mercoledì 21 ottobre 2009

Incontro ravvicinato con... Giovanni Montanaro

Mostruoso.
Nel senso di "veramente notevole".
Perché non scrive per mantenersi.
Fa l'avvocato.
A parte questo stupore dettato da ragioni personali/professionali, riporto le impressioni sull'ultimo incontro ravvicinato di questa edizione, che ha avuto luogo martedì sera.
L'autore era, appunto, Giovanni Montanaro, veneziano, 26 anni, che pubblica con Marsilio.
"Le Conseguenze" è il suo secondo romanzo.
La prima cosa che è emersa, che mi trova completamente d'accordo, è che quando scrive lui non pensa a significati particolari da mettere nel libro; scrive così come gli viene. La sua preoccupazione maggiore è che il lettore trovi gradevole il romanzo.
E, infatti, "Le conseguenze" è sì un libro che può ingenerare riflessioni, sopratutto riguardo al tema dell'identità; ma, in primo luogo, è un romanzo avventuroso, d'intrattenimento.
Un altro aspetto interessante riguarda il fatto che "Le conseguenze" è un romanzo d'ambientazione storica; ha in sé quattro epoche diverse: presente, Berlino est negli anni '80, Lisbona nel 1611, Parigi nel 1572. Dico romanzo d'ambientazione, e non romanzo storico, perché tra le due cose secondo me c'è un'abissale differenza, che però ora non sto a spiegare. La cosa interessante è che Giovanni è partito domandandosi cosa potesse esserci nel '500 ed è andato a ricercare le informazioni man mano che gli servivano. Non è stato mesi e mesi sui libri per una ricerca preventiva. E' interessante perché, per quanto posso, anche io faccio così; e scometto che fanno così tutti gli scrittori, a prescindere da ciò che se ne dica.
Per il resto, sopratutto dopo la presentazione si è chiacchierato un po' di scrittori del nord est, e anche del fatto di quanto sia abbastanza lineare la letteratura moderna. Una volta tanto, sono anche risucita a fare qualche osservazione intelligente.
E poi ho guadagnato anche il dolce! Ottima conclusione, direi.

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