mercoledì 15 novembre 2017

I ribelli di Nuova Europa


I RIBELLI DI NUOVA EUROPA, Collettivo XOmegaP
Ciesse Edizioni, 160 pagine, € 14,00 (€ 4,00 in ebook)
Genere: fantascienza
voto: 5/5

“I ribelli di Nuova Europa” è il nuovo romanzo scritto a dieci mani dal collettivo XOmegaP, che sono Sara Bosi, Simone Covili, Massimiliano Prandini, Gabriele Sorrentino e Marcello Ventilati.
Dopo la Trilogia di Finisterra (commento qui, qui e qui), i cinque tornano con un breve ma intenso romanzo di fantascienza distopica, ambientato in un mondo dove il controllo dell’energia è solidamente in mano a un piccolo gruppo di persone.
Rispetto al lontano 2014 del capitolo conclusivo di Finisterra, devo dire che nello stile c’è stato un salto da gigante. Di Finisterra ho solo qualche sprazzo (abbiate pazienza, sono trascorsi tre anni, 150 romanzi e sono pure vecchia), però in generale, anche se mi era piaciuto, ricordo un senso di pesantezza, una certa lentezza nella narrazione data da un’eccessiva lungaggine.
Questo piccolo difetto scompare completamente nel nuovo romanzo.
“I ribelli di Nuova Europa” parte in medias res e arriva agilmente fino alla fine senza mai perdere di ritmo, con passaggi tra i vari punti di vista sciolti e abili, come se l’autore fosse uno solo e non ben cinque teste e dieci mani!
Inoltre si sente il word building ma il romanzo non si perde mai in infodump, riuscendo a restituire l’ambientazione con poche descrizioni efficaci.
Quindi che cos’altro dire? È un romanzo scritto bene e avvincente e vale la pena di leggerlo.

venerdì 3 novembre 2017

I Libri del Mese: ottobre 2017

Questo mese ho saltato ben due recensioni perché me le sono trascinate fino a oggi e, alla fine, ho deciso di fare direttamente il post dei libri del mese e parlare brevemente in questo contesto di due libri che ho letto.
Intato vorrei annunciare con orgoglio che questo ottobre ho letto ben tre libri e mezzo, il che non mi capitava da un po’; forse il metodo dei due libri alla volta sta funzionando.
Dunque, ho finito “Giù nel cyberspazio” (commento qui) e ho letto “Terra Ignota” (commento qui).
Poi ho letto “Insetti mutanti” e “A spasso con Bob”.
“Insetti mutanti” di Mike Tucker (Armenia, 219 pagine, € 12,50) è un romanzo della serie “Doctor Who”. Il Dottore e la sua compagna Clara arrivano in un paesino della campagna inglese nel quale è in corso un’infestazione d’insetti; insetti grandi cone cagnolini e decisamente pericolosi. I due scopriranno che l’origine di tutto è da riportarsi addirittura alla Seconda Guerra Mondiale.
Come per tutti i libri del Dottore non siamo di fronte ad alta letteratura, ma è pur sempre fantascienza avventurosa e piacevole da leggere. Sopratutto la prima parte, quella con gli insetti giganti, ricorda i vecchi b-movie horror e alcuni vecchi titoli della serie “Piccoli Brividi”.
“A spasso con Bob” (Sperling&Kupfer, 238 pagine, € 17,90) l’ho letto per un gruppo di lettura sul Writer’s Dream. È un libro che ha venduto una cosa tipo 7 milioni di copie e ci hanno fatto pure un film. La storia (vera) è quella del musicista di strada inglese James Bowen e del suo gatto Bob, che lo ha aiutato a risollevarsi da una vita sgregolata.
Nemmeno questo è un capolavoro della letteratura, ma riporta una fotografia della lotta di una persona per riprendersi la sua vita e fa passare vari messaggi, tra cui quello che la necessità di prendersi cura di qualcun altro costringe in primis a prendersi cura di se stessi. È carino da leggere se vi capita tra le mani.
Questo mese poi sono tornata a comprare libri come vi ho già accenato nel post su Stranimondi (qui) e la settimana prossima faccio anche una capatina a Chiari e un altro almeno lo acquisto. Poi mi devo fermare perché davvero devo smaltire un po’ di coda.
Per quanto riguarda Chiari, a proposito, ho deciso di andare solo un giorno e da turista; Watson Edizioni non c’è, ma sarà presente Alcheringa (e quindi “Ranuncolo Giallo”) e Sad Dog (perciò “Oltre”). Se vi capita di acquistare uno dei miei libri e volete assolutamente farvelo autografare (perché proprio non sopportate di vivere senza il mio autografo) mi trovate in giro sabato.

