venerdì 25 giugno 2010

Piccoli editori ed editori a pagamento: 0111 vs WD

Ho pensato per giorni se fosse o meno il caso di pubblicare questo post; adesso che i toni sembrano essersi abbassati voglio esprimere la mia opinione sul caso che vede contrapposta la mia casa editrice, la 0111 Edizioni, al sito Writer's Dream.
Lo faccio qui sul mio blog, e non sul forum dell'uno o dell'altro, perché è territorio neutro e così nessuno mi verrà a dire che non mi sono presentata o che non ho il diritto di postare, perché è una vicenda che, purtroppo, si sta combattendo anche così.
Cosa è accaduto?
Beh, il WD ha inserito la 0111 nella lista degli editori a pagamento, sulla base di criteri che comunque sono ben specificati anche se magari poco condivisibili per ragioni che poi andrò a spiegare; in seguito è uscito un articolo su "Il giornale" che classificava la 0111 a pagamento sulla base di informazioni dedotte, o almeno così sembra, dallo stesso WD; se con il loro consenso o meno, è questione controversa.
La 0111 ha reagito (come era nel suo diritto, comunque, dato che pare che ci siano dei danni economici) e ora si è arrivati a due forum che si fanno la guerra con insulti e minacce di querele.
Allora, ecco la discussione su WD da cui tutto ha avuto origine:
http://writersdream.org/forum/viewtopic.php?f=16&t=199
E questo è il conseguente comunicato stampa di reazione di 0111:
http://www.0111edizioni.spruz.com/pt/Il-caso-RandoWD-12.31.2012/events.htm?a=&
Qui invece c'è l'articolo de "Il Giornale" (nel quale, per altro, il nome della casa editrice è riportato in maniera scorretta, ma si parla della 0111):
http://www.ilgiornale.it/cultura/editoria_pagamento_black_list_sfrutta_esordienti/16-03-2010/articolo-id=429875-page=0-comments=1
Ora, se ci siano effettivamente gli estremi per intentare un'azione legale e contro chi non lo so e non m'interessa; probabilmente gli estremi ci sono, per lo meno in relazione a certe e-mail che creano danni alla 0111 (vedi comunicato stampa).
Quello che mi ha lasciata assolutamente sconvolta è l'aggressività con cui entrambe le parti hanno condotto questa faccenda sul web, un luogo pubblico! Decisamente si è andati contro il pudore e il buon senso; e, cosa peggiore, come autrice mi sento danneggiata, perché l'immagine della mia casa editrice si sta guastando.
Spero che WD e 0111 se ne rendano conto e decidano di continuare questa battaglia tra di loro e in privato.
Detto ciò, veniamo ai criteri del Writer's Dream, secondo i quali sono case editrici a contributo quelle che chiedono sempre contributi, sotto forma di acquisto copie, editing, isbn o quant'altro.
Vabbé, ci sta benissimo; io renderei la cosa un po' più complessa, ma loro sono liberissimi di fare ciò che vogliono.
Secondo questi criteri 0111 è a pagamento? Chiedo scusa se ora renderò pubblica una clausola del mio contratto, ma devo farlo per amore di chiarezza: lo è se non si è capaci di promuoversi, perché si hanno un tot di copie in contovendita di cui bisogna venderne almeno una parte. E' chiaro che lo scrittore che non è in grado di organizzare presentazioni o di farsi pubblicità tra parenti e amici queste copie se le deve comprare da sè.
C'è poi la questione dell'editing: se il romanzo ha bisogno di editing bisogna acquistare una quantità di copie (che comunque vengono poi utilizzate per scopi promozionali) per pagarlo.
La 0111 non fa editing; c'è scritto a caratteri cubitali sul loro sito; purtroppo l'editing è una cosa che costa. Io ho spedito loro con questa consapevolezza; ma personalmente rileggo il libro cinquecento volte e poi lo faccio anche leggere a un'altra persona; quindi a me non hanno chiesto soldi per l'editing.
Ergo: ho pagato per pubblicare con 0111? No, nemmeno un centesimo.
La 0111 quindi non è paragonabile ad altri che ti chiedono di sborsare migliaia di euro per pubblicare; non è una casa editrice perfetta, ma tenta di dare a più autori possibili l'opportunità di pubblicare; e per ottenere questo deve necessariamente ridurre i rischi (quindi prime tirature limitate, almeno un tot di copie vendute, niente editing). Io pubblico con loro con questa consapevolezza.
Il WD è poi libero di classificarla a pagamento; ripeto, ognuno può fare ciò che vuole, siamo in democrazia; anche se forse i criteri di classificazione andrebbero resi un po' più complessi proprio per includere queste situazioni che non sono nè da una parte nè dall'altra.

