sabato 31 dicembre 2011

I libri dell'anno - 2011

Eccoci anche alla fine del 2011 alle statistiche di lettura!
Quest'anno ho letto 39 libri per un totale di 14199 pagine.
A me non sembrano pochi, ma in realtà in una discussione su Anobii ho visto gente che ne legge più di 100 all'anno, quindi mi sento un po' lenta...
Per la maggior parte ho letto fantasy.
Ci sono stati molti libri di autori esordienti ed emergenti.
Il migliore in assoluto forse è stato "Il fiore degli abissi" di Leonilde Bartarelli, scrittrice esordiente, un romanzo d'avventura ambientato tra i pirati moreschi del XVI secolo.
Tra i peggiori ci sono stati "Il silenzio di Lenth" (mi dispiace perché è di un giovane ragazzo italiano, ma davvero non ce l'ho fatta a leggerlo tutto) e "Il signore degli inganni" di Zachary Mason, un libro senza un senso compiuto.

martedì 27 dicembre 2011

Le ninfe di Alyari


LE NINFE DI ALYARI, di Daniela Leone.
Zerounoundici edizioni, 219 pagine, € 15,00

Giudizio: 3/5
Da leggere: se amate gli high fantasy e le ninfe della cultura classica


Di solito io do le stelline in base a una media aritmetica e il voto di questo libro sarebbe stato 2, ma siccome è un esordio do 3 per incoraggiamento.
Si tratta di un fantasy classico, anche se gli elementi sono rimescolati in modo abbastanza originale.
E' scritto in maniera formalmente corretta, scorrevole e senza refusi, con la punteggiatura al posto giusto (caratteristica non scontata per un esordiente).
La storia si svolge nella terra di Ghyoron e ha per protagonisti umani, nani e, sopratutto, ninfe. Proprio queste ultime sono l'aspetto più interessante del romanzo. L'autrice le immagina come streghe votate a due divinità tra loro contrastanti, Alyari e Tuoren, e le suddivide in tre gruppi con caratteristiche differenti: ninfe del bosco, sirene e amazzoni.
Il difetto più grande che ho riscontrato è la quasi totale mancanza di azione, che rende la lettura noiosetta. Da metà circa migliora, ma per le prime 100-150 pagine non si fa altro che descrivere una situazione di fatto, piuttosto statica. Ogni tanto viene inserita qualche rivelazione, ma nulla che faccia effettivamente venire voglia di continuare a leggere per scoprire come va a finire.
Alcuni personaggi sono fatti abbastanza bene, ma la maggior parte ha una caratterizzazione un po' confusa.
C'è un intreccio tipico di un film di Barbie: ragazza del popolo orfana (per altro irritante), amica per la pelle del principe azzurro (che come tutti i principi azzurri è da schiaffi), che si scopre... indovinate un po'? Principessa anche lei!
Il peggior personaggio è comunque Mitria, il cattivo di turno.
Devo dire che è apprezzabile il tentativo di dargli un minimo di motivazione per voler distruggere il mondo (non è un cattivo-perché-sì), ma non si capisce se l'autrice voleva che lo odiassimo, che avessimo paura di lui o che ne provassimo pena. In pratica è un mago psicolabile oppresso da un profondo senso d'inferiorità dovuto a un'infanzia traumatica, che scrive lettere a un figlio che non ha nemmeno ancora concepito e che conta di avere da un'amazzone reticente. Inoltre è potentissimo, tanto da poter domare raptor e soggiogare la mente di intere popolazioni.
E' troppo cattivo, troppo potente per poterlo trovare plausibile. Alla fine risulta come una macchietta ridicola.
La trama in sé ha altri punti deboli (per esempio, non si capisce come faccia un drago a stare in una cella assieme ad altre due persone, dato che notoriamente un drago è grande quanto un campo da calcio) e inoltre molte cose sono raccontate e non mostrate e altre non sono raccontate nemmeno (mancano molte descrizioni che avrebbero fatto comodo).
Comunque tutti questi difetti sono tipici degli esordienti e possono essere corretti con un po' d'esercizio.
Almeno il libro è scritto in italiano e questo è già tanto. Avrebbe bisogno di essere ristrutturato per rendere la trama più coerente e credibile.

giovedì 22 dicembre 2011

Consigli di lettura per natale - 3

Eccoci all'ultima "puntata" di questa carrellata di letture natalizie.
Per terminare in bellezza i miei consigli saranno ben due.
Il primo è più serio. Si tratta di "Disputa su Dio e dintorni" di Vito Macuso e Corrado Augias, che affronta la religione dal punto di vista di un credente e di un non credente, entrambi uomini di grande cultura e intelligenti.
Un bel dialogo che offre molti spunti di riflessione.

Il secondo è meno serio; ma forse, per chi è un fan sfegatato di Tolkien, lo è di più del primo.
Voglio consigliarvi "Lo Hobbit".
Per chi non lo sapesse (c'è qualcuno che non lo sa?) racconta di ciò che accade prima de "Il signore degli anelli"; di come Bilbo Baggins venga coinvolto da Gandalf in una spedizione di nani e di come trovi l'anello.
Tolkien lo concepì come un racconto per bambini, quindi è molto più semplice de "Il signore degli anelli". Se non avete mai letto Tolkien (c'è qualcuno che non ha mia letto Tolkien?) cominciate da "Lo Hobbit".
Ve lo propongo perché ieri è stato reso pubblico il trailer del film, che uscirà il prossimo natale.
Questo è il link per vederlo sottotitolato in italiano:
http://www.youtube.com/watch?v=YbNpTvTui-Y

sabato 17 dicembre 2011

Il cammino di un mago (e altre cose)

Oggi sono stata in libreria per fare i regali di natale e ho sofferto molto, perché avrei voluto comprare molto di più (per me, naturalmente). Alla fine mi sono accontentata di autoregalarmi un bel libricino sul fimo e "Pastworld" di Ian Beck, romanzo steampunk targato Asengard.
A proposito di Asengard volevo dire, per chi ancora non lo sapesse (la notizia è di almeno due settimane fa, ma io arrivo sempre in ritardo), che è stata acquisita da "Il Castello", casa editrice che io conosco grazie a splendidi libri d'illustrazioni fantasy.

Sono molto contenta perché "Il Cigno e il lupo" sta ricevendo riscontri positivi. Su Anobii ci sono commenti incoraggianti; questo m'invoglierebbe a mettermi finalmente a scrivere il seguito, ma non posso proprio in questo momento. Spero di farcela da gennaio in poi.

Veniamo infine al vero motivo per cui ho fatto questo post.
Mi fa piacere segnalare che è disponibile "Il cammino di un mago", terzo romanzo de "La storia di Geswha Olers" di Fabrizio Valenza.
Se ricercate un po' tra i post dei mesi precedenti troverete la mia recensione a "La Faida dei Logontras", che mi era piaciuto molto.
Tutti e tre i romanzi sono disponibili come ebook gratuiti.
Il terzo lo trovate al seguente link, e poi da lì potete arrivare a scaricare anche gli altri due:
http://www.feedbooks.com/userbook/24396/il-cammino-di-un-mago
Vi consiglio di leggerli se vi piace il fantasy, perché questa è una serie particolare, molto ben pensata e costruita.

venerdì 16 dicembre 2011

Consigli di lettura per natale - 2

Lo so che avevo promesso questo post per giovedì, ma poi ieri pomeriggio mi sono persa a fare i cupcake da regalare a natale (di cui potrei darvi la ricetta, ma esulerebbe dal tema del blog).
Veniamo al secondo consiglio di lettura per natale.
Anche questa settimana restiamo all'interno della letteratura classica, perché il mio consiglio è "Piccole Donne" di Louisa May Alcott.
Che consiglio banale, mi direte. Chi non ha mai letto "Piccole Donne"?
Ebbene, esistono persone che non l'hanno fatto; e, anche se l'avete già letto, leggetelo di nuovo.
La storia è quella delle quattro sorelle March: la capricciosa Amy, la dolce Beth, la vivace Meg e l'impulsiva Jo. La loro famiglia attraversa un periodo difficile perché, oltre ad avere problemi economici, il padre è stato chiamato a combattere nella guerra di seccessione.
Ovviamente non è un libro con un tema prettamente natalizio, ma direi che rispecchia bene l'atmosfera dato che s'incentra sulla ricerca di solidi valori morali, di serenità familiare e di affermazione tramite il riconoscimento del proprio talento.
Ricordo benissimo di averlo letto due volte quando ero piccola; è stato il mio primo libro preferito.
Molto del suo successo è dovuto al fatto che è facilissimo identificarsi in una delle quattro sorelle. A me piaceva Jo (il cui grande sogno era fare la scrittrice); e a voi?

domenica 11 dicembre 2011

UnLibroUnFilm: Everything is illuminated

ATTENZIONE!
Fino a oggi mi è andata bene, perché ho sempre trovato belli i libri letti per questa rubrica. Stavolta invece il romanzo mi ha lasciata molto perplessa, e anche al film non assegnerei l'oscar.
Andiamo a scoprire perchè.

