del Mese e non devo dilungarmi tanto), voglio fare menzione del bravissimo Gaetano Carlucci, che ha realizzato le copertine della raccolta di racconti ispirata a Lovercraft e del racconto lungo di Alda Teodorani (potete vedere tutto sulla pagina Facebook).
E ora ecco i libri del mese.


LIBRI LETTI

 Voto: 4/5
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LIBRI ACQUISTATI

Vincere significa fama e ricchezza. Perdere significa morte certa. Ma per vincere bisogna scegliere. Tra sopravvivenza e amore. Tra egoismo e amicizia.






Generali con il vizio del duello e accaniti giocatori di biliardo, sarti bevitori e geometri di provincia, fumatori incalliti e playboy di lungo corso. Poi attori hollywoodiani, picchiatori da ring, giocatori d’azzardo, retori professionisti. Politici nati, o diventati.
Fernando Masullo e Andrea Bozzo ci raccontano la storia degli Stati Uniti attraverso i ritratti dei loro uomini più rappresentativi, quei 45 Presidenti che, per un periodo più o meno lungo, hanno avuto tra le mani le sorti del mondo.





Phoenix, Arizona, futuro prossimo. Alex ha deciso: tornerà nel medioevo da Marc, che ora è il primo cavaliere di Luigi IX. Nulla può farla rinunciare al suo amore per lui, nemmeno l'ira di suo padre Daniel e il dolore per il distacco dalla famiglia.
Châtel-Argent, Francia nord-orientale, XIII secolo. Mentre al castello fervono i festeggiamenti per il matrimonio di Michel de Ponthieu, Marc e Alex si ritrovano e decidono di sposarsi, ma Ian impone loro di attendere almeno sei mesi, per conoscersi meglio.
Durante i due anni di distacco, Marc è cambiato, è diventato un uomo di corte e un campione di guerra, sicuro di sé, quasi arrogante. Alex a volte fatica a riconoscerlo, è smarrita e sempre più spesso finisce per confidarsi con il giovane Richard, che ha una sensibilità più affine alla sua. E le cose si complicano quando Luigi IX affida a Marc una missione delicata, sulla quale grava l'ombra di una nuova guerra: a Dunkerque è stato ucciso un templare e occorre investigare per trovare i suoi assassini...




venerdì 31 marzo 2017

Bookpride 2017

Domenica ho fatto un giro al Bookpride, fiera dell’editoria indipendente organizzata da Odei.
Dato che tra un mese a Milano c’è Tempo di Libri pensavo che quest’anno saltasse, invece la terza edizione si è tenuta nel solito Spazio Base in via Borgognone, che è un posto molto bello.
Quest’anno la manifestazione era più grande, con due piani di espositori e più sale incontri. Aveva lo stesso problema dello scorso anno, però; a parte qualche sparuto thriller, zero letteratura di genere.
È il solito, vecchio discorso; in Italia abbiamo dei problemi con la letteratura di genere. Forse in tempi atavici ci ha fatto un torto insopportabile, non so, ma in eventi come questo fa fatica a entrare. Anche a Chiari quest’anno la gente ti guardava non dico proprio schifata, ma abbastanza sostenuta quando scopriva che vendevi fantasy e fantascienza.
L’unica nota un po’ differente al Bookpride era Odoya, che però si occupa più di saggistica di genere che di narrativa (e grazie al cielo che esiste perché fa libri spettacolari).
Un paio d’incontri sul fantastico c’erano, a essere sinceri (a parte quelli rivolti ai bambini); domenica pomeriggio c’era un incontro sui robottoni a cura, appunto, di Odoya. Invece domenica mattina ho assistito all’incontro con Vanni Santoni e Luigi Serafini, il cui titolo era: Mostri libreschi e libri mostruosi. Un incontro sul fantastico.
Non esprimo giudizi sui due autori, perché li conoscevo di nome ma non ho mai letto nulla di loro.
L’incontro in sé però mi ha lasciata perplessa; era molto nostalgico, si è parlato molto di Bosch, di beat generation, di giocatori di ruolo e rave party, come se il fantasy fosse ancora fermo agli anni ‘70 e ‘80 in pratica.
Ecco, ora dirò una cosa forte; vedo dello snobismo culturale in tutto questo. Non è vero che i nerd stanno conquistando il mondo, almeno non da noi. Negli ambienti letterari italiani sono ancora visti come i ragazzini sfigati e brufolosi che si rinchiudono in cantina a giocare a D&D. Ne è testimone il fatto che c’è davvero pochissimo interesse per il mondo del fantastico italiano, che non fa proprio completamente tutto schifo, come dimostrano molti dei post che potete leggere su questo blog.
Che fatica vivere in questo paese, ragazzi.
Quanto meno domenica ho incontrato Carlo Deffenu (e poi vi dirò) e ho acquistato un bel libro da CasaSirio, che è un altro editore da tenere d’occhio.

