lunedì 22 giugno 2009

Cronache del ghiaccio e del fuoco

Ho appena finito il primo volume della Saga di Martin. Wow, perché non lo avevo mai letto prima? A parte il fatto che è scritto in maniera fluidissima, pone delle riflessioni sullo stile.
Innanzitutto conferma ciò che dicevo in un post precedente: per scrivere fantasy bisogna sapere che cos'è il Medioevo.
Poi, questa cosa di dedicare un capitolo a personaggio è geniale per risolvere il problema del punto di vista della narrazione, che ogni scrittore deve affrontare. Personalmente, all'inizio della mia "carriera" di scrittrice cambiavo punto di vista in continuazione; poi, leggendo e riflettendo, mi sono resa conto che di solito, nei libri, il punto di vista è solo quello dei protagonisti. Ricordo che me ne sono resa conto con Harry Potter: insomma, qualcuno sa a che diavolo pensassero Ron o Hermione? Il problema naturalmente si presenta se uno ha più di un protagonista; bisogna sacrificare i pensieri degli altri per concentrarsi su uno solo?
La soluzione adottata da Martin mi piace molto. Chiaramente non posso scopiazzarla, quindi continuerò con più o meno fluidi cambi di punti di vista, che comunque cerco di utilizzare solo quando è strettamente necessario per l'economia della storia.

giovedì 11 giugno 2009

"Incontri ravvicinati" decolla

Pare che finalmente abbiamo trovato tre autori da invitare a "Incontri ravvicinati del terzo... libro". Quest'anno è stata un'impresa, perché abbiamo puntato a case editrici importanti; scoprendo che ti snobbano anche quando offri l'opportunità di vendere qualcuno dei loro libri.
Vabbé, l'importante è che qualcuno, alla fine, ci abbia detto di sì.
Non vedo l'ora.
Sarà bellissimo.

martedì 9 giugno 2009

Complessi Concorsi

Partecipare a un concorso letterario è incredibilmente complesso. Non tanto perché si deve scrivere un racconto, quello non è mai stato un problema (e io ne scrivo uno nuovo per ogni concorso, non sono proprio capace di riciclare!). No, la cosa davvero difficile è interpretare il bando e fare ogni cosa che vi è prescritta. Perché, innanzi tutto, ogni concorso ha un modo di spedizione diversa: per e-mail, per posta, metà per e-mail e metà per posta, via fax, spedizione semplice, raccomandata... e poi bisogna mettere tutte le autorizzazioni al posto giusto, e scrivere biografie, schede di dati, presentazioni del racconto...
E vogliamo parlare del problema delle cartelle? 18.000 caratteri è la cartella standard; ma naturalmente non tutti la richiedono fatta così.
Insomma, ogni volta bisogna prendere il regolamento e seguirlo punto per punto, tipo istruzioni di montaggio. Dovrebbero fare un modello standard di regolamento per tutti i concorsi.
Naturalmente non voglio criticare le giurie e gli organizzatori dei concorsi; svolgono un lavoro molto importante. Solo che mi è capitato d'imbattermi in bandi davveo complicati; e il rischio di sbagliare e farsi escludere dal concorso per un semplice vizio di forma è altissimo.

venerdì 5 giugno 2009

Il sigillo della Terra

Il Sgillo della Terra di Uberto Ceretoli, pubblicato da Asengard Edizioni, è il secondo romanzo di una trilogia dopo Il sigillo del vento.
Approfondisce gli eventi del primo libro, ma sostanzialmente narra del viaggio degli orchi alla riconquista dei loro territori ancestrali da strappare ai nani. E si combatte, si combatte, si combatte. L'autore è esperto di tattiche di guerra mediovali, e si sente: c'è assoluta precisione nella descrizione delle armi, degli schieramenti e delle tattiche, tanto è vero che io, abbastanza profana dell'argomento, a volte ho fatto fatica a capire che cosa stava accadendo; forse è per questo che ci ho messo più di un mese a finirlo, che per la mia velocità di lettura è un tempo lunghissimo.
In generale, comunque, il libro mi è piaciuto molto. E' scritto davvero bene, e se nella prima parte forse si perde un po' (perché ci sono un sacco di eventi, caratteristica che si riscontrava anche ne Il sigillo del vento) alla fine recupera pienamente. Le ultime trenta pagine sono mervigliose.

E una positiva...

Anche una recensione positiva, dopo quella negativa scoperta ieri. Linkate sempre sul titolo per leggerla.
Ringrazio Simona Gervasone, anche lei scrittrice.
Prima o poi riuscirò a leggere anche il suo libro (quando avrò smaltito tutti quelli in fila prima di lui) che dalle voci che ho sentito in giro deve essere fantastico. Non vedo l'ora...

giovedì 4 giugno 2009

Una critica negativa, finalmente!

Finalmente una critica negativa al mio libro (linkate sul titolo per leggerla); le altre che ho ricevuto erano tutte più o meno a favore, anche se qualche difettuccio lo mettevano comunque in evidenza.
Di difetti ce ne sono nel mio libro, sono la prima a saperlo. Però le critiche servono a migliorare.
Ringrazio il signore che ha postato la critica in questione, intanto per aver letto il libro, in secondo luogo per essersi preso la briga di commentarlo su IBS.
Mette in evidenza sopratutto i luoghi comuni e le frasi fatte (sui personaggi di plastica invece devo dissentire, perché di solito curo bene la loro personalità. Forse è una cosa che non passa, ci devo stare più attenta). Comunque, le frasi fatte. Che incubo. Io le vedo ovunque, cerco di correggerle e scrivo frasi che mi sembrano ancora più fatte di prima. Ho disperato bisogno di qualcuno che mi faccia un editing, oppure dovrei frequentare un corso di scrittura creativa; sicuramente il mio stile migliorerebbe.
Comunque già scrivo meglio di prima; per esempio sto imparando a curare le descrizioni, altra mia grandissima carenza. Forse il prossimo passo da intraprendere è un linguaggio un pochino più ricercato.

Caspita, ma anche questo post è pieno di frasi fatte!!!!!

martedì 2 giugno 2009

Qualcuno che ce la fa

Ci sono molti scrittori esordienti che pubblicano con case editrici grandi negli ultimi tempi; è appena il caso di citare Paolo Giordano, ovviamente; ma poi anche Christian Frascella con "Mia Sorella è una foca monaca" (Fazi) e, appena scoperta, Laura Sandi con "Biscotti al Malto Fiore per un mondo migliore" (Mondadori anche lei).
E' un segnale incoraggiante; qualcuno ce la fa a sfondare ogni tanto.
Sicuramente ci vuole bravura, ma anche tanta fortuna che il manoscritto capiti nelle mani giuste.