IL LIBRO

"Everything is illuminated", di Jonhatan Safran Foer, 2002.
EDIZIONE ITALIANA: Guanda, 2002, col titolo "Ogni cosa è illuminata"

IL FILM

"Everything is illuminated", di Liev Schreiber, 2005.
Con Elijha Wood, Eugene Hütz, Boris Leskin.

"Everything is illuminated" sta a significare che ogni cosa è illuminata alla luce del passato; o almeno così mi sembra di aver capito.
Se devo essere sincera, in realtà ho capito solo la metà delle cose che ci sono in questo libro. Magari devo rileggerlo, non so.
E' una storia che ha tra i suoi personaggi principali Jonathan Safran Foer stesso; giovane (è del '77, perciò quando ha pubblicato il libro aveva 25 anni) ebreo statunitense, ha tratto ispirazione per il romanzo da un vero viaggio effettuato in Ucraina alla ricerca delle origini di suo nonno Safran.
Nel romanzo si intersecano tre storie. Per farvi capire ve le metto in lista, anche se non è molto elegante:
1 - La storia di Jonathan alla ricerca di Augustine, la donna che ha salvato suo nonno dai nazisti e che lo scrittore ha scoperto ritratta in una foto del 1940. La ricerca avviene tramite "Viaggi Tradizione", una locale agenzia che si occupa di portare gli ebrei americani in cerca delle loro famiglie d'origine. E' gestita dalla famiglia di Alex, un ragazzo ucraino, che è il narratore di questa parte della storia. Alex parla un inglese molto sgrammaticato, e perciò anche la traduzione italiana si è adattata. Quindi Jonhatan e Alex viaggiano per l'Ucraina alla ricerca del villaggio d'origine del nonno di Jonhatan. Il loro autista è il nonno di Alex, che si finge cieco ma in realtà ci vede benissimo. Sono accompagnati anche da una cagna pazza, Sammy Davis Junior Junior.
Già da qui capite quanto sia complicato questo libro; ma c'è dell'altro.
2 - La seconda storia che s'interseca è quella dello shetl di Trachimbrod, il villaggio d'origine del nonno di Jhonatan. La narrazione di questa parte è fatta da Jonhatan stesso. Si parte dalla sua bis-bis-bis-nonna Brod fino a suo nonno Safran e alla completa distruzione dello shetl da parte dei nazisti nel 1941. E' una storia intrisa di realismo magico e già questo la rende difficile da seguire; inoltre è narrata in una maniera che potrei definire "futuristica": onomatopee, segni grafici, scrittura maiuscola. Ci sono molti spunti interessanti, per carità; ma, ripeto, non ho capito propriamente tutto.
3- A tutto ciò si aggiungono le lettere che Alex scrive a Jonathan alla fine del loro viaggio, quando i due si scambiano i rispettivi manoscritti per darsi delle opinioni a vicenda.
Forse mi si dirà che non capisco niente di letteratura, ma ho trovato questo romanzo pretenzioso. La storia è bella, intelligente, con degli spunti molto buoni e alcune considerazioni molto profonde; ma è scritto in maniera così complessa che tutto si perde.
Mi sembra un inutile esercizio di stile, ecco. Se fosse stato un filino più lineare sarebbe stato molto meglio.
Questo mi sembra il problema di una parte della letteratura moderna: troppo stile, troppo manierismo. Un lettore può trovare bello un libro anche se è scritto in maniera scorrevole e in perfetto ordine cronologico; non serve invertire, tagliare, aggiungere, sottrarre e mischiare tutto, giusto per fingere di essere uno scrittore "originale" e con uno stile "personale".
Questo il libro.
Il film è carino, ma bisogna vederlo senza aver letto il libro, altrimenti si rimane delusi, perché taglia tutta la vicenda dello shetl che sarebbe stata interessante da vedere sullo schermo.
Inoltre s'inventa alcuni collegamenti che nel romanzo non ci sono e cambia radicalmente il passato del nonno di Alex, semplificando sì la faccenda, ma snaturando il senso del libro.
Una nota interessante è che è stato il primo film di Elijha Wood dopo aver interpretato Frodo nel Signore degli Anelli (e peraltro da un film all'altro ha sempre la stessa espressione da cucciolo smarrito).
Molto belli, comunque, i passaggi on the road dell'Ucraina rurale.

sabato 10 dicembre 2011

Libri per beneficenza al concerto di natale

Stasera alle 21.00, se siete di Padova o dintorni, potete venire a sentire il concerto dell'Orchestra di Fiati di Cadoneghe all'Altaforum di Campodarsego.
Avrete la possibilità di prenotare una copia dei miei libri. Parte del ricavato andrà in beneficenza alla Città della Speranza.

giovedì 8 dicembre 2011

Consigli di lettura per natale - 1

Dato che ci avviciniamo alle feste natalizie, ho deciso che stavolta i consigli di lettura per le festività saranno multipli, nel senso che da oggi per ogni giovedì fino a natale (ovvero per tre giovedì) vi consiglierò un libro più o meno in tema.
Per iniziare avevo pensato al Canto di Natale di Dickens, ma mi sembrava banale; per fortuna mi è venuta in mente un'altra cosa.
Siamo sempre nell'ambito della letteratura "classica", se così vogliamo considerarla; e in particolare voglio consigliarvi "Le cronache di Narnia" di C.S. Lewis.
Perché proprio questo libro?
Perché nel secondo (di sette), ovvero "Il leone, la strega e l'armadio", la malvagia Strega Bianca tiene Narnia nella morsa di un inverno perenne, ma senza mai Natale. Per questo motivo, quando il potere della strega comincia a venire meno, il primo personaggio che fa ritorno a Narnia è proprio Babbo Natale!
Quindi ecco il primo consiglio:
LE CRONACHE DI NARNIA, di C.S. Lewis.
Mondadori, € 22,00

Viaggi fino alla fine del mondo, creature fantastiche, epiche battaglie tra il bene e il male: cosa avrebbe potuto aspettarsi di più un lettore? Scritto nel 1949 da C.S. Lewis, "Il leone, la strega e l'armadio" inaugurò la serie dei sette volumi che sarebbero divenuti celebri come "Le Cronache di Narnia". Un capolavoro che trascende il genere fantasy, ormai riconosciuto tra i classici della letteratura inglese del Novecento. C.S. Lewis lo scrisse con la dichiarata intenzione di rivolgersi ai bambini, ma non solo a loro. Era convinto, infatti, che "un libro non merita di essere letto a dieci anni se non merita di essere letto anche a cinquanta". Un'incredibile girandola di personaggi (fauni, ninfe, streghe, animali parlanti, eroici guerrieri), per il ritmo incalzante dell'avventura, ma anche per l'insolito spessore che tradisce l'immensa cultura di un autentico scrittore, noto medievalista dell'Università di Oxford, capace di attingere dalla vasta letteratura inglese quanto dalle allegorie dantesche.

giovedì 1 dicembre 2011

Regalatemi per natale!

Questo è un post pubblicitario e chiedo scusa, ma ogni tanto ho bisogno di farlo nella speranza di vendere qualche copia e, siccome siamo sotto natale, questo è il periodo migliore per pubblicizarsi.
Quindi, se avete letto uno dei miei libri e li avete trovati carini e desiderate regalarli a qualcuno, ecco dove potete acquistarli:

IL TESORO DELLA CITTA' ETERNA
http://www.ibs.it/code/9788863071245/capaldi-valentina/tesoro-della-citt-agrave-eterna.html

ELFO PER META'
http://www.ibs.it/code/9788863072679/capaldi-valentina/elfo-per-met-agrave.html

IL CIGNO E IL LUPO (scontato del 10% fino alla fine di dicembre!)
http://ww4.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=16863&formato=7276&page=1

E per i racconti:

365 RACCONTI EROTICI PER UN ANNO
http://www.ibs.it/code/9788865300015/zzz99-forte-f/trecentosessantacinque-racconti-erotici-per.html

MAHAYAVAN
http://www.edizioniscudo.it/

mercoledì 23 novembre 2011

Presentazione a Cadoneghe: nuova data e dettagli

Attenzione!
La presentazione alla Mostra Mercato del Libro di Cadoneghe non sarà più, come annunciato in precedenza, l'8 dicembre, bensì venerdì 9 dicembre.
Si svolgerà presso il piano superiore del supermercato Alì di Via Bellini, naturalmente a Cadoneghe (Pd), alle ore 18.30.
Alla Mostra, che si tiene dal 4 all'11 dicembre durante gli orari di apertura del supermercato, potrete trovare tanti libri scontati del 20%.
Tutte le informazioni sul sito della Proloco:
http://www.prolococadoneghe.it/mostra2011.html

domenica 20 novembre 2011

Hyperversum 3: il cavaliere del tempo


IL CAVALIERE DEL TEMPO, di Cecilia Randall.
Giunti editore, 720 pagine, € 17,50.

