lunedì 17 ottobre 2011

Autori dal Sol Levante: Clamp

Era da un po' che pensavo a come poter fare una rubrica sui manga, e l'altro giorno mi è venuto in mente che potrei parlare non delle opere in sé, ma degli autori.
Perciò, a cadenza mensile, accanto a "UnLibroUnFilm" avremo questa nuova rubrica, dal titolo effettivamente poco originale ma abbastanza esplicito: "Autori dal Sol Levante".

Cominciamo con le quattro di Osaka, cioé le Clamp.
Le Clamp sono quattro deliziose signore giapponesi che rispondono ai nomi di Satsuki Igarashi, Nanase Ohkawa, Tsubaki Nekoi e Mokona Apapa.
Hanno cominciato a disegnare manga alle superiori e in realtà all'epoca erano composte da un gruppo molto più numeroso, che poi col passare degli anni si è ridotto.
Il debutto vero e proprio è avvenuto nel 1989 con RG Veda, che trae ispirazione da una rielaborazione buddista del Rig Veda, il quarto libro dei Veda induisti. In quest'opera si nota già la propensione spiccatamente fantasy del gruppo di autrici.
Hanno prodotto tantissime serie e non vi farò un'elencazione completa perché tanto la trovate su Wikipedia.
Vi parlerò brevemente solo di quelle più celebri e di una caratteristica peculiare delle Clamp, il crossover. S'intende con questo termine il fenomeno per cui i personaggi di una serie fanno incursioni in serie differenti.
La prima volta in cui questo è accaduto è stato con i personaggi del manga "Tokyo Babylon" che sono poi tornati in "X".
"Tokyo Babylon" tratta di una famiglia di sciamani ed è ambientato a Tokyo nei primi anni '90.
"X" (che per altro è il primissimo manga che ho letto) è sempre ambientato a Tokyo. Narra delle vicende di due gruppi contrapposti di persone dotate di poteri magici, i Draghi del Cielo e i Draghi della Terra. Dall'esito dello scontro tra loro dipende il destino della terra.
I Tankobon (volumi) di "X" pubblicati sono 18, però l'opera è incompleta perché l'editore giapponese si rifiuta di pubblicare il finale, considerato troppo violento.
Parliamo poi di "Magic Knight Rayearth", composto da due serie di 3 volumi ciascuna. Tre ragazze vengono trasportate in un mondo magico per salvare la principessa Emeraude, prigioniera del malvagio Zagato. Se avete più o meno la mia età ricorderete lo splendido anime tratto da questo manga, che in Italia si chiamava "Una porta socchiusa ai confini del sole".
Un'altra serie famosissima in Italia (sempre per chi negli anni '90 aveva l'età per guardare i cartoni animati) è "Card Captor Sakura", in cui una bambina delle elementari, Sakura appunto, aveva il compito di radunare delle carte create da un potente mago, Clow.
Parlando di "Card Captor Sakura" dobbiamo tornare al discorso del crossover, che per questa serie è avvenuto nella maniera più lampante ed elaborata.
Ideale seguito di "Card Captor Sakura" sono infatti ben due serie, concluse da nemmeno un paio d'anni, dove ritroviamo non solo i personaggi di Sakura, ma quasi tutti i personaggi di tutti i manga delle Clamp! Inoltre queste due serie hanno trame differenti che però s'incrociano spesso. Sto parlando di "Tsubasa Reservoir Chronicles" (una serie molto bella, ma che nel finale mi ha lasciata perplessa, nel senso che non l'ho proprio capito) e dell'ancora più meravigliosa "XXX Holic".
Per finire, l'altro giorno sono andata in fumetteria e ho scoperto che Panini ha cominciato a pubblicare la serie nuova delle Clamp, "Gate 7". Ancora non l'ho letto, perciò non posso esprimere opinioni, ma raramente le Clamp mi deludono.
Perché mi piacciono le Clamp? Perché le loro storie mescolano fantasy classico, fantascienza e tradizione giapponese. Perché i personaggi sono tutti splendidamente costruiti, ognuno con la sua storia personale, i suoi problemi e il suo carattere. Perché le trame sono sempre orginali e mai banali. Perché disegnano benissimo.
Infine, perché ci sono Mokona Bianco e Mokona Nero, questi adorabili animaletti (Mokona Nero, per altro, è un fan del sake):

I manga delle Clamp sono stati ripubblicati in gran parte negli ultimi due anni, dato che nel 2009 ricorreva il ventennio di attività delle signore di Osaka.
Vi lascio con la sigla italiana di "Magic Knight Rayearth" cantata da Cristina d'Avena, che secondo me è una delle migliori mai realizzate in Italia.

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