mercoledì 23 novembre 2011

Presentazione a Cadoneghe: nuova data e dettagli

Attenzione!
La presentazione alla Mostra Mercato del Libro di Cadoneghe non sarà più, come annunciato in precedenza, l'8 dicembre, bensì venerdì 9 dicembre.
Si svolgerà presso il piano superiore del supermercato Alì di Via Bellini, naturalmente a Cadoneghe (Pd), alle ore 18.30.
Alla Mostra, che si tiene dal 4 all'11 dicembre durante gli orari di apertura del supermercato, potrete trovare tanti libri scontati del 20%.
Tutte le informazioni sul sito della Proloco:
http://www.prolococadoneghe.it/mostra2011.html

domenica 20 novembre 2011

Hyperversum 3: il cavaliere del tempo


IL CAVALIERE DEL TEMPO, di Cecilia Randall.
Giunti editore, 720 pagine, € 17,50.

Giudizio: 3,5/5


Sono molto combattuta circa il giudizio da dare a questo libro. E' avvincente come gli altri due capitoli, e per questo meriterebbe 5 stelline, ma ci sono degli aspetti che abbassano la media sino a 3,5.
Stilisticamente è come i libri precedenti: zeppo di ripetizioni, con personaggi un po' al di sopra delle righe e molte frasi di spiegazione che appesantiscono inutilmente il tutto. Quest'ultima cosa però dipende dal fatto che è un romanzo per ragazzi, in cui bisogna spiegare molto di più che nei libri per gli adulti, anche le cose ovvie.
C'è poi la trama; a volte da "wow, che genialata", altre da "ma mi stai prendendo in giro"?
E' molto meno lineare della storia narrata nei due libri precedenti. Qui l'evento storico, in questo caso la Crociata Albigese, è lasciata molto sullo sfondo, perché in buona sostanza seguiamo Daniel che prende atto di come Ian sia diventato un uomo del Medioevo, e Ian che... beh, Ian uccide selvaggiamente, poi se ne pente, poi uccide ancora, se ne pente di nuovo, e via dicendo. Nelle pause tra un massacro e l'altro si scambia civetterie con sua moglie ma, sopratutto, con i suoi amici cavalieri.
C'è un personaggio nuovo che viene dal presente, Ty Hamilton, che è un discendente di Ian stesso. Idea grandiosa, ma che viene sviluppata solo fino a un certo punto.
Alla fine succede quello che temevo sin dal primo libro: nessuna spiegazione sul perché il videgioco Hyperversum faccia da macchina del tempo (che per altro si attiva solo se Ian è nei paraggi). La giustificazione più convincente che si danno i personaggi è quella del miracolo; devo dire che si tratta di una soluzione davvero geniale (cogliete l'ironia, per favore).
Comunque non posso dire che in assoluto questa trilogia non mi sia piaciuta, anzi; ripeto ancora che è molto coinvolgente, al punto da farti sentire contento al pensiero che il libro è lì sul tuo comodino che aspetta di essere continuato.