Giudizio: 3,5/5


Sono molto combattuta circa il giudizio da dare a questo libro. E' avvincente come gli altri due capitoli, e per questo meriterebbe 5 stelline, ma ci sono degli aspetti che abbassano la media sino a 3,5.
Stilisticamente è come i libri precedenti: zeppo di ripetizioni, con personaggi un po' al di sopra delle righe e molte frasi di spiegazione che appesantiscono inutilmente il tutto. Quest'ultima cosa però dipende dal fatto che è un romanzo per ragazzi, in cui bisogna spiegare molto di più che nei libri per gli adulti, anche le cose ovvie.
C'è poi la trama; a volte da "wow, che genialata", altre da "ma mi stai prendendo in giro"?
E' molto meno lineare della storia narrata nei due libri precedenti. Qui l'evento storico, in questo caso la Crociata Albigese, è lasciata molto sullo sfondo, perché in buona sostanza seguiamo Daniel che prende atto di come Ian sia diventato un uomo del Medioevo, e Ian che... beh, Ian uccide selvaggiamente, poi se ne pente, poi uccide ancora, se ne pente di nuovo, e via dicendo. Nelle pause tra un massacro e l'altro si scambia civetterie con sua moglie ma, sopratutto, con i suoi amici cavalieri.
C'è un personaggio nuovo che viene dal presente, Ty Hamilton, che è un discendente di Ian stesso. Idea grandiosa, ma che viene sviluppata solo fino a un certo punto.
Alla fine succede quello che temevo sin dal primo libro: nessuna spiegazione sul perché il videgioco Hyperversum faccia da macchina del tempo (che per altro si attiva solo se Ian è nei paraggi). La giustificazione più convincente che si danno i personaggi è quella del miracolo; devo dire che si tratta di una soluzione davvero geniale (cogliete l'ironia, per favore).
Comunque non posso dire che in assoluto questa trilogia non mi sia piaciuta, anzi; ripeto ancora che è molto coinvolgente, al punto da farti sentire contento al pensiero che il libro è lì sul tuo comodino che aspetta di essere continuato.

martedì 15 novembre 2011

Il signore degli inganni


IL SIGNORE DEGLI INGANNI, di Zachary Mason.
Garzanti, 223 pagine, € 15,60

Giudizio: abbandonato


Quando andavo al liceo, tra i miei miti greci preferiti c'erano i Nostoi, ovvero i ritorni a casa degli eori omerici dopo la guerra di Troia.
Apprezzavo particolarmente quello di Clitemnestra che fa fuori il marito Agamennone nella vasca da bagno e quello di Elena che in realtà se n'era stata per dieci anni nascosta in Nord Africa, mentre quella portata a Troia era solo una sua immagine creata dagli dei.
Ovviamente il mito del ritorno per eccellenza è quello di Odisseo, l'eroe multiforme; o, come lo avevo etichettato io, l'eroe marpione, perché è innegabile che molti dei dieici anni di peregrinazioni li passi nei letti di Circe e di Calipso.
Detto ciò, è comprensibile che io abbia trovato molto attraente l'idea alla base de Il signore degli inganni, che dal risvolto di copertina sembrava una rivisitazione dell'Odissea. Invece si è rivelato l'ennesima presa in giro editoriale.
Intanto, sul davanti campeggia la parola: romanzo. Beh, col cavolo che si tratta di un romanzo. In realtà è basato sulla finzione letteraria del ritrovamento di un papiro contenente 44 frammenti che danno versioni diverse delle vicende omeriche. Quindi si tratta di 44 capitoli, più o meno brevi, che si rinventano vari episodi dell'Iliade e dell'Odissea.
Il senso può essere riassunto da un passo stesso del libro:
Odisseo, accortosi che la fama dei suoi inganni lo precedeva, cominciò a inventare altre storie su di sé, disseminandole ovunque andasse. (...) l'effetto inaspettato di una di queste bugie divento, con alcune piccole variazioni, l'Odissea di Omero.
L'idea tutto sommato è buona, e devo ammettere che alcuni capitoli partono da spunti geniali che ci restituiscono un'immagine sempre diversa di Odisseo.
Però non c'è un ordine né logico né cronologico, circostanza che rende sfuggevole il senso dell'operazione. Non c'è alcuno stimolo per proseguire la lettura, se non quello che lo stile è abbastanza fluido (ma questo è il minimo che si richiede a qualsiasi libro).
Il bello è che il romanzo è presentato come il caso editoriale del 2010, con tanto di aste di accaniti editori per accapararsi i diritti.
Sinceramente io non ho capito che cosa ci sia di tanto bello. Sarà un mio limite o si tratta dell'ennesimo prodotto affatto eccezionale ma venduto come il non plus ultra dei romanzi dell'ultimo secolo?

domenica 13 novembre 2011

Autori dal Sol Levante: Tsukasa Hojo

Ryo Saeba è indubbiamente uno dei personaggi più affascinanti mai creati in un manga.
Rui, Hitomi e Ai (ovvero Kelly, Sheila e Tati nell'edizione italiana) hanno fatto innamorare migliaia di bambini.
Come molti di voi avranno già capito, per questo mese la nostra rubrica è dedicata al creatore di City Hunter e Cat's Eye, ovvero Tsukasa Hojo.
Nato nel 1959, debutta nel 1979 arrivando al secondo posto in un concorso organizzato dalla casa editrice Shueisha. Il successo arriva però proprio con Cat's Eye, pubblicato su Shonen Jump a partire dal 1981.
Chi ha dai trenta ai quarant'anni ricorderà benissimo Cat's Eye, Occhi di gatto, trasmesso in Italia a partire dal 1985. Tre sorelle gestiscono il locale Cat's Eye ma contemporaneamente formano un trio di famose ladre di opere d'arte; tuttavia non rubano per lucro, perché i loro colpi riguardano solo i dipinti del loro scomparso padre, con lo scopo di ricostruirne l'intera collezione sottratta dai nazisti.
Caratteristica tipica di tutta l'opera di Tsukasa Hojo è che in storie così serie e profonde, che molto spesso vanno a fondo dell'animo umano, c'è sempre un elemento comico per sdrammatizzare. Nel caso di Cat's Eye il detective che indaga sul trio di ladre è il findanzato di una di esse e naturalmente ignora la doppia vita della sua ragazza. Questo crea molti divertenti malintesi.
Personalmente ho conosciuto Tsukasa Hojo grazie a City Hunter, pubblicato su Shonen Jump a partire dal 1983. Io lo guardavo su una rete privata quando ero piccolina e ancora oggi credo che sia uno degli anime migliori che abbia mai visto.
Ryo Saeba e Kaori Makimura (Hunter e Kreta in italiano) formano il duo City Hunter, specializzato in investigazioni private e servizio da guardie del corpo.
Ryo è un uomo dal passato misterioso, ma è un abilissimo tiratore e un buon combattente corpo a corpo. Tuttavia ha un terribile difetto: è un grandissimo cascamorto. Per questa ragione accetta solo casi proposti da donne bellissime, che fa di tutto per vedere nude e alle quali ruba la biancheria intima. Questo scatena le ire della sua collega Kaori, una ragazza energica segretamente innamorata di lui, che lo punisce colpendolo con martelli giganti tirati fuori da chissà dove.
Attorno alla coppia di protagonisti ruotano poi altri personaggi memorabili. Umibozu (Falcon in italiano), per esempio, è un ex soldato, un uomo gigantesco che di preferenza utilizza il bazooka, ma è timidissimo con le donne e ha la fobia dei gatti. Saeko (Selena in italiano) invece è il capo della polizia, ed è una donna bellissima che riesce a ottenere l'aiuto di Ryo facendogli promesse che poi non mantiene mai.
City Hunter ha un seguito che s'intitola Angel's Heart, pubblicato in Giappone su Weekly Comic Bunch dal 2001 al 2010 e in Italia da Panini fino al mese scorso. Dal manga è stato tratto un anime di 50 episodi, che è il mezzo tramite il quale io conosco l'opera.
E' ambientato dopo la fine di City Hunter, ma in una sorta di universo parallelo, perché dai vari flashback s'intuisce che ci sono degli avvenimenti diversi da quelli visti nell'opera prequel.
Kaori è morta in un incidente stradale poco prima delle sue nozze con Ryo, lasciandolo solo e abbastanza depresso. Tuttavia il cuore della donna, donatrice d'organi, viene rubato da un'organizzazione criminale che lo impianta in Li Shan In, una ragazza quindicenne addestrata come killer.
In qualche modo, attraverso questo trapianto l'anima di Kaori viene in contatto con quella di Shan In e la conduce verso Ryo. Tra la ragazza e l'uomo s'instraura, dopo qualche difficoltà, un bellissimo rapporto padre-figlia.
Tsukasa Hojo ha sempre mantenuto viva nelle sue storie la tradizione nipponica, tanto è vero che Tokyo la fa da padrona; tuttavia il suo tratto è molto occidentale.