mercoledì 29 marzo 2017

L'apprendista assassino



L'APPRENDISTA ASSASSINO, di Robin Hobb
Fanucci, 471 pagine, € 9,90
Genere: fantasy classico
Voto: 4/5

Finalmente sono riuscita a leggere Robin Hobb. Era un’autrice che ancora mi mancava e sono contenta di aver iniziato a recuperarla.
“L’apprendista assassino” è il primo capitolo della Trilogia dei Lungavista. Si tratta di un fantasy dai temi abbastanza classici: viaggio dell’eroe, intrighi di potere, una spruzzata di magia.
Protagonista è il giovane FitzChevalier, bastardo reale che viene addestrato a diventare un assassino di corte.
Ho detto che è un fantasy classico e, in effetti, ha il ritmo da fantasy classico. Questo vuol dire che se la prende con molta, moltissima calma prima di arrivare a un punto.
Il ritmo è l’unico problema di questo romanzo; ci sono 300 pagine lentissime e le ultime 50 in cui invece la storia va fin troppo in fretta. Credo, tuttavia, che si tratti della classica sindrome da Capitolo n. 1; il libro inizia quando Fitz ha cinque anni e la necessità di descrivere la sua formazione rallenta per forza le cose. Credo (spero) che i libri successivi siano più spediti.
Al di là di questo, “L’apprendista Assassino” è un bel romanzo fantasy e un bel romanzo di formazione. Quando l’ho terminato mi sono accorta che i personaggi mi mancavano, perciò vuol dire che sono ben costruiti.
Il giudizio globale ve lo darò alla fine della trilogia, ma intanto devo dire che questo primo capitolo mi ha soddisfatta abbastanza.

martedì 21 marzo 2017

Segnalazione: Sotto il segno di HPL e Le nostre solite insolite cene

Buongiorno a tutti. Questo è un post di segnalazione, ma prima devo fare una premessa che non c’entra nulla. So che in apparenza sembra che io stia trascurando il blog, e in parte è vero perché per qualche misterioso motivo in questo periodo ho i minuti contati.
C’è da dire, però, che sto lavorando per trasferirlo su Wordpress, perché vorrei unificare il blog e il sito di Scritture Fantastiche per avere meno cose da gestire. Solo che Wordpress è frustrante perché so usarlo poco e comunque ho capito che bisogna scendere a compromessi, quindi mi ci vorrà ancora un (bel) po’ di tempo.
Intanto segnalo due nuove uscite da Watson Edizioni e nei prossimi giorni ci saranno anche un paio di novità sugli eventi in programma.

Sotto il segno di HPL
Di aa.vv.
Sotto il segno di HPL è un’antologia curata da Gianfranco de Turris a cui hanno preso parte numerosi scrittori che omaggiano il Maestro di Providence ponendolo al centro di racconti ispirati alla sua vita e alle sue opere in cui, come protagonista, affronta problemi che spaziano dal piano dell’inconscio a quello dimensionale, temporale, onirico e pratico.
Ma non è solo questo, il volume contribuisce all’immortalità letteraria di Lovecraft facendogli assumere un ruolo che non è solo quello dello scrittore ma soprattutto di uomo; ecco quindi che renderlo personaggio diventa un mezzo per spiegare i suoi valori, certi dettagli della sua vita e della sua personalità.
L’influenza che egli ebbe sull’immaginario collettivo, e lo ha tutt’oggi, gli ha permesso di raggiungere il livello di mito, soprattutto per coloro i quali si collocano sotto il segno di HPL.

