Un altro motivo per cui le case editrici a pagamento sono una cattiva idea

Questo è un post un po' banale, nel senso che la cosa che dirò è ovvia, ma mi preme ribadirla perchè mi dà molto fastidio.
Molte delle "case editrici" pubblicano qualunque schifezza purché si paghi, sicuramente senza nemmeno leggere il manoscritto, e così il lettore si ritrova tra le mani libri che meriterebbero di finire giù dalla finestra per come sono scritti. Non parlo di trama e costruzione, sebbene anche quelle siano piuttosto discutibili, ma proprio di grammatica, a partire dalla consecutio temporum. Me la prendo con le case editrici e non con gli scrittori perché so che tutti gli scrittori, per natura, sono convinti di aver scritto un capolavoro.
Toccherebbe all'editore far notare loro il contrario.

Commenti

  1. Questo si riallaccia al "Qualcosa non quadra" che facevi notare sempre tu, recentemente, o sbaglio?
    Sempre lì si va a sbattere: la libertà di espressione è sacra, ma riempire gli scaffali senza che nessuno abbia fatto uno studio sulle prospettive, decidendo quanto dovrebbe essere la tiratura in base a parametri concreti, è libertà o inquinamento?

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