mercoledì 9 novembre 2011

Presentazione alla Fiera del libro di Cadoneghe (Pd)

Il giorno 8 dicembre 2011 presenterò "Elfo per metà" e "Il Cigno e il lupo" alla Fiera del Libro di Cadoneghe, in provincia di Padova. Se siete in zona e non avete niente di meglio da fare potete fare un salto. Vi darò dettagli più precisi su luogo e ora non appena li avrò disponibili.

lunedì 7 novembre 2011

Uscite interessanti - 7 novembre 2011

Siccome oggi avevo un po' di tempo libero prima della lezione all'università, sono andata in libreria (tanto per cambiare) e ho scoperto che il nuovo romanzo di Stephen King era già disponibile; ero convinta che uscisse domani, ma non importa. A parte il fatto che vale (quasi) sempre la pena di leggere Stephen King, questo nuovo romanzo in particolare parte da uno spunto interessante.
S'intitola "22/11/63", è edito da Sperling&Kupfer, è tradotto (come "Notte buia, niente stelle") da Wu Ming 1 e costa € 23,90.
Ecco la trama:
Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958. Al coinvolge Jake in una missione folle - e follemente possibile: impedire l'assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un'anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l'amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.

Seconda segnalazione: mercoledì uscirà anche in Italia il capitolo conclusivo del Ciclo dell'Eredità di Christopher Paolini, intitolato "Inheritance".
La casa editrice è Rizzoli, il prezzo € 24,00.
Brisingr, penultimo capitolo del Ciclo dell'Eredità, ci ha lasciato in un momento drammatico della vita di Eragon: il giovane Cavaliere ha perso in battaglia la sua guida, Oromis, l'elfo che l'ha accompagnato nei labirinti della magia; Galbatorix, il tiranno divorato dalla sete di potere, può contare sul cuore dei cuori di decine di draghi; nuove, demoniache creature sorte dal lato più oscuro della magia gonfiano le file dell'esercito imperiale. Eragon e Saphira hanno però forse scoperto il punto debole del re nero, e sono disposti a sacrificare tutto - anche la vita pur di unire la loro voce al grido di ribellione che si alza da tutti i popoli oppressi di Alagaësia. Ma la vita di Eragon non si gioca solo sul campo di battaglia: per chi batte il cuore di Arya, la bella elfa dai molti misteri? Che ne sarà di Murtagh, il fratellastro imprigionato da un indissolubile giuramento? E a chi si legherà il drago verde, l'ago della bilancia nello scontro finale per la libertà?

Sempre in libreria, oggi ho trovato una cosa interessante, da segnalare dato che abbiamo parlato delle Clamp. E' uscito (già a giungo, in verità) anche in Italia per Gp Publishing "XXXHolic: Anotherholic" di Nisio Isin. E' un romanzo tratto dalla serie a fumetti. Costa € 16,90, ma forse è un po' difficile da trovare e credo che nella maggior parte delle librerie si debba ordinare.

giovedì 3 novembre 2011

Pensieri d'inchiostro

Voglio segnalarvi questo blog:
http://pensieridinchiostro.wordpress.com/
L'ho trovato per caso seguendo un link in una discussione su Anobii e devo dire che mi è piaciuta molto l'idea che c'è alla base: quella di recensire senza peli sulla lingua autori esordienti.
La ragazza che gestisce il sito, Marta, mi sembra competente sebbene sia giovane. Le sue recensioni sono obiettive e ben argomentate.
Sopratutto mi stupisce la sua pazienza; anche io leggo molti libri di esordienti, e so che a volte possono essere faticosi (intendiamoci, magari anche i miei lo sono, anche se non me ne rendo conto da sola... ma questo esula dall'argomento del post).
Anche se penso di leggere con una certa cognizione di causa - insomma, qualcosa di scrittura ne capisco - io non sono capace di costruire recensioni tanto precise; rimango sempre impressionata quando in internet trovo persone così competenti, anche perché generalmente si tratta di ragazzi giovani e non di editor professionisti.

Hyperversum 2: Il falco e il leone


IL FALCO E IL LEONE, di Cecilia Randall.
Giunti, 672 pagine, € 17,50

Giudizio: 4/5


Ian e Daniel, ormai incalliti viaggiatori del tempo, riescono a tornare nel Medievo dove Ian ha lasciato una moglie in cinta. Solo che, dopo poche ore dal loro ritorno, si fanno non molto furbescamente catturare dai loro nemici inglesi e finiscono a Dunchester, un feudo dell'inghilterra del sud. E' un posto che non esiste, ma potete facilmente immaginarlo come Nottingham col porto, visto quello che succede in seguito; i nostri eroi, infatti, si trovano coinvolti nella rivolta dei baroni contro Giovanni Senza Terra.
Devo ammettere che questo romanzo scorre meglio rispetto al primo. I personaggi, che in Hyperversum 1 mi erano apparsi poco credibili, qui si comportano decisamente meglio. Daniel smette di fare solo la spalla per assumere un ruolo da comprimario.
La storia d'amore di Ian viene messa in secondo piano, e tra i vari commenti ho letto qualcuno che se ne lamenta. Io invece dico: per fortuna. Sono bastate le due pagine in cui marito e moglie si rincontrano per farmi tornare la voglia di entrare nel libro e picchiare l'algida dama e il suo bel cavaliere.
Questo delle donne, per altro, è uno dei pochi aspetti della serie che mi lascia perplessa. Ok, siamo nel Medioevo, dove le donne dovevano stare al proprio posto, ma non è che fossero proprio tutte stupide oche prive di personalità in attesa che un cavaliere le salvasse.
Diamine, Lady Marion andava nella foresta di Sherwood per unirsi a Robin Hood!

lunedì 31 ottobre 2011

Consigli di lettura per Halloween

CORALINE, di Neil Gaiman.
Mondadori, € 14,90

In casa di Coraline ci sono tredici porte che permettono di entrare e uscire da stanze e corridoi, e poi ce n'è una, la quattordicesima, che dà su un muro di mattoni. Oltre quel muro dovrebbe esserci un appartamento vuoto ma... sarà vero? Perché un giorno Coraline scopre che dietro alla porta si apre un corridoio scuro, e alla fine del corridoio c'è una casa identica alla sua, e nella cucina della casa vive una donna identica a sua madre. Quasi uguale, anzi, perché al posto degli occhi ha due lucidi bottoni attaccati con ago e filo.

GLI INCUBI DI HAZEL, di Leander Denny.
Newton Compton Editori, € 4,90

Hazel, un'allegra bambina di otto anni, è ospite della terribile zia Eugenia e del suo antipatico cuginetto Isambard. Basterebbe l'immagine del vecchio maniero dove vivono i parenti di Hazel per scoraggiare qualsiasi visitatore eppure, dopo la prima inquietante giornata con zia Eugenia, la vita comincia a cambiare. Isambard, infatti, presenta a Hazel la sua collezione di cuccioli terrificanti... E' l'inizio di un'incredibile avventura in cui niente è come sembra e la realtà può diventare più stupefacente della fantasia.

giovedì 27 ottobre 2011

I guerrieri del ghiaccio

Dato che ne abbiamo parlato in un precedente post e mi sa che ne parleremo ancora diffusamente in futuro, comunico che è uscita anche in Italia la prima parte di "A Dance With Dragons", quinto libro di "A Song of Ice and Fire" di George R.R. Martin.
Ovviamente edito da Mondadori, s'intitola "I Guerrieri del Ghiaccio" e per ora costa € 19,00. Dico per ora, perché prima o poi uscirà la versione tascabile che ovviamente è più economica.
Sono attesi altri due libri che completeranno la traduzione dell'originale inglese; e speriamo che Martin non ci metta altri cinque anni prima di pubblicare il sesto...

venerdì 21 ottobre 2011

La faida dei Logontras


LA FAIDA DEI LOGONTRAS, di Fabrizio Valenza.
Edizioni Domino, 407 pagine, € 18,00.