Le nostre solite insolite cene
Di Simona Ferruggia
Marco è un giovane barista innamorato della moglie e del suo lavoro, il classico bravo ragazzo con la testa sulle spalle. Lui è il perno centrale di un gruppo di amici che tentano ogni giorno di sopravvivere al loro antagonista principale: la propria vita. Ogni venerdì sera si riuniscono a casa di Marco per una cena all’insegna dell’amicizia, della condivisione e dell’allegria al di fuori dei problemi della quotidianità, un faro in un mare in tempesta.
Ci sono: Andrea, avvocato single che ama divertirsi con le donne facendo sesso con nomi falsi e tenendo i punteggi su un vecchio quaderno; Silvia Stella, la più giovane del gruppo, che vive i propri rapporti amorosi solo attraverso il sesso brutale (dominazione e sadomasochismo), e pratica l’autolesionismo; Denise, che dopo anni di matrimonio si rende conto di essere intrappolata in una relazione insoddisfacente e un lavoro che non le piace; e infine abbiamo Giulio, il più grande del gruppo, che apparentemente sembra avere una vita perfetta. Vive con la bellissima moglie e i due figli adolescenti ed è un architetto di successo, ma ciononostante sa che non è questo che vuole davvero.
Tutti si troveranno a dover affrontare dei cambiamenti fondamentali per la loro vita e ci riusciranno grazie all’aiuto di Marco, il saggio del gruppo, l’amico più fidato.
Nel frattempo proprio lui scoprirà che la moglie aspetta una bambina e la gioia di tale evento farà da cornice a tutto il resto.

Li trovate entrambi sul sito di Watson Edizioni

martedì 7 marzo 2017

I libri del mese: febbraio 2017

Ecco con estremo ritardo il post dei libri del mese per febbraio 2017, che anche se è un mese corto a me è parso lunghissimo. Ho arrancato penosamente in “On the road” per i primi quindici giorni (ma in mezzo ammetto di aver recuperato un po’ di manga arretrati, per provare a staccare da Kerouac che mi stava dando la nausea) e poi ho concluso con il saggio di Luraghi che per fortuna si è rivelato piacevole. Questo saggio è il primo tassello di documentazione per la trama western che ho in mente e quindi prossimamente sarà un po’ monotematica con le letture (cowboy e indiani à gogo).
Per quanto riguarda gli acquisti c’è da segnalare solo “Eroica”. Ho tenuto le cinghie della borsa strette perché so già che marzo e aprile saranno mesi dispendiosi in fatto di libri.

LIBRI LETTI

Voto: abbandonato
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Voto: 5/5
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LIBRI ACQUISTATI

Eroica è una raccolta di racconti e saggi curata da Italian Sword&Sorcery, con oltre 300 pagine di fantasy per voi!
Un contributo di altissima qualità espresso con il massimo della forza e sostenuto da autori come Mark Lawrence, Donato Altomare, Adriano Monti Buzzetti, Mauro Longo, Livio Gambarini e molti altri.
Da non perdere!


lunedì 6 marzo 2017

La guerra civile americana


LA GUERRA CIVILE AMERICANA, di Raimondo Luraghi
Bur, 245 pagine, € 11,00
Genere: saggio storico
Voto: 5/5
Consigliato: se cercate una visione distaccata e lucidissima sulla Guerra Civile Americana

Questo saggio storico è a opera di quello che è stato uno dei più eminenti studiosi italiani della Guerra Civile Americana. Il suo pregio è quello di avere uno sguardo molto più distaccato rispetto agli storiografi statunitensi (essendo comunque la Guerra di Seccessione un evento piuttosto recente che ancora oggi ha delle conseguenze sulla vita negli Stati Uniti).
Il saggio non è una descrizione puntuale degli eventi della Guerra Civile, quanto piuttosto una disamina molto interessante delle cause e, sopratutto, dei protagonisti degli eventi.
È quindi un ottimo libro se si vuole avere una panoramica generale della Guerra di Seccessione.
Nel primo capitolo il saggio procede con l’analisi del sud e della sua aristocrazia ancora legata agli ideali e allo stile di vita settecentesco e la contrappone al nord industriale.
In effetti, ciò che emerge dal saggio è il fatto che la Guerra di Seccessione è stata la guerra tra due mondi, quello antico e quello moderno. La questione della schiavitù non è stata che un sintomo di questa contrapposizione, un’istituzione che non aveva più né modo né ragione di esistere nella nuova visione degli Stati Uniti industrializzati dove la divisione sociale non era più tra bianchi e neri, ma tra borghesia e proletariato.
Una divisione, quella tra nord e sud, che si coglie anche nel diverso modo che i generali dei due eserciti avevano di condurre la guerra: ancora legato alle tattiche Napoleoniche il generale sudista Lee, proiettato invece verso il futuro e la guerra globale e industriale l’unionista Grant, che poi fu Presidente degli Stati Uniti negli anni successivi alla guerra e si trovò ad affrontare (malissimo) la questione dei nativi americani.
Non poteva mancare un capitolo su Lincoln, un presidente con una grande visione e un politico lucidissimo che venne purtroppo fermato da una pallottola (e ancora non si sa bene il perché) che ha avuto conseguenze che si sono trascinate fino ai giorni nostri.

