martedì 8 giugno 2010

Lisa Verdi e l'antico codice


"Lisa Verdi e l'antico Codice", di M.P. Black, 0111 Edizioni
Secondo romanzo della trilogia de "La Signora degli Elfi" di M.P. Black.
Lisa, dopo aver scoperto di esserne l'erede al trono, torna nel Regno degli elfi con le spade laser per scongiurare un nuovo pericolo.
Non è un libro perfetto, ma comunque alla fin fine devo dire che mi ha presa: quando l'ho chiuso, dopo l'ultima pagina, mi è venuta subito voglia di continuare col terzo per scoprire come va a finire.
M.P. Black ha inserito un sacco di elementi interessanti che sono rimasti lì in sospeso come un amo, e non si può fare a meno di abboccare.
Il libro è pervaso dalla stessa ironia che aveva caratterizzato anche il primo della saga, sebbene certe situazioni appaiano un po' forzate.
Lisa (ma anche il suo amico Gianni non scherza) è completamente pazza! Forse soffre di stress post-traumatico per aver scoperto di essere una mezzo elfo, fatto sta che prova sempre emozioni intenssissime che metà delle volte le provocano l'emicrania e l'altra metà la fanno svenire.
Perché, poi, il libro non è perfetto?
Innanzitutto a causa dello stile: sicuramente molto migliorato rispetto al primo volume, ma c'è ancora qualche imprecisione linguistica, sopratutto verso la fine.
In secondo luogo mancano diverse descrizioni che avrebbero aiutato il lettore (o almeno me): per esempio, come è fatto Luca, il fratello di Lisa? Forse è stato detto nel primo libro: se è così colpa mia che non me lo ricordo, ma ripeterlo avrebbe giovato.
E un'ultima cosa: perché tutti si abbracciano in continuazione?
Detto ciò, in realtà il libro è piacevole, anche se ovviamente esce dai canoni del fantasy cui siamo abituati (quelli cui sono abituata io, per lo meno); è importante leggerlo con questa consapevolezza per non rimanere completamente spiazzati.

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