Giudizio: 4/5


Premessa: questo romanzo è il secondo della saga "Storia di Geswha Olers", e fa seguito a "Viaggio nel Masso Verde".
Teoricamente bisognerebbe leggere il primo e poi il secondo, ma siccome mi è arrivato questo con una catena di lettura io ho invertito l'ordine. Comunque nel secondo ci sono molti richiami al primo che consentono di non perdersi.
In un regno fantasy, Geshwa Olers è un ragazzo di sedici anni che, dopo aver perso la mamma e la nonna in maniera misteriosa, decide di arruolarsi nell'esercito per dare un senso alla propria vita.
Arriva così al battaglione del GroneGor Meridionale e qui comincia l'addestramento da fante, stringendo nuove amicizie tra i suoi commilitoni. Contemporaneamente, però, la sua curiosità lo porta a immischiarsi nella faida tra due nobilissime famiglie, i Logontras e gli Ailone, in lotta tra loro per l'ereditarietà (anche se, in realtà, non ho capito bene in che modo. Sono tutti parenti di tutti e la maggior parte dei legami famigliari mi è sfuggita).
Il romanzo può idealmente dividersi in due parti. Nella prima Geshwa si allena ed è una parte lunghssima e abbastanza noiosetta. Per fortuna la seconda parte, in cui si entra nel vivo della faida dei Logontras, è molto più interessante, sopratutto perché ci sono trovate originali. Bisogna dire che è coinvolta molta magia e che i maghi non ci vanno per il sottile con i loro incantesimi.
Comunque il libro è scritto in maniera scorrevole e con uno stile personale; per questo si riesce ad andare avanti nella lettura anche se, ripeto, per la prima parte non mi ha coinvolta molto.

lunedì 17 ottobre 2011

Autori dal Sol Levante: Clamp

Era da un po' che pensavo a come poter fare una rubrica sui manga, e l'altro giorno mi è venuto in mente che potrei parlare non delle opere in sé, ma degli autori.
Perciò, a cadenza mensile, accanto a "UnLibroUnFilm" avremo questa nuova rubrica, dal titolo effettivamente poco originale ma abbastanza esplicito: "Autori dal Sol Levante".

Cominciamo con le quattro di Osaka, cioé le Clamp.
Le Clamp sono quattro deliziose signore giapponesi che rispondono ai nomi di Satsuki Igarashi, Nanase Ohkawa, Tsubaki Nekoi e Mokona Apapa.
Hanno cominciato a disegnare manga alle superiori e in realtà all'epoca erano composte da un gruppo molto più numeroso, che poi col passare degli anni si è ridotto.
Il debutto vero e proprio è avvenuto nel 1989 con RG Veda, che trae ispirazione da una rielaborazione buddista del Rig Veda, il quarto libro dei Veda induisti. In quest'opera si nota già la propensione spiccatamente fantasy del gruppo di autrici.
Hanno prodotto tantissime serie e non vi farò un'elencazione completa perché tanto la trovate su Wikipedia.
Vi parlerò brevemente solo di quelle più celebri e di una caratteristica peculiare delle Clamp, il crossover. S'intende con questo termine il fenomeno per cui i personaggi di una serie fanno incursioni in serie differenti.
La prima volta in cui questo è accaduto è stato con i personaggi del manga "Tokyo Babylon" che sono poi tornati in "X".
"Tokyo Babylon" tratta di una famiglia di sciamani ed è ambientato a Tokyo nei primi anni '90.
"X" (che per altro è il primissimo manga che ho letto) è sempre ambientato a Tokyo. Narra delle vicende di due gruppi contrapposti di persone dotate di poteri magici, i Draghi del Cielo e i Draghi della Terra. Dall'esito dello scontro tra loro dipende il destino della terra.
I Tankobon (volumi) di "X" pubblicati sono 18, però l'opera è incompleta perché l'editore giapponese si rifiuta di pubblicare il finale, considerato troppo violento.
Parliamo poi di "Magic Knight Rayearth", composto da due serie di 3 volumi ciascuna. Tre ragazze vengono trasportate in un mondo magico per salvare la principessa Emeraude, prigioniera del malvagio Zagato. Se avete più o meno la mia età ricorderete lo splendido anime tratto da questo manga, che in Italia si chiamava "Una porta socchiusa ai confini del sole".
Un'altra serie famosissima in Italia (sempre per chi negli anni '90 aveva l'età per guardare i cartoni animati) è "Card Captor Sakura", in cui una bambina delle elementari, Sakura appunto, aveva il compito di radunare delle carte create da un potente mago, Clow.
Parlando di "Card Captor Sakura" dobbiamo tornare al discorso del crossover, che per questa serie è avvenuto nella maniera più lampante ed elaborata.
Ideale seguito di "Card Captor Sakura" sono infatti ben due serie, concluse da nemmeno un paio d'anni, dove ritroviamo non solo i personaggi di Sakura, ma quasi tutti i personaggi di tutti i manga delle Clamp! Inoltre queste due serie hanno trame differenti che però s'incrociano spesso. Sto parlando di "Tsubasa Reservoir Chronicles" (una serie molto bella, ma che nel finale mi ha lasciata perplessa, nel senso che non l'ho proprio capito) e dell'ancora più meravigliosa "XXX Holic".
Per finire, l'altro giorno sono andata in fumetteria e ho scoperto che Panini ha cominciato a pubblicare la serie nuova delle Clamp, "Gate 7". Ancora non l'ho letto, perciò non posso esprimere opinioni, ma raramente le Clamp mi deludono.
Perché mi piacciono le Clamp? Perché le loro storie mescolano fantasy classico, fantascienza e tradizione giapponese. Perché i personaggi sono tutti splendidamente costruiti, ognuno con la sua storia personale, i suoi problemi e il suo carattere. Perché le trame sono sempre orginali e mai banali. Perché disegnano benissimo.
Infine, perché ci sono Mokona Bianco e Mokona Nero, questi adorabili animaletti (Mokona Nero, per altro, è un fan del sake):

I manga delle Clamp sono stati ripubblicati in gran parte negli ultimi due anni, dato che nel 2009 ricorreva il ventennio di attività delle signore di Osaka.
Vi lascio con la sigla italiana di "Magic Knight Rayearth" cantata da Cristina d'Avena, che secondo me è una delle migliori mai realizzate in Italia.

martedì 11 ottobre 2011

La guerra degli ebook

Riporto il link a un interessante articolo uscito oggi su Fantasy Magazine:
http://www.fantasymagazine.it/notizie/15509/il-lettore-e-la-prima-vittima-delle-guerre-degli-e/
Gli ebook non sono una cattiva cosa, ma come tutto vengono attratti nella logica di mercato e così un'idea meravigliosa diventa più onerosa che altro per i consumatori.

venerdì 7 ottobre 2011

UnLibroUnFilm: Shutter Island

IL LIBRO

"Shutter Island", di Dennis Lehane, 2003.
Prima edizione Italiana: Piemme, 2005, col titolo "L'isola della paura"
Ultima edizione italiana: Piemme, 2010, col titolo "L'isola della paura"

IL FILM

"Shutter Island", 2010, di Martin Scorsese.
Con Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley

"Shutter Island" proviene da Dennis Lehane, un autore thriller americano che ha scritto molto e dai cui libri sono stati tratti ben tre film: "Mystic River" di Clint Eastwood, "Gone Baby Gone" di Ben Affleck e questo di Scorsese. In Italia è interamente edito da Piemme e credo valga la pena di leggerlo perché è un buon romanziere. "Shutter Island" è splendidamente costruito, teso fino alla fine. Nonostante conoscessi già il finale (perché ho visto prima il film) comunque mi ha molto coinvolta.
Siamo nei primi anni '50. Teddy è un agente federale che, assieme al collega Chuck, viene inviato sull'isola dove sorge Asheclife, un manicomio criminale, per indagare sulla fuga misteriosa della prigioniera Rachel Solando.
Teddy è un reduce di guerra; ha visto l'orrore dei campi di concetramento quando ha liberato Dachau e soffre un po' della sindrome del soppravvisuto. Come se non bastasse, sua moglie è morta in un incendio due anni prima e lui non si è ancora ripreso dal lutto.
Abbiamo perciò un protagonista cupo, ossessionato e tendente alla violenza. La cornice in cui si muove è quella di un manicomio che accoglie solo i criminali più efferati, quelli che nessun altro istituto è in grado di gestire; un posto di cui tutti sanno ma di cui nessuno vuole parlare. Perché? Che cosa succede veramente ad Asheclife?
Dulcis in fundo, è in arrivo un terribile uragano.
Le premesse per un thriller mozzafiato ci sono tutte, e in effetti si rimane abbastanza soddisfatti.
Devo dire che leggerlo conoscendo già il finale aiuta a cogliere tutte le sfumature, tutti quei piccoli dettagli disseminati ad arte nel testo che ti aiutano ad arrivare alla soluzione.
Il film tratto dal romanzo è firmato Scorsese + DiCaprio, una coppia che secondo me funziona molto bene. DiCaprio è diventato un bravo attore, anche se comunque il suo talento già s'intuiva quando era giovane.
E' un film che segue abbastanza fedelmente il libro ed è in grado di trasmettere la giusta tensione, grazie anche a spezzoni completamente privi di colonna sonora.
In occasione del film è uscita anche una graphic novel tutta italiana, edita da BD, sceneggiata da Stefano Ascari e disegnata da Andrea Riccadonna.