lunedì 20 febbraio 2017

Sulla strada


SULLA STRADA, di Jack Kerouac
Oscar Mondadori, 392 pagine, € 8,40
Genere: literary fiction
Voto: abbandonato
Consigliato: se siete alla ricerca del grande romanzo americano on the road

Abbandonato.
Mi sono dibattuta disperatamente per venti giorni in questo libro, sempre in biblico se andare avanti oppure no. Dopo 180 pagine ho gettato la spugna.
Io e Kerouac non ci siamo presi. Non capisco la beat generation, non capisco tutto questo andare e andare senza meta, a parte il fatto che tutti i personaggi sono sempre strafatti, perché altrimenti non si spiegherebbe la loro follia.
Del resto ho odiato Gioventù bruciata, non vedo perché avrei dovuto amare Sulla strada.
Sarà un limite mio, ma credo che questo sia uno di quei romanzi che o lo ami o lo odi, e io l’ho odiato sin da subito.

giovedì 2 febbraio 2017

I Libri del Mese: gennaio 2017

LIBRI LETTI

Voto: 5/5
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 Voto: 4/5
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Voto: 5/5
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LIBRI ACQUISTATI

Il sole rischia di esplodere. Per la prima volta, nel mondo, è la luce a fare paura. Il caldo s'insinua negli stracci dei poveri e nelle corazze dei cavalieri, distrugge i raccolti, prosciuga mari e oceani. Ultima Oasi, però, sopravvive. Ma il suo destino, e quello del mondo intero, è nelle mani di due ragazzi. Arkan è un sedicenne. Vive nel deserto. In esilio. Non ricorda nulla della sua infanzia da principe a Ultima Oasi, non ha nemmeno avuto il tempo di viverla. Il suo obiettivo è difendere i confini dell'ultimo impero dai predoni. Alla morte del suo tutore, parte per Ultima Oasi: intende chiedere rinforzi e provviste a suo padre. Ad accompagnarlo, un tuareg dal muso lungo, una schiava giunta dal nulla e una tigre che lo segue ovunque. Ma tutti e tre nascondono un segreto. Dhaki ha sempre avuto quello che gli agi e l'influenza del padre potevano offrirgli: erede legittimo di Ultima Oasi, soldato addestrato e, presto, capitano nelle forze elette dell'impero. Ma qualcosa va storto. Forze ignote e intrighi di potere lo spingono a dubitare, a indagare. Ciò che scopre cambierà drasticamente la sua vita e quella di chi gli è vicino. In un impero circondato dal vuoto, un assassino con un passato da principe e un principe con un passato da assassino dovranno affidarsi all'intuito e alla spada. Prima che sia troppo tardi, per tutti.

L'Unione contro la Confederazione, le Giacche Blu contro le Giacche Grigie, Nord contro Sud: la Guerra civile americana è l'archetipo dello scontro tra due opposte visioni della civiltà, e a un secolo e mezzo di distanza essa continua ad attirare l'attenzione di studiosi e lettori per il suo ruolo cruciale nel determinare la nascita degli Stati Uniti moderni. Ricostruendo con rigore e precisione lo sfondo sociale ed economico da cui ebbe origine la Guerra di secessione, Raimondo Luraghi - il massimo esperto italiano di questo periodo storico - ci porta nel cuore di questa drammatica contesa: racconta celebri battaglie come quelle di Vicksburg e Gettysburg, descrive passo dopo passo le mosse di grandi protagonisti come Abraham Lincoln e Jefferson Davis, e ci mostra come la Guerra civile sia un conflitto estremamente moderno, il primo della civiltà industriale, e ancora fondamentale per comprendere i rapporti di forza nella nostra attuale società. Una galleria di personaggi e avvenimenti, esemplare nell'illuminare i fattori decisivi di uno scontro che ha cambiato il corso della storia. 

