martedì 22 settembre 2009

Fara e il suo cappello

Un romanzo di MARIA LIDIA PETRULLI. Il Foglio Letterario Edizioni

Un bellissimo racconto lungo che attraversa quasi un secolo, la storia della vita di una donna nata agli inizi del '900 e narrata con pennellate veloci, per singoli episodi significativi.
E' la storia di tutte le nostre bisnonne e nonne: giovinezza e vecchiaia, morte, povertà, guerra, ma anche figli, mariti, famiglia.
E in più c'è lo zampino dei Santi e della Madonna.
Un libro davvero ben scritto, semplice ma profondissimo.

domenica 20 settembre 2009

Erzsébet Bathory, sangue e perfezione

Un romanzo di SIMONA GERVASONE. 0111 EDIZIONI

Erzsébet Bathory, progenitrice di Dracula, una folle contessa ungherese del 1600, realmente esistita, con la fissa dell'eterna giovinezza. Avrebbe potuto provare i bagni nel latte, oppure i raggi di luna; invece preferiva il sangue di giovani ragazze, che si divertiva a torturare e a uccidere nel suo tetro castello.
Simona Gervasone la mette in scena in un romanzo ben documentato; un romanzo che non è per chi ha lo stomaco debole, perché mostra senza remore sangue, violenza e una buona dose di sesso. Chi invece non si sente disturbato a leggere di vergini che vengono brutalmente dissanguate si accomodi pure. Le parti delle torture sono quelle più bellle.
L'autrice è molto brava a descrivere la follia di questa donna, che all'inizio sembra uccidere perché si annoia, tutta sola nel suo castello; ma che poi diventa una vera e propria assassina rituale, anche seguendo i consigli, lei strega tuttosommato di serie B, di due streghe vere, quelle che sul rogo non ci finiscono.
Devo fare solo un paio di appunti su qualche difettuccio oggettivo che pur è presente: qualche virgola dove non doveva esserci e qualche contraddizione interna; ma in realtà sono cose che un'operazione di editing avrebbe sistemato. E l'editing non c'è stato perché questa è la politica della casa editrice. Perciò state tranquilli: è tutta farina del sacco dell'autrice; una brava autrice che potrebbe diventare reginetta dell'horror nostrano.

Ma lo sapete che non è obbligatorio pubblicare?

Mi sono imbattuta nel sito di una "casa editrice" di cui non faccio il nome. Le virgolette servono perché in realtà non è una vera e propria casa editrice; è più un'azienda mascherata da casa editrice.
Da quel che ho capito pubblicano qualunque cosa; basta pagare. L'autore firma un contratto di due anni non in esclusiva (vuol dire che intanto può pubblicare con chi vuole) rinunciando a tutte le royalites. Ergo: la casa editrice guadagna i soldi dell'autore + i soldi ricavati dalla vendita dei libri.
Ora, questa non è una casa editrice. L'editore è colui che s'impegna a pubblicare a sue spese un'opera letteraria, corrispondendo all'autore un compenso pattuito.
Questa è una vergogna.
Il problema è che qualche libro in catalogo questa "casa editrice" ce l'ha. Il perché? Molto semplice: gli italiani sono disposti a tutto pur di vedersi pubblicare un libro. Ma non è meglio affidarsi a un POD, allora? Sarebbe più serio.
Ma lo sapete che nella vita non è mica obbligatorio pubblicare un libro? Non siamo mica tutti scrittori!

martedì 15 settembre 2009

I giovani (e polverosi) scrittori italiani

L'argomento di riflessione di oggi sono i giovani scrittori italiani.
E non i giovani scrittori italiani esordienti, che non se li fila nessuno; parlo dei giovani scrittori italiani che pubblicano con grandi case editrici, come Salani, Marsilio, Guanda, Fazi, Mondadori...
E forse non se li fila nessuno lo stesso, a parte i critici e qualche persona un po' più colta, che entra in libreria con un'idea precisa, diversa da quella di fermarsi allo scaffale delle novità a comprare il libro più luccicoso.
Sì, perché pare che l'italiano medio (le poche volte che ci entra, in libreria) faccia così. Lo dimostrano le classifiche di vendita, in cima alle quali ci sono autori italiani famossisimi o autori stranieri famossissimi comunque. A volte sono bei libri, a volte ti domandi come sia possibile che una schifezza del genere sia stata pubblicata.
Compriamo quello che ci dicono di comprare i giornali e la tv, oppure i libri di cui abbiamo visto il film.
E i giovani scrittori italiani?
Restano negli scaffali a prendere polvere, sebbene meritino qualcosa di più.
Cito l'opinione di un'autrice: molto spesso dietro questo c'è un'operazione di marketing finalizzata alla vendita; ma se fosse finalizzata alla diffusione della cultura? Non sarebbe meglio per il nostro paese?

lunedì 7 settembre 2009

A Cesare quel che è di Cesare

In assenza di risultati personali (ma attendo fiduciosa), riporto quelli di due ottimi scrittori.

1. Il Read Acting di "Nevica sull'Isola di Baro" di Corrado Sobrero ha vinto la X Edizione del Lucania Film Festival. Cos'è un Read Acting? Un video realizzato con la collaborazione degli abitanti di un intero paese che da lettori si trasformano in attori. Guardate e capirete: www.youtube.com/watch?v=lRph6qpisd8.
Il video è bello perché il LIBRO è bello.

2. Il romanzo "Ci piacevano i Gansendrosis" di Luca Ducceschi è diventato uno spettacolo teatrale recitato da studenti delle superiori. La prima è il 1° ottobre nella prestigiosa cornice dello Spazio MIL (www.spaziomil.it) a Sesto San Giovanni (Milano, naturalmente).

mercoledì 2 settembre 2009

Salotti per scrittori

Segnalo questo sito, creato dall'Associazione Servizi Culturali: www.isalotti.ning.com.
Non ho ancora capito con esattezza di che cosa si tratti, perché dovrei fare un giro più completo; ma in sostanza è un Social Network nel quale è possibile creare altri social network in una catena infinita di sotto social network.
Assicurano grande visibilità; cercherò di capire.
Intanto è possibile visualizzare tra gli eventi il book trailer del mio libro, e ringrazio l'Associazione Servizi Culturali e 0111 Edizioni per la visibilità.