lunedì 3 ottobre 2011

Incontro con Lansdale e Gischler

Sabato pomeriggio, nell'ambito dello Sugar Pulp Festival tenutosi a Padova (http://festival.sugarpulp.it/), ho assistito alla presentazione degli ultimi romanzi di Joe Lansdale e Victor Gischler.
In realtà dal punto di vista contenutistico non è stata una presentazione molto interessante. Si è parlato dei loro libri e un pochettino del genere, ma senza dichiarazioni di notevole brillantezza.
Lansdale a un certo punto se ne è venuto fuori dicendo che chi scrive deve farlo divertendosi e non prendendosi troppo sul serio. Grazie, Lansdale, se non me lo dicevi tu io avrei continuato a soffrire molto mentre scrivo (questa era ovviamente ironica ^_^).
Interessante però è stato scoprire Gischler, un autore che non conoscevo prima nonostante io frequenti un po' il noir americano.
Finora ha pubblicato sette libri, in Italia credo tradotti tutti da Meridiano Zero tranne uno che è edito da Newton Compton. Pare che sia un autore molto versatile, nel senso che in ogni romanzo cambia tema e stile. Ho acquistato un suo libro di cui, per altro, avevo già letto da qualche parte la trama bollandola come poco interessante; l'aver incontrato di persona l'autore mi ha fatto rivalutare la mia opinione.
Ogni volta che ascolto uno scrittore americano sembra che lì riescano a vivere solo scrivendo; ovviamente non si occupano solo di libri, ma anche di sceneggiature per fumetti e cinema. Beati loro, quanto li invidio!

giovedì 29 settembre 2011

Hyperversum


HYPERVERSUM, di Cecilia Randall
Giunti Editore, 720 pagine, €8,90

Giudizio: 3,5/5


Daniel è un giovane ventenne americano che studia fisica e ha la passione per i videogame. In particolare ama giocare a Hyperversum, emozionante gioco di ruolo ambientato nel medioevo, attraverso il quale è possibile vivere esperienze molto realistiche tramite un casco e dei guanti analogici.
Durante una partita, però, qualcosa va storto e Daniel e i suoi amici si ritrovano davvero nel medioevo, più precisamente in Francia nel 1214, quasi alla viglia della battaglia di Bouvines che vedrà contrapposti i francesi agli inglesi e all'Impero.
I nostri eroi, capeggiati dal maggiore, Ian (è lui il protagonista, in realtà Daniel fa solo la spalla) dovranno sopravvivere in quel mondo nuovo e ostile.
Di sicuro, per storia e coinvolgimento questo libro merita cinque stelline; devo ammettere che ho fatto abbastanza fatica a staccarmene, e ora che l'ho finito sono un po' triste.
Allora perchè solo tre stelline e mezza, chiederete voi?
Intanto per i personaggi.
Tutti hanno grandi manifestazioni di gioia e ancora più stratosferiche manifestazioni di dolore. Gli uomini non fanno altro che abbracciarsi. Le donne sono dame impalate, e non solo quelle del medioevo, ma anche le ragazze che arrivano dal XX secolo attraverso Hyperversum. C'è un bambino di tredici anni che si comporta come se ne avesse otto.
Insomma, per farla breve, sono poco credibili. Non dico che siano tratteggiati male, ma davvero a volte si comportano in maniera insensata. Ian ha dei momenti notevoli, ma per il resto del tempo lo prenderesti a schiaffi. Alcuni nobili francesi li avrei volentieri abbattuti a colpi di spada, primo fra tutti il duca di Champagne (peccato che storicamente dovesse sopravvivere alla battaglia!).
Seconda osservazione: il libro è cosparso di ripetizioni. Ora, siccome c'è di sicuro stato un editing (insomma, è edito da Giunti!) questo è inaccettabile.
Non si tratta solo di ripetizioni nella stessa pagina (sebbene anche quelle siano presenti) ma anche di parole utilizzate con frequenza irritante in tutto il libro come "Piccioni", "Gioco di maschere", "Battesimo del fuoco".
Infine, tutti chiacchierano davvero troppo di cose inutili; i peggiori sono Ian e Daniel, che si dicono un sacco di cose sdolcinate (in maniera del tutto irrealistica, tornando al discorso di prima).
Perché Hyperversum impazzisce e diventa una macchina del tempo? Questo non si sa. Forse si scoprirà negli altri due libri della saga; spero che si scoprirà.
C'è da dire che questo è il primo romanzo della Randall, che è una scrittrice italina stimatissima. Forse dovevo cominciare a leggerla dall'ultimo suo libro, Gens Arcana, uscito per Mondadori nel 2010, perché di sicuro avrei trovato uno stile molto più maturo. Può darsi che leggerò anche questo, una volta terminata la saga di Hyperversum (si, beh, in effetti sono curiosa di sapere come finisce).
Comunque una cosa devo dirla: complimenti per la ricostruzione storica, abbastanza corretta e accurata. Io lo so che cosa significa scrivere un romanzo storico, e non è per niente facile.

martedì 27 settembre 2011

Incontro con Lara Adrian

Volevo fare questo post già da domenica, ma me ne sono dimenticata. Colpa dell'università che è riniziata e già mi ha completamente riassorbito il cervello.
Comunque, domenica pomeriggio sono andata a sentire Lara Adrian che, per chi non lo sapesse, è una scrittrice americana che attualmente si occupa di paranormal romance; in realtà proviene già dal romance, anche se prima si occupava del genere "storico" utilizzando uno pseudonimo.
La sua opera è una serie di più di dieci libri, ancora incompleta, globalmente intitolata "La stirpe di mezzanotte". Parla di un gruppo di vampiri e delle loro compagne umane, ma non chiedetemi di più perché ho letto solo il primo e non me lo ricordo tanto bene.
In America sono arrivati a pubblicare il numero nove, da noi invece è uscito a inizio mese il sesto per la Leggereditore.
Avevo già parlato di questa scrittrice in un precedente post (http://valentinacapaldi.blogspot.com/2010/05/il-bacio-di-mezzanotte.html) nel quale esprimevo il poco feeling che ho con questo genere, tuttavia era una bella occasione poter sentire parlare una scritrice di successo nella mia città e così sono andata alla presentazione.
Lara Adrian è una bella signora, che parla un americano strettissimo (non ho capito una parola, per fortuna c'era una bravissima traduttrice/moderatrice), che scrive a una velocità sconvolgente e ha un sacco di idee.
Siccome le cose a cui faccio più attenzione nelle presentazioni riguardano la scrittura in sé, viste le mie inclinazioni, posso riportare un paio di osservazioni che mi hanno colpita.
Intanto, come ben sappiamo, in America gli scrittori utilizzano tantissimi pseudonimi. La Adrian ha spiegato che è una questione pratica, perché il pubblico si abitua a conoscere uno scrittore che fa un certo genere con un certo nome, e si aspetta sempre più o meno la stessa cosa da lui. Se si vuole cambiare genere, bisogna inventare uno pseudonimo. Il risultato è che ci sono autori con un pubblico vastissimo che scrivono cose diverse, ma che in realtà sono la stessa persona.
La seconda osservazione riguarda una cosa con cui sono d'accordissimo, e cioé che per ottenere il massimo sviluppo caratteriale di un personaggio bisogna fargli passare di tutto. A quanto pare, il protagonista dell'ultimo libro della Adrian uscito in Italia ha una vita molto difficile, e in effetti questo aiuta a farlo evolvere.
Se volete leggere i libri della serie "La stirpe di mezzanotte" li trovate tutti editi da Leggereditore e costano 10 euro l'uno. Forse solo per il primo potreste avere difficoltà, in quanto l'altro giorno è uscito un libro che racchiude i primi tre e quindi il primo romanzo della serie sembra sparito dalle librerie. Questa raccolta costa, se non sbaglio, € 16,90.

Legge Levi? No, grazie

Questa è un'iniziativa partita dal blog "Sangue d'inchiostro" (http://sanguedinchiostro.blogspot.com/2011/09/legge-levi-no-grazie-lettori-italiani.html)

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Cari lettori,

dal 1° settembre è entrata in vigore in tutta Italia la Legge Levi, dal nome del suo primo firmatario, che mette un tetto del 15% agli sconti che le librerie e i siti di vendita online potranno effettuare sui loro libri. Tutto ciò ha fatto indignare lettori e librai sin dall’inizio principalmente per due motivi:

- La Legge Levi non pone solo un limite agli sconti sui libri, pone un limite alla libertà del singolo cittadino che non può facilmente contribuire alla sua cultura personale, specialmente in tempi di crisi come questi dove il risparmio è all’ordine del giorno.