Comunque, tanto per chiarire: io non sono contro nè 0111 Edizioni nè WD; ammiro l'operato di entrambi e l'aiuto che danno agli scrittori e alla cultura (e in questo paese ce n'è tanto bisogno, considerando che metà telegiornale ieri era incentrato sulla partita dell'Italia!). Sono rimasta delusa dall'asprezza del loro scontro, che mi pare tanto una guerra tra poveri.

6 commenti:

  1. ciao vale
    sono luca ducceschi (e il tuo è uno dei libri 0111 che mi sono piaciuti)

    dico la mia: vero è che secondo i criteri del wd nella lista a pagamento vanno tanto la 0111 quanto IL FILO. Volendo potrebbero fare mille liste e catalogazioni 'intermedie', ma ciò andrebbe contro il senso del servizio offerto da quel sito.
    la mia modesta opinione è che dover acquistare eventuali copie invendute, volenti o nolenti, equivale a pagare.
    io ho fatto un sacco di presentazioni, affrontando anche sacrifici economici,se necessario dormendo in auto o in treno... ma pur non avendo pubblicato con Mondadori, le copie io non le ho comprate. Se decido di presentare una volta alla settimana in libreria, le copie se le compra il libraio, non le porto io. E se non vengono vendute? Significa che io non sono capace di promuovermi? Le devo rimborsare al libraio?
    e se presento in altri sedi (pub, locali ecc) le copie l'editore me le manda per l'occasione, e se le vendo gliele pago (scontate), se non le vendo gliele rendo.

    Sarebbe come dire che se lavoro in una fabbrica, ricevo lo stipendio solo dopo che il pezzo dame prodotto viene venduto...
    ecco perchè sostengo che questa clausola equivalga a 'pagare'
    ma, ripeto, è mio punto di vista, non intnde essere un giudizio di merito nei confortni di quegli autori...

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  2. No, no, giusto.
    Tu hai ragione; personalmente non ho pagato (a parte le copie che ho comprato per me stessa); ma altri autori potrebbero pagare. E' un caso intermedio.
    E' che, ribadisco, la 0111 ha una politica molto particolare che le impone di comportarsi così.
    Vebbé, ma io non volevo perdermi in difese sperticate della casa editrice; è che mi dispiace per questo scontro quando i veri "cattivi" sono altri.

