venerdì 31 dicembre 2010

I libri dell'anno - 2010

Secondo Anobii, i libri che ho letto quest'anno sono stati 35; dieci in meno rispetto all'anno scorso, quindi, ma c'è da dire a mia discolpa che erano più lunghi. Basti solo pensare che i primi mesi dell'anno sono stati impegnati dalla trilogia di Jacqueline Carey, che è lunga più di 2400 pagine.
Ecco i libri da cinque stelline:
- L'intera trilogia di Jacqueline Carey, appunto: Il dardo e la rosa, La prescelta e l'erede, La maschera e le tenebre
- Tutti quelli che ho letto di Martin
- Casa Howard
- "Il cerchio si è chiuso", di Loredana La Puma, che senza nulla togliere agli altri esordienti che ho letto posso dichiarare "l'esordiente dell'anno"
- "Il mondo dopo la fine del mondo" di Nick Harkaway
Le schifezze invece sono state:
- "La mano sinistra di Dio" di Paul Hofman
- "Buio" di ELena P. Melodia
Questi li ho abbandonati a metà, e ho già spiegato i motivi in precedenti post.

Se volete curiosare il resto della mia libreria, accomodatevi pure:
http://www.anobii.com/roxanne/books

Elfo per metà a "Gli antenati del fantasy"

Articolo della bravissima Lavinia Scolari (che ha una cultura classica invidiabile) su True Fantasy, per la rubrica "Gli antenati del Fantasy":

http://truefantasyitaly.blogspot.com/2010/12/gli-antenati-del-fantasy-una.html

mercoledì 29 dicembre 2010

Il mondo dopo la fine del mondo

IL MONDO DOPO LA FINE DEL MONDO, di Nick Harkaway.
Mondadori, collana Strade Blu, 558 pagine, € 19,00

Giudizio: 5/5

Un libro che non ha una trama che si può definire proprio geniale, ma che sicuramente è pieno di trovate che invece geniali lo sono.
Il mondo viene quasi distrutto da un malefico ritrovato bellico, le Bombe Svuotanti, che si lasciano dietro (non prevista) una sostanza, vera e prorpia Robaccia, capace di dar forma materiale agli incubi delle persone.
E dopo? Dopo è un caos: mostri mutanti, compagnie di mimi gong fu, ninja, eroici soldatoni che guidano camion giganti, funzionari pinguini e oscure società segrete.
Armatevi di buona volontà quando lo prenderete in mano per la prima volta, perché lo troverete sconclusionato e prolisso. A un certo punto penserete di mollarlo, ma vale davvero la pena di arrivare fino alla fine.

martedì 28 dicembre 2010

Il buon uso di un e-reader

Io non mi sono ancora coprata un e-reader, e nemmeno me lo sono fatta regalre per natale. Il fatto è che non so se comprerei effetivamente libri formato e-book, perchè il cartaceo mi piace di più, c'è poco da fare. Mi viene male al solo pensiero di avere un file al posto di un libro vero.
Però, effettivamente, il formato elettronico può essere utile per cose come i quotidiani e le riviste. Certe volte evito di comprarmi il giornale proprio perché so che non ho tempo di leggerlo tutto e mi dispiace aver sprecato carta che finirà non sfogliata nella pattumiera (per fortuna hanno inventato il reciclo); ma, se avessi un file, la cosa sarebbe certamente diversa. Inoltre sarebbe più facile anche per le riviste; collezionare numeri di un mensile o, peggio, di un settimanale, occupa parecchio spazio fisico. Se questo spazio fosse invece cybernetico le cose sarebbero più semplici.
Ecco, questo sarebbe un buon uso di un e-reader.
Magari prima o poi saremo costretti a comprarcelo tutti, come il digitale terrestre, perché faranno libri e giornali solo elettronici.

venerdì 24 dicembre 2010

Buon natale col Cyrano

Stamattina, passando in libreria per gli ultimi regali, ho trovato questo libro:


Si tratta del Cyrano de Bergerac raccontato da Stefano Benni e, ho scoperto, fa parte della collana "Save the story" ideata dalla Scuola Holden. Grandi scrittori italiani raccontano vecchie storie per farle scoprire alle nuove generazioni.
La cosa mi è piaciuta talmente tanto che ho comprato il libro per mia cugina. Forse è ancora piccola per leggere il Cyrano, ma non importa. Intanto comincia a scoprirlo, poi magari quando sarà più grande le verrà voglia di prendersi il dramma di Rostand e approfondire.

