lunedì 22 giugno 2009

Cronache del ghiaccio e del fuoco

Ho appena finito il primo volume della Saga di Martin. Wow, perché non lo avevo mai letto prima? A parte il fatto che è scritto in maniera fluidissima, pone delle riflessioni sullo stile.
Innanzitutto conferma ciò che dicevo in un post precedente: per scrivere fantasy bisogna sapere che cos'è il Medioevo.
Poi, questa cosa di dedicare un capitolo a personaggio è geniale per risolvere il problema del punto di vista della narrazione, che ogni scrittore deve affrontare. Personalmente, all'inizio della mia "carriera" di scrittrice cambiavo punto di vista in continuazione; poi, leggendo e riflettendo, mi sono resa conto che di solito, nei libri, il punto di vista è solo quello dei protagonisti. Ricordo che me ne sono resa conto con Harry Potter: insomma, qualcuno sa a che diavolo pensassero Ron o Hermione? Il problema naturalmente si presenta se uno ha più di un protagonista; bisogna sacrificare i pensieri degli altri per concentrarsi su uno solo?
La soluzione adottata da Martin mi piace molto. Chiaramente non posso scopiazzarla, quindi continuerò con più o meno fluidi cambi di punti di vista, che comunque cerco di utilizzare solo quando è strettamente necessario per l'economia della storia.

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