venerdì 9 ottobre 2009

Incontro ravvicinato con... Marco Missiroli

Come promesso, ecco il resoconto del primo incontro con l'autore svoltosi a Villanova di Camposampiero.
L'autore in questione è Marco Missiroli.
Ho scritto su Anobii che è bravo perché è uno capace di dire le cose con poche parole; mi ha spiegato che è perché scrive la mattina dalle cinque alle nove, ed è talmente rincoglionito che riesce a cogliere solo il succo delle cose. Beh, è un metodo che funziona.
Non sono riuscita a parlare molto con lui perché è stato un po' monopolizzato, quindi mi limito a qualche riflessione sulle tematiche emerse durante la presentazione. Tematiche che riguardano la scrittura, ovviamente; anche lui ha ammesso che di solito il pubblico è più interessato alla vita dello scrittore che al romanzo in sé. Dico che è vero, se lo scrittore in questione ha vinto il Campiello Giovani ed è in trattativa con la Warner Bross per fare un film.
E' uno scrittore molto impostato, nel senso che sa quello che vuole scrivere ed è ben consapevole di tutte le tematiche che ci sono nel suo romanzo; cioè, sapeva cosa voleva scrivere e l'ha scritto. Ha usato una metafora di Baricco: lo scrittore è come un viaggiatore che sale su un treno a una stazione ben precisa per arrivare a un'altra sempre ben precisa, conoscendo molte fermate intermedie; ma a un certo punto può capitare che veda qualcosa che lo interessa e decida di scendere dal treno. Ecco, più o meno questo è il mio concetto di scrittura. Missiroli invece non è d'accordo: lui sale sul treno, sa dove deve andare e ci va.
E' sempre interessante confrontarsi su questi diversi punti di vista. Ogni scrittore è un po' a sé, tutti sono diversi gli uni dagli altri. Del resto credo che sia questo che determina stili originali e personali.
Marco ha cominciato a scrivere a 21 anni dopo aver letto per la prima volta un libro, "Ti prendo e ti porto via" di Ammaniti. Lo so, Ammaniti è talmente bravo che fa venire voglia di scrivere a tutti, anche se invece a me fa venir voglia di smettere, perché mi sento drammaticamente inferiore a lui. Comunque, per tornare a Missiroli, ha letto Ammaniti e ha avuto un'epifania. Ha scritto un libro e ha vinto il Campiello. Decisamente una dote naturale che ha tenuto a lungo celata, la sua.
Avrei davvero voluto chiacchierarci un po' di più, anche perché è una persona profonda, intelligente e simpatica.
Peccato.

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