domenica 28 febbraio 2010

Il sito "La penna magica" aggiornato!

Il sito "La penna Magica", espressione della comunità on -line Nuoviautori, è stato aggiornato con l'inserimento, per quanto mi riguarda, della mia scheda personale e dell'intervista che ho fatto a Christian Antonini, autore horror/fantasy, in occasione dell'uscita del suo ultimo romanzo "Detective Stories".
Ecco i due link:
http://www.lapennamagica.com/valentina-capaldi.asp
http://www.lapennamagica.com/kryss-intervista.asp
Fate un giretto anche sul resto del sito, che è interessante!

giovedì 25 febbraio 2010

Comportamenti discutibili

Ieri, leggendo la recensione pessima di un libro pubblicato da una grande casa editrice, riflettevo che essere pubblicato da un big non deve ingenerare nell'autore la convinzione di essere uno scrittore bravissimo, perché a volte (anzi, spesso negli ultimi anni) le case editrici grandi pubblicano libri che in verità sembrano scritti da una gallina che ha preso una botta in testa. Insomma, emerite schifezze che un editor decente cestinerebbe dopo due righe, perché tanto gli toccherebbe riscrivere tutto il libro da capo. Eppure di libri così se ne pubblicano, e anzi, ci si costruisce sopra un sacco di pubblicità (forse perché col semplice passaparola nessuno andrebbe a spendere tanti soldi per un libro orribile).
Sinceramente non capisco perché le case editrici lo facciano. Non si può investire su un libro più meritevole?
Sia chiaro che non sto parlando di libri scritti da gente di un certo livello, ma della nuova narrativa italiana. Ce n'è di veramente straordinaria, ma ce n'è anche di veramente vergognosa.
Chissà che razza di calcolo economico c'è dietro queste scelte discutibili.

domenica 14 febbraio 2010

Ieri e oggi

Vorrei che guardaste questo video:

http://www.youtube.com/watch?v=o6hRwV7jzyU&feature=related

E poi questo:

http://www.youtube.com/watch?v=f-xb7I46jto&feature=fvw

Secondo il nostro moderno punto di vista, negli anni '60 Batman e Robin erano due idioti patentati che uscivano da situazioni improbabili grazie a soluzioni ancora più improbabili.
Oggi Batman è un uomo oscuro e tormentato.
Pensavo che è buffo questo modo di narrare la stessa storia in maniera così diversa!
E' la dimostrazione lampante di come il tempo cambi le nostre percezioni. Deve essere la stessa ragione per la quale ogni tanto gli scrittori riprendono in mano le loro opere di gioventù e le correggono.

martedì 9 febbraio 2010

La scarsa partecipazione alle presentazioni

Sabato sera ho fatto una presentazione del mio libro a Mestre per una fondazione; ho partecipato volentieri perché serviva a raccogliere fondi per Haiti.
Ciò su cui mi preme riflettere è la partecipazione a questo genere di eventi, che generalmente è davvero scarsa; diciamo gli organizzatori e le loro famiglie, più qualcuno tirato dentro a forza.
Ora, sia chiaro che non mi sto lamentando per l'altra sera; anzi, ringrazio di cuore tutti coloro che sono venuti, anche perché hanno armeggiato non poco per procurarmi un computer e sono stati molto gentili.
La considerazione più ampia è: perché un evento culturale tipo la presentazione di un libro richiama così poca gente?
La risposta più semplice sarebbe: Vale, non ti conosce nessuno, perché dovrebbero venire a vederti?
Vero, vero.
Però questa cosa triste della sala vuota capita anche agli scrittori affermati; ricordo che quando a ottobre ho visto Marco Missiroli a Villanova, lui ha detto di aver fatto una presentazione a cui c'era una sola signora capitata lì per caso che, per giunta, dormiva. E Marco Missiroli non pubblica con Gigino Editore; pubblica con Guanda.
Inoltre, quando vai a una presentazione di un libro l'età media è dai quarant'anni in su.
E i giovani?
Forse il problema più grande è il tipo di offerta. Anzi, no, perché in fondo i contenuti generalmente sono buoni. Forse è il modo in cui l'offerta viene posta. Per intenderci, poca poca pubblicità, pochi pochi soldi investiti, poco poco interesse da parte degli stessi organizzatori...
Naturalmente sto parlando di eventi organizzati da enti pubblici o, appunto, da associazioni. Le libererie sono un'altra storia.
Caspita, quando noi abbiamo organizzato "Incontri ravvvicinati del terzo... libro" abbiamo tappezzato il paese di manifesti, abbiamo spedito decine d'inviti via e-mail e cartacei, abbiamo telefonato a tantissima gente... e alla fine c'erano 35 - 40 persone in sala!
Che comunque sono poche, rispetto alla quantità di persone che avrebbero potuto essere presenti.
E qui viene il succo del post: preferiamo andare in discoteca o al pub o stare a casa a guardare la partita piuttosto che a sentire una persona intelligente che dice cose intelligenti (perché, solitamente, gli scrittori sono intelligenti. O almeno alcuni).
Non dico che queste cose non si debbano fare; le faccio anche io. Però, cavoli, una volta tanto non si potrebbe fare qualcosa di culturalmente un po' più elevato?
Sinceramente io mi sento appagata dopo aver ascoltato una presentazione interessante; ma forse io sono strana.

PS Comunque, per essere pratici, il metodo più sicuro per attirare gente a una presentazione è offrire il rinfresco ^_^