martedì 7 settembre 2010

Un altro motivo per cui le case editrici a pagamento sono una cattiva idea

Questo è un post un po' banale, nel senso che la cosa che dirò è ovvia, ma mi preme ribadirla perchè mi dà molto fastidio.
Molte delle "case editrici" pubblicano qualunque schifezza purché si paghi, sicuramente senza nemmeno leggere il manoscritto, e così il lettore si ritrova tra le mani libri che meriterebbero di finire giù dalla finestra per come sono scritti. Non parlo di trama e costruzione, sebbene anche quelle siano piuttosto discutibili, ma proprio di grammatica, a partire dalla consecutio temporum. Me la prendo con le case editrici e non con gli scrittori perché so che tutti gli scrittori, per natura, sono convinti di aver scritto un capolavoro.
Toccherebbe all'editore far notare loro il contrario.

1 commento:

  1. Questo si riallaccia al "Qualcosa non quadra" che facevi notare sempre tu, recentemente, o sbaglio?
    Sempre lì si va a sbattere: la libertà di espressione è sacra, ma riempire gli scaffali senza che nessuno abbia fatto uno studio sulle prospettive, decidendo quanto dovrebbe essere la tiratura in base a parametri concreti, è libertà o inquinamento?

    RispondiElimina