E comunque, buon natale a tutti. Spero che qualcuno abbia avuto il buon senso di regalarvi un libro.




venerdì 10 dicembre 2010

Danze dall'inferno

DANZE DALL'INFERNO, raconti di Meg Cabot, Kim Harrison, Michele Jaffe, Lauren Myracle, Stephenie Meyer.
Fazi Editore, 263 pagine, € 17,50

Giudizio: 2/5

Questa è una raccolta di cinque racconti scritti da altrettante autrici americane che si occupano di letteratura per adolescenti, aventi come filo conduttore: "L'orrore al ballo della scuola".
Premessa: si tratta, appunto, di racconti per ragazzine, al livello di Twilight, ma siccome me lo hanno regalato l'ho letto.
Per lo meno Twilight era scritto in maniera passabile.
Volevo commentare racconto per racconto, ma poi mi sono resa conto che avrei detto le stesse cose per tutti:
- le protagoniste si dicono emarginate, ma guarda caso finiscono sempre col più figo della scuola;
- i racconti mettono tantissima carne al fuoco (abbiamo figlie di ammazzavampiri, maligni oggetti esprimi-desideri, falciatori di anime buoni e cattivi, ragazze con superpoteri e veggenti, demoni e angeli), ma le cose sono spiegate malissimo e in fretta;
- si alternano finali stupidi a finali che non finisco un bel niente.
Non lo so, forse sono io a essere troppo esigente; fatto sta che ultimamente non riesco a leggere qualcosa di decente.

sabato 4 dicembre 2010

Elfo per il doppio

Un mio amico ha scritto una parodia fantastica di "Elfo per metà". Vi posto l'inizio:

