domenica 25 settembre 2011

Scrivere per young adults

Oggi facciamo alcune considerazioni sulla tecnica narrativa, dato che è da un po' che non trattiamo questo argomento.

SCRIVERE PER YOUNG ADULTS
I libri per ragazzi devono rispettare regole precise. Un tempo tra queste rientrava anche "niente violenza poca morte e niente cose troppo brutte", ma adesso le abitudini sono decisamente cambiate. Del resto i ragazzi sono già abituati alle tematiche "adulte" dalla tv e dai videogiochi, e questo non è un luogo comune.
Se consideriamo quello che, negli ultimi anni, è stato il libro per ragazzi per eccellenza, cioè Harry Potter, ci rendiamo conto che, mentre il primo romanzo era effettivamente adatto al target, poi man mano la serie è diventata sempre più per adulti; o meglio, come li definiscono oggi, young adults.
Non starò qui a disquisire se sia giusto o meno che nei libri per ragazzi ci siano cose oscure; ci sono, punto e basta.
Ovviamente sono un po' diluite, nel senso che le scene più violente vanno tagliate; ma se alcuni personaggi muoiono in maniera non proprio tranquilla va bene lo stesso.
La seconda cosa da osservare è che nei romanzi per ragazzi niente va dato per scontato. Questo vuol dire che bisogna spiegare tutto, anche le cose più ovvie. Di solito questo dà fastidio ai lettori adulti, che si lamentano di considerazioni inutili, però bisogna tener presente che i ragazzi non sono in possesso di tutte le informazioni che l'esperienza fornisce a un adulto!
Terza cosa: il ragazzo, ancora più che l'adulto, ha bisogno di identificarsi con i personaggi, e questo è il motivo per cui nella stragrande maggioranza dei casi i protagonisti sono giovani. Non è proprio obbligatorio, però, raccontare storie di ragazzini. Se lo scrittore è abbastanza bravo, crea personaggi con uno spessore maggiore di quello della carta velina e mostra invece di raccontare, riesce a ottenere un coinvolgimento anche se narra di bicentenari. Ricordo che, quando ero ragazzina, leggevo libri con personaggi adulti dalle pagine dei quali non riuscivo a staccarmi, e perciò è così; sta tutto alla bravura dello scrittore.

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