sabato 17 settembre 2011

I figli di Atlantide


I FIGLI DI ATLANTIDE, di Mario de Martino.
Casini Editore, € 16,90. Numero di pagine = la Casini non mette il numero di pagine, comunque sono tantine!

Giudizio: 4/5


Finalmente, dopo tanto tempo, sono riuscita a leggere qualcosa di Mario De Martino, un autore giovanissimo (non ha nemmeno vent'anni) che è già al suo quinto romanzo e ha spaziato dal fantasy, alla letteratura per ragazzi, all'horror e, infine, al thriller.
Ho sempre letto, nelle varie recensioni, che si tratta di un autore molto bravo. In effetti sì, è molto bravo. Ovviamente al di sotto di questo romanzo c'è un'operazione di editing, servita sopratutto, credo, a correggere le imprecisioni che in un testo simile sono inevitabili; ma secondo me gran parte della farina è del sacco dell'autore, per dirla con un proverbio.
Un thriller, quindi. Non è il mio genere preferito, ne leggo pochi e perciò non sono in grado di giudicare con piena cognizione di causa, ma mi sembra che questo sia ben costruito.
Sarah, Ivan e Seiji sono tre ragazzi provenienti da diverse parti del mondo che vengono invitati a una conferenza a New York dal misterioso professor Morgan. Non vi dirò altro della trama, se non che c'è un coinvolgimento diretto di Atlantide, aspetto che dona un che di fantastico al romanzo; rimarcato, forse, anche dal fatto che il libro non è autoconclusivo come in genere i thriller, ma lascia portoni spalancati per un seguito, secondo la tradizione del fantasy.
Lo stile è perefetto, tanto da avere l'impressione che l'autore non sia un giovane italiano, bensì un affermato scrittore americano.
Molto precisa la ricostruzione dei luoghi, nonostante immagino che in molti di questi Mario non sia mai stato.
Una cosa carina, forse dovuta all'editore, è che certe parti sono presentate per immagini, come per esempio alcuni degli enigmi che i protagonisti devono risolvere.
L'unica cosa che mi ha lasciata perplessa è la caratterizzazione dei personaggi, tutti un po' bidimensionali a parte Sarah che può essere considerata la protagonista, nonostante siano presentati i punti di vista anche di molti altri. Forse però dipende dal genere stesso; in fondo in quasi tutti i thriller la storia prevale sui personaggi, ed è il motivo per cui non amo questo tipo di romanzi.
Per non cocludere con una nota negativa, rinnovo i miei complimenti a Mario, perché non tutti sono in grado di scrivere un libro così.

Nessun commento:

Posta un commento