domenica 22 ottobre 2017

Terra ignota. Risveglio


TERRA IGNOTA. RISVEGLIO, di Vanni Santoni
Mondadori, 415 pagine, € 17,00
Genere: high fantasy
Voto: abbandonato

Verso pagina 300 questo romanzo ha un tale guizzo che, sull’onda dell’entusiasmo, mi sono prenotata il secondo volume in biblioteca. Ora penso che lo andrò a prendere (ma giusto perché conosco personalmente il bibliotecario e ci collaboro, perciò sarebbe brutto lasciargli lì un libro dopo aver chiesto un prestito intebibliotecario) e lo lascerò per un mese sul comodino senza aprirlo. Perché oggi ho preso la decisione di abbandonare il primo volume di “Terra Ignota”. E sono arrivata a pagina 320, perciò mi merito un applauso.
Vi ho parlato tre/quattro volte di Vanni Santoni e della curiosità che avevo sviluppato nei suoi confronti. L’ho incontrato per la prima volta al BookPride di quest’anno, dove l’ho sentito parlare del fantasy con una notevole nostalgia degli anni ‘70 e di D&D. Poi l’ho rivisto a “Tempo di Libri”, dove ha tenuto un interessante (a Cesare quel che è di Cesare) panel su “Dune”.
Vanni Santoni non è uno scrittore di fantasy. Scrive mainstream ed è editor di Tunué, per la quale cura una collana di mainstream.
Se posso dire, si sente che non è capace. Non basta amare il fantasy per scrivere fantasy; ci sono regole, regole ferree che vanno rispettate. Non dico che è uno dei generi più complicati (perché secondo me ce ne sono di peggiori, fantascienza su tutti) ma quasi. Il tranello del “tanto è fantasy” è sempre in agguato.
Un buon romanzo fantasy non è una favola. I personaggi necessitano di approfondimento, il word building deve essere rigoroso e approfondito, la coerenza interna non deve essere un optional. Tutto questo manca nel libro di Vanni Santoni, che è un collage di luoghi comuni e citazioni rimescolate che non aggiunge nulla al genere. Alla foresta incantata ho mollato, ma avrei potuto mollare già al cavaliere che si chiama Parsifal, o alla protagonista che (vi giuro) sembra Son Goku di Dragon Ball da piccolo.
Hai una prescelta. È un luogo comune del fantasy, ma vabbé, è un genere che lavora per archetipi, quindi ci può stare. Però dalle un carattere, santo cielo. Mostrala sconvolta quando il suo villaggio viene distrutto e tutti i suoi amici uccisi; mostra il processo che la trasforma da cucciolo di Sayan a una donna innamorata.
Lo ripeto, questo non è un romanzo fantasy; è una favola, e pure scritta in maniera pretenziosa in alcuni punti (ci sono certe frasi da apnea totale).
Magari Vanni Santoni è un bravisismo autore maistream, ma il fantasy è meglio che lo lasci perdere. E il prossimo che mi dice che lui è il futuro del fantasy italiano (frase sentita due volte da due persone diverse, e pure con un certo peso nel settore) si becca uno schiaffo.

