domenica 20 marzo 2011

Cacciatori di Vampiri

CACCIATORI DI VAMPIRI, di Collen Gleason.
Newton&Compton editori, 279 pagine, € 4,90.
Titolo originale: "The rest Falls away"

Giudizio: 3/5

Victoria Gardella, giovane della società bene della Londra ottocentesca, è appena diventata una Cacciatrice di vampiri, in linea con la tradizione della sua famiglia, i Gardella.
Questa è l'idea di fondo del romanzo, che mescola "Orgoglio e pregiudizio" e "Buffy". Miss Victoria è impegnata, tra una caccia e l'altra, a partecipare ai balli per sposare (ovviamente) lo scapolo più bello, ricco e ambito.
Tutta la storia è una mescolanza di elementi da romanzo di Jane Austen e di urban fantasy e quindi alle scene di Victoria che impala vampiri troviamo alternate altre che vedono sua madre con rispettive amiche impegnate a divorare pasticcini al limone e a discutere di matrimonio.
Nella trama ci sono cose obbiettivamente assurde, come la cameriera di Victoria che ne sa più di lei sui vampiri e che è capace di nascondere paletti nella capigliatura assurdamente folta della sua padrona spacciandoli per bastoncini cinesi (ma se un paletto avrà un diametro di almeno dieci centimetri, come è possibile che nessuno si accorga che c'è qualcosa che non va?).
Comunque la storia è scorrevole e anche abbastanza coinvolgente, tanto è vero che ci ho messo poco a leggerlo.
Ci sono un paio di personaggi molto interessanti, ovvero il cacciatore di vampiri Maximilian Pesaro (però ho da ridire sul suo nome: è italiano, e allora perché si chiama Maximilian?) e il misterioso Sebastian Vioget che gestisce un pub per vampiri. In realtà non sono approfonditi al massimo, ma visto che ci sono quattro seguiti immagino che la lacuna verrà colmata.
Le scene di sesso sono quelle descritte meglio, per altro tenendo conto dell'epoca e quindi attribuendo a Miss Victoria una certa pudicizia. Al contrario, i combattimenti fanno acqua da tutte le parti. Ho provato a immaginarli e ho scoperto che metà delle azioni dei personaggi sono impossibili da eseguire.
I vampiri impalati fanno "Puf", come in Buffy.
La traduzione migliora verso metà, ma all'inizio è abbastanza pessima. Ci sono un sacco di puntini di sospensione, sopratutto in mezzo ai dialoghi, e ripetizioni. Ecco una frase d'esempio: "Ma resta il fatto che ho fatto quello che doveva essere fatto. E in futuro farò quello che dovrà essere fatto."
In conclusione: non è un romanzo perfetto, ma si legge bene e fa trascorrere qualche ora piacevole.

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