venerdì 13 gennaio 2012

La danza delle marionette


LA DANZA DELLE MARIONETTE, di Luca Buggio
Davide Zedda Editore, 389 pagine, € 20,00

Giudizio: 4/5
Da leggere: se siete stanchi dei vampiri sberluccicosi


"La Danza delle Marionette" è un libro dal duplice contenuto.
Da un lato è un libro sui vampiri; vampiri veri, però, che si nutrono di sangue umano (non di quello dei coniglietti) e si carbonizzano se si espongono alla luce del sole. Da questo lato della barricata il protagonista è Angus, un vampiro di ottocentesca memoria che, per sentirsi ancora umano, si dedica a salvare dalla strada orfani e barboni.
Dall'altro lato è un libro sull'amore, esplorato in molte delle sue varie sfaccettature. Di qua troviamo Kerri, una ragazza salvata da un'infanzia buia dallo stesso Angus e che ora si dedica a gestire la Fondazione dove i protetti del vampiro trovano rifugio.
In mezzo c'è una guerra tra due vampiri antichi, Galinder e Malakith, che si odiano ma in realtà, anche se non se ne accorgono, si amano un pochino.
La Fondazione e il volontariato derivano dall'esperienza dell'autore che, oltre a essere stato obiettore di coscienza, ha lavorato per dieci anni in questo mondo.
La commistione tra vampiri che si fanno a brandelli e momenti di toccante umanità è il punto forte del romanzo; la lettura è molto piacevole anche se, in effetti, un cultore dei vampiri non troverà nulla di nuovo rispetto a ciò che ha già letto o visto. Del resto la letteratura vampirica è così inflazionata che è difficile aggiungere qualcosa di nuovo, ma comunque preferisco ritrovare i mostri succhiasangue seri, anche se già li conosco, piuttosto che leggere di nuovi e originali modi per trasformare la categoria in tronisti debosciati.
Stilisticamente il romanzo prende alla lettera il "mostra, non raccontare", il che è molto lodabile, anche se a volte esagera un pochettino, nel senso che alcune azioni dei personaggi mancano, così come alcune descrizioni che sarebbero state importanti. Per capirsi, in una riga il personaggio è nel punto A, mentre in quella dopo è nel punto B; solo che non è mostrato lo spostamento, né viene effettivamente detto che il personaggio si trova nel punto B. S'intuisce per lo più dai dialoghi.
Non è che questo renda pensante la lettura, comunque. Richiede solo un piccolo sforzo del lettore per ritrovarsi.
Ho apprezzato la precisione nei combattimenti, molto verosimili. Lo dico perché non è scontato.
L'ultimo appunto riguarda il libro in senso fisico. A me è arrivata una copia dalla catena di lettura che è abbastanza rovinata, ma al di là di questo ho riscontrato un'impaginazione terribile. C'è una pagina tutta storta e a un certo punto ben quattro facciate bianche!

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