martedì 15 novembre 2011

Il signore degli inganni


IL SIGNORE DEGLI INGANNI, di Zachary Mason.
Garzanti, 223 pagine, € 15,60

Giudizio: abbandonato


Quando andavo al liceo, tra i miei miti greci preferiti c'erano i Nostoi, ovvero i ritorni a casa degli eori omerici dopo la guerra di Troia.
Apprezzavo particolarmente quello di Clitemnestra che fa fuori il marito Agamennone nella vasca da bagno e quello di Elena che in realtà se n'era stata per dieci anni nascosta in Nord Africa, mentre quella portata a Troia era solo una sua immagine creata dagli dei.
Ovviamente il mito del ritorno per eccellenza è quello di Odisseo, l'eroe multiforme; o, come lo avevo etichettato io, l'eroe marpione, perché è innegabile che molti dei dieici anni di peregrinazioni li passi nei letti di Circe e di Calipso.
Detto ciò, è comprensibile che io abbia trovato molto attraente l'idea alla base de Il signore degli inganni, che dal risvolto di copertina sembrava una rivisitazione dell'Odissea. Invece si è rivelato l'ennesima presa in giro editoriale.
Intanto, sul davanti campeggia la parola: romanzo. Beh, col cavolo che si tratta di un romanzo. In realtà è basato sulla finzione letteraria del ritrovamento di un papiro contenente 44 frammenti che danno versioni diverse delle vicende omeriche. Quindi si tratta di 44 capitoli, più o meno brevi, che si rinventano vari episodi dell'Iliade e dell'Odissea.
Il senso può essere riassunto da un passo stesso del libro:
Odisseo, accortosi che la fama dei suoi inganni lo precedeva, cominciò a inventare altre storie su di sé, disseminandole ovunque andasse. (...) l'effetto inaspettato di una di queste bugie divento, con alcune piccole variazioni, l'Odissea di Omero.
L'idea tutto sommato è buona, e devo ammettere che alcuni capitoli partono da spunti geniali che ci restituiscono un'immagine sempre diversa di Odisseo.
Però non c'è un ordine né logico né cronologico, circostanza che rende sfuggevole il senso dell'operazione. Non c'è alcuno stimolo per proseguire la lettura, se non quello che lo stile è abbastanza fluido (ma questo è il minimo che si richiede a qualsiasi libro).
Il bello è che il romanzo è presentato come il caso editoriale del 2010, con tanto di aste di accaniti editori per accapararsi i diritti.
Sinceramente io non ho capito che cosa ci sia di tanto bello. Sarà un mio limite o si tratta dell'ennesimo prodotto affatto eccezionale ma venduto come il non plus ultra dei romanzi dell'ultimo secolo?

