sabato 21 gennaio 2012

Ebook e file sharing

Immagino che molti di voi si siano accorti che Megavideo, assieme al suo fratellino Megaupload, è stato chiuso dalle autorità federali statunitensi.
Non discuto sulle ragioni che hanno portato a questa scelta, anche se sono un po' seccata perché Megavideo serviva a guardare cose che in Italia non vedremo mai o mai più, tipo le serie TV.
Comunque i diritti d'autore e tutto ciò che ci gira attorno in qualche modo va tutelato; queste sono le leggi che regolano la nostra società. Leggi che, detto tra noi, forse dovrebbero essere un po' adeguate, dato che la società sta cambiando.
I diritti d'autore devono essere tutelati in qualche modo, ma abbiamo accettato il rischio della condivisione nel momento stesso in cui abbiamo creato internet e il mondo globalizzato.
Superato questo sfogo, la riflessione sulla condivisione di video mi porta a parlare della condivisione degli ebook.
Cercando in internet è facilissimo trovare ebook gratuiti. Per i lettori è uno spasso, per le case editrici invece no, perché ovviamente così si comprano meno libri.
E' comunque un rischio che gli editori avevano già calcolato, dato che comprare un ebook costa quanto comprare un libro in brossura. In questo modo si guadagna lo stesso sui pochi ebook che si vendono.
Per farvi un esempio concreto, l'altro giorno cercavo un libro. Scontato su non ricordo quale libreria online mi costava circa 15 euro; coprarlo in ebook costava più di 13.
Già il fatto di spendere più di 5 euro per un file mi fa arrabbiare perchè, sinceramente, non credo che le case editrici abbiano costi così elevati da coprire quando producono un ebook; che poi un ebook costi più della metà di un libro vero è inammissibile. Ovviamente dei costi ci sono; bisogna pagare tutte le persone che lavorano al libro, liquidare i diritti d'autore e prevedere un margine di guadagno; ma allora perché le case editrici piccole e medie possono permettersi ebook a meno di 5 euro e quelle grandi no?
Io ne capisco poco di economia, ma non dovrebbe funzionare che più un'impresa è grande minori sono i suoi costi?
Tornando al discorso della condivisione gratuita in rete degli ebook, se ci pensiamo bene si tratta dell'equivalente virtuale delle biblioteche. La gente ha sempre avuto la possibilità di leggere libri gratuitamente; le biblioteche virtuali sono il futuro.
Forse bisogna cominciare a prenderne atto seriamente e fare delle leggi che tutelino tutti.

1 commento:

  1. Ho visto giusto di recente una dissertazione sul prezzo giusto dell'ebook linkata credo da 40k. Loro fanno solo digitale, se ne devono intendere per forza. I fattori sono molteplici e non riguardano solo l'economia e il costo(es. un'equa retribuzione di chi ha lavorato al progetto), ma anche il marketing (es. la percezione del valore del bene).
    Purtroppo vediamo prezzi fatti da operatori il cui approccio verso il digitale è di assoluta ostilità. Sono tutti allarmati perché "settecentomila forti lettori non leggono più" - e poi scopri che leggono come prima e anche di più, ma fanno parte del quasi milione e mezzo che lo scorso natale si sono fatti mandare a casa il kindle. Aiuto, il castello di carta crolla, qualcuno ci ha soffiato sopra :-)
    Mi fa specie vedere ancora editori underground proporre non solo dei pdf A5 chiamati ebook (la prestampa del cartaceo, senza neanche lo sforzo di usare acrobat per scrivere il titolo giusto nei tag e appiccicarci una copertina a pagina 1 - e se i circa 200€ della licenza adobe sono tanti lo si può fare gratis con pdftk), e inoltre venduti sfiorando o toccando i 10€. Ma sono pochi, e ci fanno divagare dal problema degli ebook gratuiti - che non è nato con gli ebook editoriali, bada bene. I pdf illegali circolavano molto prima. Il problema è che nella mente del sempliciotto il "computer" è associato alle idee "si può fare tutto" e "violare la legge per qualche byte immateriale non può essere grave".
    Gli amici mi guardano come un alieno quando gli dico che ho comprato un ebook o un brano che mi hanno passato: questo è il problema.

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