giovedì 19 ottobre 2017

Stranimondi 2017. Resoconto

Sabato 14 e domenica 15 ottobre, presso la Casa dei Giochi UESM di Via Sant’Uguzzone a Milano, si è tenuta la terza edizione di “Stranimondi”, la rassegna dell’editoria fantastica promossa da Delos Books.
Nelle sale era presente l’esposizione di più di venti editori, mentre ospiti d’onore erano Pat Cadigan, Anne-Sylvie Salzman, Jan Siegel, Alda Teodorani, Valerio Evangelisti e Paolo Barbieri, che ha curato anche l’illustrazione del manifesto.
Come al solito, nelle due sale dedicate si sono susseguiti incontri con gli ospiti e presentazioni delle ultime novità degli editori. Da rilevare sopratutto l’incontro di domenica per commemorare Sergio Altieri, recentemente scomparso, e la premiazione del Premio Urania Shorts, che ha visto trionfare una donna, ovvero sia Linda De Santi con il racconto “Saltare avanti”, che verrà pubblicato in appendice al romanzo vincitore dell’ultimo Premio Urania.
Io, come vi avevo anticipato, ho seguito sia Watson Edizioni sia Sad Dog Project per Oltre.
Watson Edizioni ha presentato tre novità per l’occasione: “Arabrab di Anubi” di Alessandro Forlani, “Il ballo degli infami” di Jack Sensolini e “Animali” di Lorenzo Crescentini. Alla presentazione, moderata da Francesca Caldiani, si è aggiunto anche Angelo Berti che ha parlato del suo “Nonaroth”.
Sad Dog Project ha presentato invece “Oltre”, la raccolta di fantascienza a cui io ho avuto l’onore di partecipare sia come autrice sia come editor. Se non siete riusciti a procurarvi una copia, non preoccupatevi; la troverete anche a Chiari e, al massimo, su Amazon. Vi ricordo che l’intero ricavato va in beneficenza all’associazione “Amici di Alyn” per un ospedale pediatrico a Gerusalemme. Ho conosciuto la signora responsabile del progetto e posso assicurarvi che è deliziosa, perciò sono soldi spesi doppiamente bene: per sostenere un valido progetto editoriale e per sostenere un valido progetto benefico.
Stranimondi è sempre una buona occasione per incontrare chi lavora nel settore del fantastico in Italia, perciò noi ci divertiamo da matti ad andarci. Eravamo un po’ penalizzati dalla posizione dello stand, questo devo dirlo, ma conti alla mano non ci possiamo lamentare. È andata bene per il luogo in cui eravamo piazzati, ma se fossimo stati più esposti forse sarebbe andata meglio. Comunque, è innegabile che la manifestazione cresce ogni anno; e sì, lo so che La Casa dei Giochi costa poco e consente di dare gli stand a prezzi stracciati, però nella saletta dove eravamo non è entrato quasi nessuno.
Ho riportato a casa un sacco di romanzi come al solito, tanto è vero che, quando stamattina è arrivato un corriere, a casa con affanno hanno chiesto se per caso se fossero altri libri. Per fortuna non lo erano, perché c'è così tanta gente che attende che io legga il suo romanzo che non so più come fare.
Segnalo anche che sabato pomeriggio ci siamo spostati di un chilometro per la presentazione di "Non contate su di me" di Antonio Schiena (Antipatia Gratuita), che ha avuto luogo presso la Libreria Popolare di via Tadino, un bellissimo locale nei pressi di corso Buenos Aires. Antonio è stato molto bravo e spigliato e ha avuto un ottimo successo di pubblico e riscontri.

mercoledì 11 ottobre 2017

Watson Edizioni a Stranimondi

Come vi avevo anticipato, sabato e domenica a Milano si terrà Stranimondi, la manifestazione del fantastico promossa da Delos Books.
L'appuntamento è presso la Casa dei Giuochi UESM in via Sant'Ugozzone (che è una laterale di Viale Monza. Metro rossa fermata Villa San Giovanni o Sesto Marelli).
Watson Edizioni, per l'occasione, presenterà tre fantastiche nuove uscite.

ARABRAB DI ANUBI, di Alessandro Forlani 
216 pagine, € 12,00

Arabrab è un'assassina devota al Dio dei Morti: sottratta da adolescente a una vita da principessa, gli intrighi e le ipocrisie della corte dei Faraoni, è iniziata alle arti nere da un sacerdote dello Sciacallo. Combatte culti, poteri oscuri, mostri, demoni e nemici dell'Egitto in avventure attraverso il Mediterraneo della cupa e feroce Età del Bronzo. Dalle Piramidi alla Sardegna a Cnosso, il Lazio pre-romano, le tombe degli Etruschi, le isole del Mar Egeo e le foreste dell'estremo Nord, Arabrab si scontrerà con guerrieri e negromanti, automi, concubine, non-morti ed entità: inun viaggio anche interiore e doloroso nella propria condizione di non più del tutto umana... Un romanzo di sangue e spade, meraviglie e oscurità.