domenica 13 novembre 2011

Autori dal Sol Levante: Tsukasa Hojo

Ryo Saeba è indubbiamente uno dei personaggi più affascinanti mai creati in un manga.
Rui, Hitomi e Ai (ovvero Kelly, Sheila e Tati nell'edizione italiana) hanno fatto innamorare migliaia di bambini.
Come molti di voi avranno già capito, per questo mese la nostra rubrica è dedicata al creatore di City Hunter e Cat's Eye, ovvero Tsukasa Hojo.
Nato nel 1959, debutta nel 1979 arrivando al secondo posto in un concorso organizzato dalla casa editrice Shueisha. Il successo arriva però proprio con Cat's Eye, pubblicato su Shonen Jump a partire dal 1981.
Chi ha dai trenta ai quarant'anni ricorderà benissimo Cat's Eye, Occhi di gatto, trasmesso in Italia a partire dal 1985. Tre sorelle gestiscono il locale Cat's Eye ma contemporaneamente formano un trio di famose ladre di opere d'arte; tuttavia non rubano per lucro, perché i loro colpi riguardano solo i dipinti del loro scomparso padre, con lo scopo di ricostruirne l'intera collezione sottratta dai nazisti.
Caratteristica tipica di tutta l'opera di Tsukasa Hojo è che in storie così serie e profonde, che molto spesso vanno a fondo dell'animo umano, c'è sempre un elemento comico per sdrammatizzare. Nel caso di Cat's Eye il detective che indaga sul trio di ladre è il findanzato di una di esse e naturalmente ignora la doppia vita della sua ragazza. Questo crea molti divertenti malintesi.
Personalmente ho conosciuto Tsukasa Hojo grazie a City Hunter, pubblicato su Shonen Jump a partire dal 1983. Io lo guardavo su una rete privata quando ero piccolina e ancora oggi credo che sia uno degli anime migliori che abbia mai visto.
Ryo Saeba e Kaori Makimura (Hunter e Kreta in italiano) formano il duo City Hunter, specializzato in investigazioni private e servizio da guardie del corpo.
Ryo è un uomo dal passato misterioso, ma è un abilissimo tiratore e un buon combattente corpo a corpo. Tuttavia ha un terribile difetto: è un grandissimo cascamorto. Per questa ragione accetta solo casi proposti da donne bellissime, che fa di tutto per vedere nude e alle quali ruba la biancheria intima. Questo scatena le ire della sua collega Kaori, una ragazza energica segretamente innamorata di lui, che lo punisce colpendolo con martelli giganti tirati fuori da chissà dove.
Attorno alla coppia di protagonisti ruotano poi altri personaggi memorabili. Umibozu (Falcon in italiano), per esempio, è un ex soldato, un uomo gigantesco che di preferenza utilizza il bazooka, ma è timidissimo con le donne e ha la fobia dei gatti. Saeko (Selena in italiano) invece è il capo della polizia, ed è una donna bellissima che riesce a ottenere l'aiuto di Ryo facendogli promesse che poi non mantiene mai.
City Hunter ha un seguito che s'intitola Angel's Heart, pubblicato in Giappone su Weekly Comic Bunch dal 2001 al 2010 e in Italia da Panini fino al mese scorso. Dal manga è stato tratto un anime di 50 episodi, che è il mezzo tramite il quale io conosco l'opera.
E' ambientato dopo la fine di City Hunter, ma in una sorta di universo parallelo, perché dai vari flashback s'intuisce che ci sono degli avvenimenti diversi da quelli visti nell'opera prequel.
Kaori è morta in un incidente stradale poco prima delle sue nozze con Ryo, lasciandolo solo e abbastanza depresso. Tuttavia il cuore della donna, donatrice d'organi, viene rubato da un'organizzazione criminale che lo impianta in Li Shan In, una ragazza quindicenne addestrata come killer.
In qualche modo, attraverso questo trapianto l'anima di Kaori viene in contatto con quella di Shan In e la conduce verso Ryo. Tra la ragazza e l'uomo s'instraura, dopo qualche difficoltà, un bellissimo rapporto padre-figlia.
Tsukasa Hojo ha sempre mantenuto viva nelle sue storie la tradizione nipponica, tanto è vero che Tokyo la fa da padrona; tuttavia il suo tratto è molto occidentale.

mercoledì 9 novembre 2011

Presentazione alla Fiera del libro di Cadoneghe (Pd)

Il giorno 8 dicembre 2011 presenterò "Elfo per metà" e "Il Cigno e il lupo" alla Fiera del Libro di Cadoneghe, in provincia di Padova. Se siete in zona e non avete niente di meglio da fare potete fare un salto. Vi darò dettagli più precisi su luogo e ora non appena li avrò disponibili.

lunedì 7 novembre 2011

Uscite interessanti - 7 novembre 2011

Siccome oggi avevo un po' di tempo libero prima della lezione all'università, sono andata in libreria (tanto per cambiare) e ho scoperto che il nuovo romanzo di Stephen King era già disponibile; ero convinta che uscisse domani, ma non importa. A parte il fatto che vale (quasi) sempre la pena di leggere Stephen King, questo nuovo romanzo in particolare parte da uno spunto interessante.
S'intitola "22/11/63", è edito da Sperling&Kupfer, è tradotto (come "Notte buia, niente stelle") da Wu Ming 1 e costa € 23,90.
Ecco la trama:
Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958. Al coinvolge Jake in una missione folle - e follemente possibile: impedire l'assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un'anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l'amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.