mercoledì 1 febbraio 2017

I pirati del cielo


I PIRATI DEL CIELO, di Chris Wooding
Fanucci Editore, 544 pagine, € 15,00
Genere: fantasy 
Voto: 5/5
Consigliato se: cercate un mix tra un manga e Pirati dei Caraibi 

Io ho una lunga storia d’amore con i pirati del cielo. Ho una storia d’amore con i pirati in generale, in verità, che è iniziata quando ero piccola con Michael Ende e il suo “La terribile banda dei tredici pirati” e poi è continuata con “Hook”.
I pirati del cielo invece sono una cosa tipicamente steampunk e ho imparato a conoscerli attraverso diversi manga e anime giapponesi. Il più classico è “Capitan Harloock” - anche se era più un pirata spaziale che un pirata del cielo – ma l’esempio al quale mi sento più legata è “Elemental Gerard”, un manga di qualche anno fa di Mayumi Azuma.
Non è che io sia qui per parlarvi di “Elemental Gerard”, ma se mai vi capiterà di prenderlo in mano sappiate che per molti aspetti è assimilabile a questo romanzo di Chris Wooding, che potrei definire un mix tra “Full Metal Alchemist” - giusto per restare in tema manga – e “Pirati dei Caraibi”.
La vicenda si svolge in un mondo dove gli spostamenti sono affidati alle navi volanti e agli aerei caccia, un mondo governato da nobili corrotti e sette religiose, dove i poveracci si danno alla pirateria e al contrabbando.
Un altro esempio assolutamente calzante per rievocare l’atmosfera è “Final Fantasy”; città portuali che si suddividono tra quartieri ricchi e bassifondi con i cieli solcati da grandi navi.
La vicenda si concentra attorno all’equipaggio della nave Ketty Jay. In effetti, il titolo originale del ciclo – sono quattro romanzi, di cui questo, che in originale è “Retribution Falls”, è il primo – è “Tales of the Katty Jay”.
Frey è il capitano, un criminale di piccola taglia piuttosto sfortunato. Attorno a lui ci sono altri personaggi che si spartiscono il punto di vista man mano che si passa da un capitolo all’altro.
Direi che i personaggi sono proprio il punto forte di questo romanzo; tutto l’equipaggio è composto da gente che, per un motivo o per un altro, è in fuga dalla sua vita precedente, una cricca di disadattati ubriaconi e personaggi dall’animo nobile costretti da colpa o circostanze avverse a una vita di clandestinità.
Frey è un eroe tragico. Ha una certa levatura d’animo, ma viene fuori solo in alcuni punti. Per il resto è il classico sciupafemmine che tenta di fare il salto grosso nella vita ma finisce sempre senza soldi attaccato al collo di una bottiglia. Vorrei sottolineare il suo aspetto di sciupafemmine, perché questo lo mette nei guai. La cosa adorabile è che è tutta colpa sua, ma fa in modo di raccontarsela in maniera diversa, come se fosse lui la vittima e non la donna di turno abbandonata praticamente sull’altare. Dall’altro lato, però, è un avventuriero con un grandissimo amore per la libertà e durante il romanzo subirà un’evoluzione che lo porterà a diventare il capitano perfetto.
Da ciò che vi ho detto, capite che ci sono tutte le promesse per un ottimo romanzo d’avventura.
In realtà quando uno pensa ai pirati del cielo, come ho detto all’inizio, pensa allo steampunk, mentre qui di vapore non ce n’è quasi per nulla, ma non importa; si tratta di un genere lievemente diverso ed effettivamente più simile all’immaginario fantastico nipponico contemporaneo.
Ultima nota. I romanzi del ciclo della Ketty Jay sono quattro, ma finora è stato tradotto solo il primo e, secondo me, non ne verranno tradotti altri a breve. Se googlate l’autore, sul suo sito troverete anche gli altri titoli; sono tutti disponibili in ebook in lingua originale sia su Kobo sia su Amazon.