Pinteb strizzò gli occhi, infastiditi dalla luce che vedeva raddoppiata, quasi sovrapposta, dunque, alle fronde che tentavano invano di filtrarla, e si sistemò meglio sul ramo sul quale, confuso come al solito, si era svegliato. La vita nella foresta si era rivelata molto più scomoda di quanto avesse immaginato, a cominciare dagli aspetti basilari: nessuna amaca già pronta né alcun bancone su cui riposarsi, solo rami nodosi e contorti o, in alternativa, larghissime foglie poco resistenti al suo peso. Sbuffò e ridacchiò, irritato perché non sapeva quale delle due azioni fosse meglio compiere; e saperlo era la cosa più necessaria in quel momento, dopo 10 ore consecutive passate a bere la birra. Rimpiangeva amaramente il mondo esterno alla cupa foresta di Luciwood e le comodità dei possessori di frigoriferi, dispense, cantine, taverne, in mezzo alle quali era nato; e passava il doppio del molto tempo libero di cui disponeva nell’occupazione, in realtà troppo adatta alla gente sobria, di domandarsi se sarebbe mai tornato a ber le sue birre in santa pace.
Un fruscio improvviso fece vibrare il suo grande naso rosso, ereditato dal padre, l’unica cosa che lo rendesse totalmente diverso da un elfo. Per il resto aveva preso da sua madre elfa e poliziotta: perciò aveva quell’insulsa faccia verde, con le orecchie a punta e la mania di farsi ogni 5 minuti il test del palloncino; però la sua panza era più larga di quella di uno sbirro come si deve.
Un campo di erbacce con un tulipano in mezzo, ecco cosa sembrava.
Gli elfi combattevano tra loro una vera e propria guerra civile.
Persone vissute nella stessa osteria, conoscenti, vecchi amici, compagni di merende e di bevute, si odiavano e si scontravano per una sola ragione: la regina Tania.
Tania sedeva sul trono con le gambe accavallate. Molti anni prima aveva radunato i migliori chirurghi estetici ed aveva spodestato (di fatto) il legittimo sovrano, quasi-svestendosi e facendosi investire dal popolo intero come regina di Barca, la città in cui gli elfi della foresta di Luciood dimoravano (quando ancora, ovviamente, stavano nella stessa Barca).
Pochi istanti dopo, la popolazione si era divisa in due fazioni.
Molti nobili fedeli alla vecchia coppia reale, guidati dall’ex-regina, erano fuggiti nella foresta e avevano formato un piccolo gruppo di ribelli, i quali volevano Tania per sé ed il re per la legittima consorte.
Nel corso degli anni altri elfi, avendo raggiunto la pace dei sensi od essendo stufi marci oltre ogni limite di fare sacrifici per pagare l’IRPEF e l’analogo barchese all’IRAP, si erano uniti loro, esasperati dal piglio tirannico con ci Tania governava.
Del resto, una regina illegittima come lei era costretta a comportarsi con severità per mantenere il proprio potere; ma sapeva anche suscitare speranze vane ma assidue in chi si dimostrava leale. Ecco perché molti elfi erano rimasti in Barca.
Così le due parti si facevano la guerra da anni, senza che ci fossero nè vincitori nè vinti, mentre Tania, già molto bella all'inizio, diventava sempre più bella e liftata. Era davvero incredibile: contrariamente a quanto avviene di solito, i lifting raddoppiavano la sua bellezza ogni volta che non la triplicavano. Pur essendo falsa e manipolata centimetro per centimetro, sembrava più naturale della natura. Si narrava, tra i carcerati (ma solo tra loro, dato che raramente uscivano) che nientepopodimeno che Silvio, straordinariamente ammirato, cribbio, fosse giunto fino al suo trono solo per chiederle l'indirizzo del chirurgo.

(C) 2010 by Davide Scarin

L'acchiapparatti


L'ACCHIAPPARATTI, di Francesco Barbi.
B.C.DAlai Editore, 466 pagine, € 18,50
Giudizio: 2/5
Questo libro parla di un povero mostro (un minotauro ciclopico) evocato da un negromante per essere utilizzato come ritratto di Dorian Gray e di due tipi bislacchi (un gobbo e un matto) che lo liberano per sbaglio dalla sua prigionia e tentano a tutti i costi di fermarlo, dato che il mostro si diverte a tagliare in due le persone.
Sarò sincera: non è scoccato il colpo di fulmine.
Intanto non sono proprio riuscita ad affezionarmi ai personaggi. A parte l'acchiapparatti Zaccaria gli altri non li ho trovati tratteggiati bene. Il becchino Gheshick, che dovrebbe essere il protagonista, mi è rimasto del tutto indifferente dall'inizio alla fine e ogni tanto mi è parso che facesse cose senza senso; per esempio, quando durante un'asta prende in giro un mercante solo sulla base della giustificazione di aver avuto una giornata pesante, giustificazione che mi è parsa forzata, per nulla in linea col carattere del personaggio!
Inoltre ho colto un po' di confusione nel racconto; forse è stato per via dei cambi di vista repentini, che mi sconvolgono sempre.
Per il resto non è un brutto libro; è una storia abbastanza originale con personaggi insoliti (anche se non mi è parso proprio un romanzo che trascende i canoni del genere fantasy, come strilla pomposamente la quarta).
Non lo so, sono davvero perplessa. Forse andava strutturato in maniera diversa.
Mi dispiace non essere riuscita ad apprezzarlo, anche perché l'autore è stato così carino da metterlo in catena di lettura, dando la possibilità di leggerlo senza acquistarlo.
Nota interessante: questa è la seconda edizione. Nel 2007 il libro era stato edito dall'editrice Campanila col titolo "L'Acchiapparatti di Tilos", poi B.C.Dalai lo ha notato e ha deciso di ripubblicarlo.