domenica 25 ottobre 2009

Stranamente lunghi

A volte leggo libri inspiegabilmente enormi.
Cioè, proprio non capisco come sia stato possibile scrivere migliaia di pagine. Sì, gli eventi ci sono, e ci sono descrizioni e dialoghi; ma, cavoli, più di mille pagine?
Vorrei averla io tutta questa prolissità; anche se un libro così vasto sarebbe quasi impossibile da far pubblicare, a pensarci.
Comunque è proprio un mistero che non riesco a spiegarmi.

4 commenti:

  1. Inspiegabilmente, hai detto bene!
    Perché poi la difficoltà di pubblicare non va sottovalutata. Ma anche una volta pubblicato, è una tragedia farsi leggere, anche perché tutta quella carta non sarà gratis. E poi, mentre tempo fa leggevo It o Il signore degli anelli senza distrazioni, oggi è proprio difficile, siamo bombardati da ogni lato dai passatempi, mentre negli anni Novanta li cercavamo col lanternino. La vita è dura, ma non monotona. Ci sarà il collega carico di puntate di Lost scaricate col p2p, che ti prende in giro se non l'hai visto tutto; il videogioco che ti rapisce per centinaia di ore sulla console portatile, e non l'avrai ancora finito; e la telematica, perché è utile per conoscere il pensiero altrui e far conoscere il tuo, ma occorre leggere e rispondere, leggere e rispondere.
    Uno si sbatte per scrivere quanto, milioni di battute? E poi scopre che non lo vuole leggere nessuno perché abbiamo già da fare. Oltre alla beffa, il danno, se cede alla tentazione e paga per farsi leggere.
    Tanto di cappello quindi, ma trovo sempre più pratica la dimensione del vecchio romanzo Urania, se non addirittura della novella: duecento cartelle e non oltre, autoconclusivo; oppure, dovremo opporci al maelstrom e fare una vera resistenza, gridando slogan rivoluzionari contro la frenesia della vita moderna.
    (No. Senza il Cynar in mano.)

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  2. In realtà io preferisco i romanzi lunghi; se arrivi alla fine ti danno più soddisfazione. E' che bisognerebbe affrontarli con calma e tranquillità, cosa che, in effetti, è piuttosto difficile.
    L'ultimo che ho mollato è stato Shogun, non perché non mi piacesse, ma perché sapevo che al ritmo con cui andavo ci avrei messo mesi a finirlo (e dovevo restituirlo in biblioteca, per altro). Lo sai qual'è il problema? I romanzi lunghi, generalmente, sono leeeenti. Per esempio ora sto leggendo "Jhonatan Stange e il Signor Norrel", e spero che il ritmo cambi andando avanti, altrimenti abbandono anche questo

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  3. Aaah, la Clarke.
    Se andando avanti la tensione sale sopra zero fammi un fischio. Io l'ho rimandato a data da destinarsi dopo alcuni capitoli. Nonostante la narrazione spigliata e divertente, è riuscita ad annoiarmi mortalmente perché alla fine di ogni paragrafo mancava ogni sprone per andare oltre.
    Quando a narrativa spiegavano il "conflitto", lei doveva essere assente.

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  4. L'ho riportato in biblioteca venerdì. Sono arrivata verso pagina duecento e poi ho gettato la spugna.
    Non capisco come si faccia a rendere così noiosa una materia come la magia.
    Probabilmente noi non capiamo lo humor inglese :)

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