 IL BALLO DEGLI INFAMI, di Jack Sensolini
418 pagine, € 15,00

Si sa: i re e gli eroi scolpiscono il proprio nome nella storia, gli infami muoiono. Dimenticati. Ma in quella tempesta di follia che avvolge il regno di Abadonia, gli infami sono anche quelli che sputano sangue fino all'ultimo respiro. Gli infami hanno visto Darcan dei Carte soggiogare un pezzo dopo l'altro tutti i domini sull'orlo della rivolta, in un'eterna partita al Gioco dell'Orda contro le sue mancanze di re, di padre e di uomo. Celebre anche come il Re di Cuori, per molti è soltanto il Re Cane. Gli infami c'erano, quando Domdraco ha preso vita dalle leggende per difendere Dom e i suoi cittadini dai soprusi. Sono rimasti quando il Principe Ereditario ha assunto il comando dell'Arma abadoniana senza le qualità per farlo, trascinandola in un inferno. E in quell'inferno gli infami ci sono tutti piombati dentro, e hanno ballato: fratello Gheorg ha intravisto un frammento del Grande Sogno e denunciato per primo il tradimento che ha provocato la guerra. Caio il Senzanome, leggendario generale del Primo Reggimento, maledice il giorno in cui dovrà separarsi dalla spada: un uomo la cui fedeltà al Sovrano viene prima di tutto, perfino della propria vita e di quella dei suoi figli. Suo figlio, appunto: il capitano Econ, il Cavaliere Volante osannato nelle ballate ed eroe suo malgrado, schiacciato dalla sua stessa fama e costretto a confrontarsi con quella del padre. Gustav CaneSecco ed Eduin il Bifolco, veterani che hanno sempre scelto la propria pelle, piuttosto che la gloria. Su questo affresco di amore, odio, tradimento e morte, ballano gli infami.

ANIMALI, di Lorenzo Crescentini
322 pagine, € 14,00

Due creature si evolvono e si inseguono dall'inizio dei tempi. Enana è un pianeta perfetto e ospitale, ma inspiegabilmente deserto. Su un mondo lontano, una dea si risveglia per accogliere il primo visitatore terrestre. Ancora: strane creature meccaniche vengono avvistate nei pressi della centrale di Chernobyl e un bambino vive terrorizzato al pensiero che qualcosa abbia preso il posto di sua madre. Su una stazione orbitale viene liberato per errore un tirannosauro e, tra i ghiacci, un gruppo di soldati scopre una misteriosa e letale specie preistorica.Animali è un libro che parla di esseri viventi. Diciannove racconti di fantascienza, fantageologia, fantapoesia. Ci sono gatti, mammuth, greggi di lama, un po' di dinosauri, ragni-leone dal pianeta Shiva e soprattutto c'è l'Uomo, il più complesso tra gli animali, quello che più di tutti ama, lotta, uccide, sogna. Sullo sfondo pianeti rigogliosi e selvaggi, guerre contro razze aliene, dislocazioni temporali che seguono modelli matematici.Tra i riconoscimenti di Animali, i premi Space Prophecies (Quel nome era Evoc), Esescifi (Un'introduzione alla meccanica delle cronofaglie) e le finali ai premi Robot, Italia, Kataris e altri.
Con la prefazione di Emanuela Valentini.

