martedì 26 ottobre 2010

L'uomo dal campanello d'oro

L'UOMO DAL CAMPANELLO D'ORO, di Lavinia Scolari, 0111 Edizioni
Giudizio: 4/5


Difficile raccontare la trama di questo libro. Il problema principale è che, se lo facessi, rovinerei ai lettori i due terzi iniziali del libro, dato che le cose cominciano a diventare chiare verso pagina 90.
E' un romanzo molto particolare, innanzitutto per il tema. Io non amo etichettare, ma potremmo dire che è "mitologico". Protagonisti sono, infatti, dei e miti della Grecia: Ero, Leandro, Glauco, Circe, Cassandra, Nereo...
Non è però un catalogo di racconti riguardanti questi personaggi, come una sorta di dizionario mitologico; no, è una storia complessa su questi dei che vengono risvegliati dopo millenni di oblio.
E' difficile da seguire per due motivi: primo, devi conoscere almeno un po' i miti che vengono citati; secondo, la voce narrante cambia in continuazione. Il libro è stutturato proprio così: Nome del personaggio - parte della storia dal suo punto di vista. La cosa è gestita anche molto bene e sopratutto è interessante come le percezioni su uno stesso evento mutino da un personaggio all'altro; però in questo modo, forse, la narrazione è un po' troppo spezzettata.
Tirando le somme: è un libro coltissimo, interessantissimo, con un'idea di fondo geniale. Forse andava narrato in maniera diversa perché con così tanti personaggi che dicono la loro ci si confonde. Comunque è da leggere, perché sicuramente è una cosa diversa dal solito; e magari è anche da rileggere, perché una lettura sola non è sufficente a comprenderlo in pieno.

mercoledì 20 ottobre 2010

La mano sinistra di Dio


LA MANO SINISTRA DI DIO, di Paul Hofmann, Nord Edizioni

Esiste un santuario dove dei monaci sadici ed estremisti chiamati Redentori addestrano a suon di botte ragazzini per poi mandarli in guerra contro tali e non meglio specificati Antagonisti. Tre adepti, Cale, Henry e Kleist, riescono a fuggire e si ritrovano in una città controllata dai Ferrazzi, una famiglia gigantesca a quanto pare, dato che metà della città sembra essere abitata da gente con lo stesso cognome.
Questo è ciò che ho capito del libro. In realtà arrivata a pagina 240 ho deciso di mollare; ho tanto di meglio da leggere.
La prima parte, ambientata nel santuario dei redentori, prometteva bene; poi si è perso.
Il problema principale è che non descrive quasi niente, né luoghi né personaggi. Lo so che il lettore deve metterci la sua fantasia, ma il libro è talmente stringato che è impossibile.
Sono tutti dialoghi, dialoghi, dialoghi! Io amo i dialoghi, ma non puoi costruire un romanzo solo sulle conversazioni; perché una cosa del genere è un copione.
Un paio di esempi della piattezza:
- a un certo punto c'è la seguente frase: "Scesero sulla strada principale verso il passo di Cortina. Non era un granché, come strada". Ok, ma perché non era un granché? Era ripida? Era sassosa? Due parole in più di spiegazioni ci stavano bene; forse l'autore aveva un limite massimo di battute a cui attenersi?
- c'è un personaggio, Riba, di cui si dice che è grassa. Sì, ma quanto grassa? Perchè a volte sembra una palla di lardo ambulante, altre una ragazza normale dalle forme un po' morbide.
Un autore che inventa un mondo fantasy deve costruirlo con precisione, perché altrimenti il lettore si sperde. Ho mollato il libro perché quello che leggevo non aveva più alcun senso logico.
Altro punto debolissimo: i personaggi. Non ho capito niente di Cale, non ho capito niente di Henry, non ho capito niente di Kleist. E' stato praticamente impossibile affezionarsi a loro perché sono piatti e poco credibili. Sono ragazzini torturati sin da quando erano piccoli, cresciuti nel terrore, ma non sono riuscita a cogliere nei loro gesti una coerenza rispetto a questo.
Ultima nota negativa: il punto di vista saltella da un personaggio all'altro e poi al narratore onniscente per poi tornare al personaggio. Ora, questa tecnica io non la amo, ma se qualcuno sceglie di utilizzarla deve saperlo fare. Non è il caso di questo libro: cambi frequenti e repentini disorientano il lettore, sopratutto se a volte si omette il soggetto.
In conclusione: era un romanzo con una quarta di copertina fantastica e questo mi aveva fatto sospettare che non fosse un granché, ma non immaginavo che fosse così brutto! Per fortuna l'ho preso in biblioteca e non ho speso ben 19,60 euro per comprarlo.