Seconda segnalazione: mercoledì uscirà anche in Italia il capitolo conclusivo del Ciclo dell'Eredità di Christopher Paolini, intitolato "Inheritance".
La casa editrice è Rizzoli, il prezzo € 24,00.
Brisingr, penultimo capitolo del Ciclo dell'Eredità, ci ha lasciato in un momento drammatico della vita di Eragon: il giovane Cavaliere ha perso in battaglia la sua guida, Oromis, l'elfo che l'ha accompagnato nei labirinti della magia; Galbatorix, il tiranno divorato dalla sete di potere, può contare sul cuore dei cuori di decine di draghi; nuove, demoniache creature sorte dal lato più oscuro della magia gonfiano le file dell'esercito imperiale. Eragon e Saphira hanno però forse scoperto il punto debole del re nero, e sono disposti a sacrificare tutto - anche la vita pur di unire la loro voce al grido di ribellione che si alza da tutti i popoli oppressi di Alagaësia. Ma la vita di Eragon non si gioca solo sul campo di battaglia: per chi batte il cuore di Arya, la bella elfa dai molti misteri? Che ne sarà di Murtagh, il fratellastro imprigionato da un indissolubile giuramento? E a chi si legherà il drago verde, l'ago della bilancia nello scontro finale per la libertà?

Sempre in libreria, oggi ho trovato una cosa interessante, da segnalare dato che abbiamo parlato delle Clamp. E' uscito (già a giungo, in verità) anche in Italia per Gp Publishing "XXXHolic: Anotherholic" di Nisio Isin. E' un romanzo tratto dalla serie a fumetti. Costa € 16,90, ma forse è un po' difficile da trovare e credo che nella maggior parte delle librerie si debba ordinare.

giovedì 3 novembre 2011

Pensieri d'inchiostro

Voglio segnalarvi questo blog:
http://pensieridinchiostro.wordpress.com/
L'ho trovato per caso seguendo un link in una discussione su Anobii e devo dire che mi è piaciuta molto l'idea che c'è alla base: quella di recensire senza peli sulla lingua autori esordienti.
La ragazza che gestisce il sito, Marta, mi sembra competente sebbene sia giovane. Le sue recensioni sono obiettive e ben argomentate.
Sopratutto mi stupisce la sua pazienza; anche io leggo molti libri di esordienti, e so che a volte possono essere faticosi (intendiamoci, magari anche i miei lo sono, anche se non me ne rendo conto da sola... ma questo esula dall'argomento del post).
Anche se penso di leggere con una certa cognizione di causa - insomma, qualcosa di scrittura ne capisco - io non sono capace di costruire recensioni tanto precise; rimango sempre impressionata quando in internet trovo persone così competenti, anche perché generalmente si tratta di ragazzi giovani e non di editor professionisti.

Hyperversum 2: Il falco e il leone


IL FALCO E IL LEONE, di Cecilia Randall.
Giunti, 672 pagine, € 17,50

Giudizio: 4/5


Ian e Daniel, ormai incalliti viaggiatori del tempo, riescono a tornare nel Medievo dove Ian ha lasciato una moglie in cinta. Solo che, dopo poche ore dal loro ritorno, si fanno non molto furbescamente catturare dai loro nemici inglesi e finiscono a Dunchester, un feudo dell'inghilterra del sud. E' un posto che non esiste, ma potete facilmente immaginarlo come Nottingham col porto, visto quello che succede in seguito; i nostri eroi, infatti, si trovano coinvolti nella rivolta dei baroni contro Giovanni Senza Terra.
Devo ammettere che questo romanzo scorre meglio rispetto al primo. I personaggi, che in Hyperversum 1 mi erano apparsi poco credibili, qui si comportano decisamente meglio. Daniel smette di fare solo la spalla per assumere un ruolo da comprimario.
La storia d'amore di Ian viene messa in secondo piano, e tra i vari commenti ho letto qualcuno che se ne lamenta. Io invece dico: per fortuna. Sono bastate le due pagine in cui marito e moglie si rincontrano per farmi tornare la voglia di entrare nel libro e picchiare l'algida dama e il suo bel cavaliere.
Questo delle donne, per altro, è uno dei pochi aspetti della serie che mi lascia perplessa. Ok, siamo nel Medioevo, dove le donne dovevano stare al proprio posto, ma non è che fossero proprio tutte stupide oche prive di personalità in attesa che un cavaliere le salvasse.
Diamine, Lady Marion andava nella foresta di Sherwood per unirsi a Robin Hood!