La presentazione di Watson avrà luogo sabato 14 ottobre alle ore 11.30.
Francesca Caldiani presenterà Lorenzo Crescentini, Angelo Berti e Jack Sensolini.
Vi ricordo invece la presentazione di "Oltre" sempre sabato alle ore 16.30.
Vi aspettiamo!

mercoledì 4 ottobre 2017

Giù nel cyberspazio



GIU' NEL CYBERSPAZIO, di William Gibson
Contenuto in "Trilogia dello Sprawl"
Mondadori, 797 pagine, € 16,00
Genere: cyberpunk
Voto: 4/5

“Giù nel cyberspazio” è il secondo capitolo della Trilogia dello Sprawl di William Gibson, che è un po’ il manifesto del cyberpunk.
Titolo originale è “Count Zero”, cioè Conte Zero, a indicare il nome di battaglia del cowboy protagonista di questo secondo capitolo, Bobby Newmark. Dove per cowboy intendo, per chi non lo sapesse, “persona in grado di viaggiare nel cyberspazio”.
In realtà i protagonisti sono tre e la trama si suddivide in tre filoni che si riuniscono alla fine.
L’ho trovato molto più lineare e semplice rispetto a “Neuromante”, sebbene anche qui certi pasaggi della trama mi siano sfuggiti. Ma in fondo non è importante, perché la storia ha rilevanza fino a un certo punto in Gibson. Quello che più conta, secondo me, è la sua capacità di fondere gli elementi cyberpunk – che peraltro dimostrano una potenza immaginifica enorme – con vicende e ambientazioni da hard boiled. In “Giù nel cyberspazio” questo riesce ancora meglio che in “Neuromante”.
A parte l’indiscussa qualità di Gibson come autore – è capace di dipingere scene con pochisisme parole – credo di poter dire che questi romanzi sono proprio il prototipo del thriller futuristico.
Sarebbe un’eresia sostenere che Ridley Scott è stato influenzato da Gibson nel girare “Blade Runner”? Del resto “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” può essere considerato l’archetipo del cyberpunk, perciò vedete che tutto si dipana all’interno dello stesso filone narrativo.
Se volete approcciarvi alla Trilogia dello Sprawl vi consiglio comunque di partire da “Neuromante”. I romanzi possono essere letti anche in maniera distinta l’uno dall’altro perché hanno un capo e una coda, ma nel secondo ci sono importanti riferimenti al primo.

lunedì 2 ottobre 2017

I libri del mese. Settembre 2017

Questo settembre è stato un mese un po’ lento, sopratutto per quanto riguarda le letture, perché la “Trilogia dello Sprawl” mi sta portando via tantisismo tempo. Ho letto due libri su tre e ancora non ho capito se mi piace oppure no. Tra “Neuromante” e “Giù nel cyberspazio” ho intervallato “Raffles”, una serie di racconti scritti a metà del 1800 da Hornung, il cognato di Arthur Conan Doyle. L’ho trovato un libro molto carino; il commento è qui, mentre qui ci sono le mie impressioni su “Neuromante”.
Non compro libri da ben tre mesi e mi sento come un tossico disintossicato, ma la realtà è che tra due settimane c’è Stranimondi e non so quanto riuscirò a trattenermi.
Intanto, da una settimana ho iniziato l’esperimento “leggi due libri per volta”, assolutamente necessario per dare una sfoltita alla mia foltissima lista dei “to read”. Per ora mi pare che funzioni, ma i conti si potranno fare solo a fine anno, quando tirerò le somme sui libri letti nel 2017.
Questo mese ho capito in maniera nitida che la gente non ha voglia di informarsi sulle pubblicazioni dei piccoli editori. Sarà per pigrizia, sarà per spocchia letteraria, ma se chiedi dove sta andando il fantasy italiano a una persona del campo, a una persona che pubblica per un grandissimo editore o a una persona che fa il giornalista o l’editor, ti faranno il nome di Vanni Santoni. Il quale ha scritto solo una duologia fantasy che nemmeno mi sta facendo impazzire (sto leggendo il primo libro, quindi poi ne parleremo).
Non è per denigrare il buon Vanni Santoni, ma non puoi rispondermi che è lui il futuro del fantasy italiano quando ci sono tantissimi autori pubblicati da piccoli editori che sperimentano e producono roba molto più interessante. Rispondere Vanni Santoni è proprio un’ammissione d’ignoranza sul panorama fantastico italiano. Che è fatto per lo più dai piccoli, ma non per questo ha minor valore.