mercoledì 13 ottobre 2010

Il signore del canto



IL SIGNORE DEL CANTO, di Andrea Franco, Delos Books
Nel mondo di Al'ajis la magia è regolata dal canto e le persone sono suddivise in una rigida gerarchia sociale di stampo matriarcale; ma, per amore della bella Elhear, sacerdotessa del Canto, il giovane Jamis proverà a infrangere le regole.
Facente parte della collana "Storie di draghi, maghi e guerrieri" di Delos Books, questo romanzo è in realtà un racconto lungo, decisamente originale e ben narrato.
In poche pagine riesce a costruire in maniera precisa un mondo pieno di regole, anche se ce ne dà solo un'idea vaga.
Anche i personaggi sono curati abbastanza bene, a parte forse l'antagonista, la Signora del Canto Halaedris, di cui non si comprendono a pieno le motivazioni.
Ci sono due temi portanti: uno è l'amore, ma l'altro decisamente la guerra tra i sessi! Più o meno finisce in parità.

martedì 12 ottobre 2010

Il cerchio si è chiuso



IL CERCHIO SI E' CHIUSO, di Loredana La Puma, La penna blu Edizioni
Un libro da cinque stellette!
Elli Giordano è una studentessa universitaria con una vita ordinaria, fino al giorno in cui...
Questo romanzo parte così, magari in modo un po' banale e con cento pagine iniziali un po' lente, ma poi esplode.
E' un romanzo dal ritmo incalzante, dove la soluzione immaginata dal lettore non è mai quella giusta, pieno di colpi di scena, curato nell'ambientazione, naturalmente scritto bene.
Lo so, sembrano pregi un po' banali, ma in realtà sono le cose che rendono belle un libro.
Mi è piaciuto tantissimo, leggetelo se vi piace emozionarvi e commuovervi con i libri!

sabato 9 ottobre 2010

Attività letteraria a ottobre 2010

Magari non interessa a nessuno, ma siccome il sottotitolo di questo blog è "Libri miei e degli altri" ma parlo solo di libri degli altri, è ora di parlare anche dei miei.
Dunque, a che cosa mi sto dedicando in questo periodo?
Innazitutto sto lavorando alla seconda stesura di "Dopo cinquecento anni", che è un fantasy d'ambientazione storica pieno di creature simpatiche tipo questa:

Siccome è, appunto, per la prima parte un fantasy d'ambientazione storica, quando avrò terminato di rivedere la metà ambientata ai giorni nostri dovrò seppellirmi in biblioteca per controllare di non aver scritto cose troppo inverosimili.
Proverò a puntare abbastanza in alto per la pubblicazione di questo romanzo, quindi chissà se diventerà mai un libro vero!

Il secondo progetto a cui sto lavorando è il seguito di "Elfo per metà", il cui titolo provvisorio è "Il cigno e il lupo". Devo dire che mi sto divertendo moltissimo a scriverlo e mi piace come sta venendo. Oltre a Caleb (protagonista di "Elfo per metà") c'è un altro personaggio principale, che in realtà è un personaggio femminile; e poi l'ambientazione è del tutto diversa dal primo libro e il numero di pagine doppio.
Vedremo che fine farà; ancora non ho deciso se proporlo alla casa editrice o tentare l'autopubblicazione. E' una cosa che, per vari motivi, ho bisogno di valutare.

Terza intenzione: le Edizioni Scudo raccolgono racconti per un'antologia steampunk, e siccome avevo già pensato di scrivere una cosa di questo genere è l'occasione giusta. La data di consegna è febbraio, quindi ho un po' di tempo; ma in buona sostanza la trama è già delineata a grandi linee e devo solo scrivere.