martedì 15 settembre 2009

I giovani (e polverosi) scrittori italiani

L'argomento di riflessione di oggi sono i giovani scrittori italiani.
E non i giovani scrittori italiani esordienti, che non se li fila nessuno; parlo dei giovani scrittori italiani che pubblicano con grandi case editrici, come Salani, Marsilio, Guanda, Fazi, Mondadori...
E forse non se li fila nessuno lo stesso, a parte i critici e qualche persona un po' più colta, che entra in libreria con un'idea precisa, diversa da quella di fermarsi allo scaffale delle novità a comprare il libro più luccicoso.
Sì, perché pare che l'italiano medio (le poche volte che ci entra, in libreria) faccia così. Lo dimostrano le classifiche di vendita, in cima alle quali ci sono autori italiani famossisimi o autori stranieri famossissimi comunque. A volte sono bei libri, a volte ti domandi come sia possibile che una schifezza del genere sia stata pubblicata.
Compriamo quello che ci dicono di comprare i giornali e la tv, oppure i libri di cui abbiamo visto il film.
E i giovani scrittori italiani?
Restano negli scaffali a prendere polvere, sebbene meritino qualcosa di più.
Cito l'opinione di un'autrice: molto spesso dietro questo c'è un'operazione di marketing finalizzata alla vendita; ma se fosse finalizzata alla diffusione della cultura? Non sarebbe meglio per il nostro paese?

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