- La Legge Levi è stata creata per aiutare le piccole librerie, settore a rischio dinanzi ai colossi del marketing letterario, i piccoli editori e gli scrittori emergenti. Ma se la gente in Italia già leggeva poco, adesso lo farà ancor meno, poiché sono molto pochi coloro che hanno le possibilità economiche di spendere 2O.OO€. E, ammettiamolo, anche se venisse applicato lo sconto del 15% il prezzo scenderebbe di pochissimo e non aiuterebbe in ogni caso l’acquirente. Tutto ciò non va, alla luce dei fatti, a favore di coloro che la legge afferma di voler "tutelare", anzi. Come può migliorare la situazione delle piccole case editrici e degli scrittori emergenti se il numero dei lettori scende vertiginosamente a causa dei prezzi proibitivi?

- La legge Levi è stata fatta passare anche come un avvicinamento ai metodi internazionali per promuovere lo sviluppo della cultura. Ma da quando in qua in Italia viene promossa la cultura? E’ inutile prenderci in giro con spot che incitano a leggere quando il prezzo di un libro qui in Italia è così esorbitante, mentre in paesi come l’Inghilterra è decisamente minore (massimo 15,00€ per un libro rilegato, successo dell’anno e novità imperdibile!); senza toccare il doloroso tasto della versione “economica”, che ci viene propinata comunque ad un prezzo fin troppo alto per le nostre tasche.

- La legge Levi viene definita da molti Legge Anti-Amazon, il rinomato sito su cui, sino al primo Settembre, ci era possibile acquistare libri di ogni sorta a prezzi convenienti. Sin dalla sua apertura, Amazon è infatti diventato il punto di riferimento della maggior parte dei lettori, in particolar modo quelli giovani.
La legge in questione, naturalmente, ha bloccato la continua offerta di sconti e promozioni che il sito offriva agli acquirenti, al fine di favorire le vendite delle librerie. Si presuppone che la gente smetta di comprare online a causa del limite di sconto e al completo annullamento di offerte speciali. Proprio ora che, grazie a questo sito e altri simili, sempre più giovani si avvicinavano con entusiasmo alla lettura.

Ed è proprio su quest’ultimo punto che si basa il progetto “Legge Levi? NO GRAZIE”, a cui questo spazio online aderirà d’ora in poi.
Perché ci sentiamo derubati della libertà di coltivare le nostre passioni senza possibilità di appello; stanchi di vedere che la cultura venga considerata un lusso che pochi possono permettersi. Vogliamo dire no a questo regime in cui tutto ha un prezzo troppo elevato per noi poveri cittadini, in cui l'ignoranza diventa la via più facile per la felicità. Vogliamo ribellarci, seppur pacificamente. Come? Facendo in modo di non portare più neanche un singolo centesimo nelle casse delle librerie.

- Acquistando libri esclusivamente da Amazon come indennizzo per la pessima accoglienza che ha ricevuto sin dalla sua apertura qui in Italia;
- Usufruendo di siti dell’usato come comprovendolibri.it ;
- Utilizzando maggiormente lo scambio di libri su Anobii

Ringraziamo tutti coloro che, nel loro piccolo, aderiranno a questo progetto, siano essi blog o siti che pubblicizzeranno l'iniziativa e vi aderiranno e, specialmente, i singoli utenti che seguiranno il nostro esempio, aiutandoci a far capire ai politici che questa legge è del tutto inutile e va a discapito di ogni buon lettore. Abbandoniamo il pensiero che sia tutto inutile, che il nostro gesto non cambierà nulla. Proviamo invece a convincerci che, se ognuno di noi ci crede, il nostro impegno potrebbe portare al risultato che speriamo.

domenica 25 settembre 2011

Scrivere per young adults

Oggi facciamo alcune considerazioni sulla tecnica narrativa, dato che è da un po' che non trattiamo questo argomento.

SCRIVERE PER YOUNG ADULTS
I libri per ragazzi devono rispettare regole precise. Un tempo tra queste rientrava anche "niente violenza poca morte e niente cose troppo brutte", ma adesso le abitudini sono decisamente cambiate. Del resto i ragazzi sono già abituati alle tematiche "adulte" dalla tv e dai videogiochi, e questo non è un luogo comune.
Se consideriamo quello che, negli ultimi anni, è stato il libro per ragazzi per eccellenza, cioè Harry Potter, ci rendiamo conto che, mentre il primo romanzo era effettivamente adatto al target, poi man mano la serie è diventata sempre più per adulti; o meglio, come li definiscono oggi, young adults.
Non starò qui a disquisire se sia giusto o meno che nei libri per ragazzi ci siano cose oscure; ci sono, punto e basta.
Ovviamente sono un po' diluite, nel senso che le scene più violente vanno tagliate; ma se alcuni personaggi muoiono in maniera non proprio tranquilla va bene lo stesso.
La seconda cosa da osservare è che nei romanzi per ragazzi niente va dato per scontato. Questo vuol dire che bisogna spiegare tutto, anche le cose più ovvie. Di solito questo dà fastidio ai lettori adulti, che si lamentano di considerazioni inutili, però bisogna tener presente che i ragazzi non sono in possesso di tutte le informazioni che l'esperienza fornisce a un adulto!
Terza cosa: il ragazzo, ancora più che l'adulto, ha bisogno di identificarsi con i personaggi, e questo è il motivo per cui nella stragrande maggioranza dei casi i protagonisti sono giovani. Non è proprio obbligatorio, però, raccontare storie di ragazzini. Se lo scrittore è abbastanza bravo, crea personaggi con uno spessore maggiore di quello della carta velina e mostra invece di raccontare, riesce a ottenere un coinvolgimento anche se narra di bicentenari. Ricordo che, quando ero ragazzina, leggevo libri con personaggi adulti dalle pagine dei quali non riuscivo a staccarmi, e perciò è così; sta tutto alla bravura dello scrittore.

sabato 17 settembre 2011

I figli di Atlantide


I FIGLI DI ATLANTIDE, di Mario de Martino.
Casini Editore, € 16,90. Numero di pagine = la Casini non mette il numero di pagine, comunque sono tantine!

Giudizio: 4/5


Finalmente, dopo tanto tempo, sono riuscita a leggere qualcosa di Mario De Martino, un autore giovanissimo (non ha nemmeno vent'anni) che è già al suo quinto romanzo e ha spaziato dal fantasy, alla letteratura per ragazzi, all'horror e, infine, al thriller.
Ho sempre letto, nelle varie recensioni, che si tratta di un autore molto bravo. In effetti sì, è molto bravo. Ovviamente al di sotto di questo romanzo c'è un'operazione di editing, servita sopratutto, credo, a correggere le imprecisioni che in un testo simile sono inevitabili; ma secondo me gran parte della farina è del sacco dell'autore, per dirla con un proverbio.
Un thriller, quindi. Non è il mio genere preferito, ne leggo pochi e perciò non sono in grado di giudicare con piena cognizione di causa, ma mi sembra che questo sia ben costruito.
Sarah, Ivan e Seiji sono tre ragazzi provenienti da diverse parti del mondo che vengono invitati a una conferenza a New York dal misterioso professor Morgan. Non vi dirò altro della trama, se non che c'è un coinvolgimento diretto di Atlantide, aspetto che dona un che di fantastico al romanzo; rimarcato, forse, anche dal fatto che il libro non è autoconclusivo come in genere i thriller, ma lascia portoni spalancati per un seguito, secondo la tradizione del fantasy.
Lo stile è perefetto, tanto da avere l'impressione che l'autore non sia un giovane italiano, bensì un affermato scrittore americano.
Molto precisa la ricostruzione dei luoghi, nonostante immagino che in molti di questi Mario non sia mai stato.
Una cosa carina, forse dovuta all'editore, è che certe parti sono presentate per immagini, come per esempio alcuni degli enigmi che i protagonisti devono risolvere.
L'unica cosa che mi ha lasciata perplessa è la caratterizzazione dei personaggi, tutti un po' bidimensionali a parte Sarah che può essere considerata la protagonista, nonostante siano presentati i punti di vista anche di molti altri. Forse però dipende dal genere stesso; in fondo in quasi tutti i thriller la storia prevale sui personaggi, ed è il motivo per cui non amo questo tipo di romanzi.
Per non cocludere con una nota negativa, rinnovo i miei complimenti a Mario, perché non tutti sono in grado di scrivere un libro così.

mercoledì 31 agosto 2011

Una domenica fantastica

Se siete appasionati di fantasy e seguite un po' gli scrittori esordienti italiani, domenica 11 settembre potete scegliere tra due eventi (dipende dalla vostra collocazione geografica).