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  3. Ciao Valentina,
    sono l'amministratrice del WD, Linda Rando. Volevo solo chiarire un punto, quello sull'aggressività.
    Se tu un giorno aprissi un sito e trovassi due comunicati che parlano di te definendoti maleducata, incompetente e frustrata, ti danno dell'evasore fiscale, ti accusano di fare concorrenza sleale e paragonano il tuo lavoro a sostanze organiche color marrone ("Il cacàme, inteso proprio come cacca - di per sé innocuo se circoscritto nei giusti ambienti e trattato in modo adeguato - diventa pericoloso per la salute - in quanto anti igienico - e fastidioso per chiunque abbia un naso - in quanto puzza terribilmente - nel momento in cui se ne abusi con l'accumulo o si proceda con lo "smaltimento" incontrollato.
    E quale termine migliore potremmo usare per indicare l'accumulo e lo spargimento di feccia di cui da un po' di tempo alcuni siti e giornali stanno abusando?" dalla home della 0111) cosa faresti? Chiuderesti la pagina ringraziando e pensando a quanto sole c'è oggi?
    Le mie repliche alla 0111 sono state tutte pacate ed educate, cosa che non si può dire invece di quelle provenienti da Stefania Lovati. Non solo: dopo aver reclamato a gran voce il diritto di replica - che mai le è stato negato sui nostri spazi - se n'è uscita bannando me e i membri del WD che si erano presentati sul suo forum cercando di spiegare come stanno le cose e ha cancellato tutti i nostri interventi.
    Senza entrare nell'ambito legale, che si discuterà altrove, io non mi faccio trattare così da chicchessia. Non permetto che una persona spali fango sul mio nome e sul mio lavoro senza motivo, senza uno straccio di prova e adducendo pretesti assurdi.
    La mia difesa sul web è stata ampiamente argomentata e documentata - ed educata; l'accusa della 0111 è offensiva, priva di riscontri e riferimenti a fatti reali e a cose da me dette. Insomma, è un castello in aria.

    Mi spiace per quegli autori che non hanno preso posizione o l'hanno fatto con educazione, come te (mentre di quelli che si sono lasciati andare ad insulti non me ne frega un accidenti); purtroppo non dipende da me. La 0111 mi ha accusata di aver condotto per mesi una campagna nei loro confronti, ma basta dare uno sguardo al WD per capire che da mesi e mesi non si parla di loro, e che l'ultima volta che è stato fatto si è parlato bene di un loro libro.

    Ciao,

    Linda

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  4. Risposta (e replica da parte mia) sul forum 0111:

    Mariulin:

    Valentina,

    non ho ben capito a quale rituale d'iniziazione dovrei sottopormi per rispondere direttamente sul tuo blog, per cui lo faccio qui; se poi riterrai il mio intervento degno di nota, potrai sempre copiarlo e incollarlo.

    Sono perfettamente d'accordo con te quando dici che il trascinarsi di questa polemica danneggia tutti. Le guerre danneggiano tutti, da che mondo è mondo. A volte, però, sono anche inevitabili.

    Ora, mi rendo conto di essermi espresso in modo un tantino categorico... è il Nano nascosto nel profondo del mio cuore a farmi parlare così.

    Tuttavia, sarebbe forse stato preferibile tacere? Forse sì, tutto sommato anche un articolo denigratorio su un quotidiano, prima o poi, verrà dimenticato.

    Ma poi? Subire in silenzio avrebbe forse messo gli autori della Zerounoundici al sicuro da futuri attacchi ingiustificati?

    Io penso di no. Anzi, penso che, nel sollevare questo gran putiferio, l'editore abbia semplicemente compiuto il proprio dovere. Se poi la sua strategia sia o meno la più opportuna, solo il tempo ce lo rivelerà.

    Ti saluto.




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    Mariulin, figurati! Io penso da giurista, e quindi se 0111 ritiene che ci siano dei suoi diritti violati può reagire eccome!

    Solo che per carattere io sono una che preferisce risolvere le cose con the e pasticcini; non vedo l'utilità di tutto questo putiferio, anche perché su entrambi i forum ho letto cose da far rizzare i capelli; accuse che non stanno nè in cielo nè in terra.

    Ci sono diritti violati? Presupposti per cause civili o penali? Benissimo, avete tutto il mio appoggio per andare avanti; ma eviatiamo di comportarci come bambini, grazie, anche perché vorrei evitare che qualcuno potenzialmente interessato al mio libro dicesse "non lo leggo perché è di 0111". Già abbiamo pochi lettori...

    Chiedo scusa se ho involontariamente infranto qualche regola del forum; qui non ci sto capendo più niente.

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  5. Ayame, scusa, come faccio per contattarti in privato?

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  6. Chiedo scusa al WD: ho parlato di aggressività anche da parte loro, ma rileggendo la discussione mi sono resa conto che tutto sommato sono stati abbastanza cortesi; diciamo risposte a tono, ecco.

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