A Schio (VI) c'è "Fantaschio", a cui parteciperò anche io, al quale potete portare i vostri bambini perché è una festa esplicitamente dedicata a loro. Quindi tra giochi e laboratori ci sarà spazio, la mattina, per le presentazioni letterarie.
A partire dalle 10.00, il programma è questo:

10.30 - 13.00: incontro con i FantAutori:
• Paola De Pizzol presenta la trilogia di Lisa Verdi;
• Valentina Capaldi presenta Elfo per metà...
• Demetrio Priolo presenta Hàrynos: il manuale del guerriero
• Graziella Canapei presenta: Delitto al Passo Zovo
• Enrico Matteazzi presenta Le pietre della vita e Lo specchio dell’anima
15:00 - 18.00: giochi in piazza; laboratorio manuale; trucca-faccia; letture animate con la compagnia teatrale I Saltafossi
Per tutto il giorno sarà possibile visitare la mostra con le FantaIllustrazioni di Max Rambaldi e Leonardo Moretti.

La manifestazione si tiene negli spazi della Nuova Casa del Giovane in via Falgare, 35.

A Villa Minozzo (RE) c'è invece il Fantaborgo, manifestazione dedicata al fantastico ma anche alle rievocazioni medievali.

martedì 30 agosto 2011

Belle e sceme? Sì, grazie

Ci sono nuove regole per partecipare a Miss Italia: ammessa la taglia 44, richiesta più sobrietà, ma sopratutto richiesta una certa cultura.
Bella idea, finalmente le ragazza saranno valorizzate anche per il loro cervello e non solo per il loro fisico. Questa dovrebbe essere l'opinione comune; però a me la notizia ha fatto parecchio ridere.
Si richiede che le ragazze:
a) leggano almeno un quotidiano al giorno;
b) leggano almeno tre libri all'anno.
Complimenti, con un quotidiano al giorno e addirittura tre libri in 365 giorni si è davvero colti. Cavoli, io non riesco a leggerlo un quotidiano al giorno; mi sento davvero una capra.
Ok, adesso usciamo dall'ironia e torniamo seri. Chi ha fatto queste regole? Presuppongono che tutte le ragazze che partecipano a Miss Italia siano sceme e ignoranti; ma deve essere per forza così? Credo proprio di no, dato che la stragrande maggioranza di loro sono studentesse e magari leggono già da sole molti più di tre libri all'anno (questa considerazione non è mia, era nell'articolo che ho letto su Repubblica, ma la trovo condivisibile).
E poi mi fa ridere che si cerchi di imporre la cultura in un paese che la disdegna così tanto, e per altro nel bel mezzo dello spettacolo più popolare che esista. La vedo proprio come una contraddizione, una forzatura che cerca di apparire una buona idea ma risulta solo una ridicolaggine inutile.
Insomma, che me ne frega se una velina ha letto "Anna Karenina", "Orgoglio e pregiudizio" e "Madame Bovary" se poi le inquadrano solo il seno e non la fanno mai parlare?
Ragazze, per favore: non partecipate a Miss Italia. L'ho sempre trovato umiliante per il genere femminile, e ora lo è ancora di più.

sabato 27 agosto 2011

Ragazze Lupo


RAGAZZE LUPO, di Martin Millar.
Fazi, 667 pagine, € 19,50.
Titolo originale: Lonely Wolf Girl

Giudizio: 4/5


Martin Millar, essendo bizzarro e surreale, o lo odi o lo ami.
"Ragazze Lupo" non è forse all'altezza di "Fate a New York", opera precedente dell'autore (le fatine eternamente sbronze rimagono inarrivabili), ma si tratta comunque di un romanzo originale e divertente.
Anche qui ci troviamo di fronte a creature magiche "urbanizzate", costrette a fare i conti con la modernità e l'umanità.
I Lupi Mannari scozzesi del clan McRinnalch si trovano nel mezzo di una guerra di successione perché l'ultimogenita, Kalix, ha ucciso il capoclan.
Kalix è la classica ragazza interrotta: depressa, autolesionista, drogata di laudano e anoressica, vaga per le strade di Londra senza fissa dimora fino al giorno in cui s'imbatte in due studenti umani, Daniel e Moonglow, che decidono di prendersi cura di lei.
Fin qui sembra un normale urban fantasy; il bizzarro irrompe nel momento in cui alla trama principale s'incrociano le vicende di personaggi particolarissimi, come la regina degli spiriti del fuoco ossessionata dall'alta moda o le gemelle lupe mannare, alcolizzate, che sognano di fare le rockstar ma con scarsissimi risultati.
Millar ha uno stile molto schematico, con più coordinate che subordinate, e a volte sembra voler far ridere a tutti i costi; bisogna però dire che spesso ci riesce.
Il libro è coinvolgente e ogni capitolo finisce sempre nel punto giusto per farti venire voglia di proseguire.
La cronolgia degli eventi non è molto precisa e inoltre non si capisce come certi personaggi possano avere alcune informazioni, ma comunque è tutto talmente bizzarro che non è un problema se la trama non è proprio linerare.

martedì 16 agosto 2011

UnLibroUnFilm: On strangers tides

IL LIBRO

"On stranger Tides", di Tim Powers, 1987.
Prima edizione italiana: Fanucci, 1994, col titolo "Mari stregati"
Ultima edizione italiana: Fanucci, 2011, col titolo "Mari stregati"

IL FILM

"Pirates of Caribbean: on stranger tides", 2011, di Rob Marshall.
Con Johnny Depp, Ian McShane, Penelope Cruz, Geoffrey Rush

Comiciamo col dire che in realtà questo libro ha pochissimo a che fare col film che è stato tratto da esso; l'ultimo "pirati dei Caraibi" è solo vagamente ispirato a "Mari stregati". Nel romanzo, quindi, non troverete Jack Sparrow, bensì un altro Jack, Jack Shandy. E' lui il protagonista di questa straordinaria storia fantasy che mescola pirati e magia.
Siamo nel 1718, nei Caraibi. I pirati non rivestono più alcuna utilità per l'impero britannico e sono diventati uomini che non si conformano più alla legge e alle abitudini europee, ma si adattano al nuovo mondo e alle sue regole, sopratutto quelle dei sacerdoti del voodoo e degli spiriti. Come dice uno dei personaggi: "... è un mondo nuovo questo, un mondo da conquistare, e noi siamo quelli che sanno come viverci senza dover pretendere che sia un distretto dell'Inghilterra o della Francia o della Spagna. Tutto ciò che può frenarci è la pigrizia."
John Chandagnac, ex marionettista proveniente dalla vecchia Europa, sta veleggiando verso i Caraibi a bordo dello Strepitoso Carmichael con l'intento di vendicarsi di uno zio che ha rubato i soldi del suo defunto padre. Assieme a lui viaggia un docente di Oxford un po' schizzato, il professor Hurwood, che si porta dietro un'avvenente figlia di nome Elizabeth.
La nave viene però attaccata dai pirati e John, dopo un duello col capitano, viene costretto a unirsi alla ciurma di fuorilegge e riceve anche un nuovo nome, Jack Shandy.
Comincia quindi una vita come pirata, una vita a cui tutto sommato si abitua in fretta, e si ritrova coinvolto in una storia di magia nerissima, alla ricerca della Fonte della Giovinezza accanto a uno dei pirati più temibili della storia: Ed Tacht, detto Barbanera.
Zombie, Barbanera e la Fonte: questi sono gli elementi in comune col film. Per il resto tutto è diverso.
"Pirates of Caribbean: on stranger tides" è il quarto film della fortunata serie con Johnny Depp nei panni del bizzarro Capitan Sparrow, e forse l'inizio di una nuova trilogia. Come i precedenti due capitoli non è all'altezza del primo film, ma almeno questo ha una trama un po' più solida degli altri due.
Jack Sparrow è alla ricerca della Fonte dell'Eterna Giovinezza, ma sul suo cammino incontrerà diversi ostacoli: Barbanera, un buon Ian McShane; la figlia di Barbanera, Penelope Cruz; e infine il già noto Hector Barbossa, nuovamente interpretato da Geoffrey Rush. Rispetto ai film precedenti si sente la mancanza di Keira Knightley e Orlando Bloom, rimpiazzato da Sam Claflin nel ruolo di un giovane sacerdote, un volto abbastanza nuovo che finora abbiamo visto solo nell'adattamento televisivo de "I Pilastri della Terra" di Follet.
Johnny Depp sembra nato per interpretare Jack Sparrow e si nota anche in questo film.
La Cruz era in cinta durante le riprese, quindi in molte scene è stata sostuita dalla sorella Monica che le somiglia tantissimo.
Come nel precedente film c'è un cammeo di Keith Richards nei panni del padre di Jack Sparrow, solo che stavolta non strimpella la chitarra.