mercoledì 21 marzo 2012

Kushiel's Scion



"Kushiel's Scion" è il primo volume della seconda trilogia di Jacqueline Carey ambientato in Terre d'Ange.
Tanto per cambiare, in Italia c'è la "simpatica" tendenza di dividere in più parti un romanzo quando lo si pubblica, perciò ogni volume della trilogia è diviso in due.
"Il trono e la stirpe" e "Il sangue e il traditore" sono i primi volumi. Consiglio: leggeteli assolutamente uno di seguito all'altro.
Mentre nella prima trilogia la voce narrante era quella di Phedre, qui diventa Imriel il punto focale della storia.
Siccome è lunghissimo spiegare chi siano entrambi (dovrei riassumere le 2400 pagine e rotti della prima trilogia) do per scontato che lo sappiate perché avete già letto "Il dardo e la rosa", "La prescelta e l'erede" e "La maschera e le tenebre". Altrimenti, fatelo prima di continuare con questa recensione.
Ho letto la triologia di Phedre qualche anno fa, ma ricordo bene che mi aveva profondamente emozionato; cosa che invece non è accaduta con Imriel.
Il cambio di punto di vista (da femminile a maschile) è anche interessante e devo dire che la Carey è stata brava. Il problema di questo libro è che in più di ottocento pagine succede pochissimo. Si può riasusmere in: Imriel cresce, va a studiare a Tiberium, si trova coinvolto suo malgrado nell'assedio di Lucca, torna a casa.
Molto, moltissimo spazio è dedicato a rivangare il passato. E' ragionevole rievocare eventi accaduti nella precedente trilogia (anche se dopo millecinquecento volte che vengono ripetuti uno comincia a stancarsi), ma ci sono pagine e pagine che rimuginano su cose successe nel libro stesso. Il lettore se le ricorda, le ha appena lette, non è necessario ribadirle ogni cinque minuti!
E poi non c'è la sensualità che c'era nella trilogia di Phedre, non ci sono quegli avvenimenti terribili (ma comunque narrati con delicatezza) che ti facevano venire la pelle d'oca.
E Joscelin (che per chi non lo sapesse è il personaggio più figo di tutta la letteratura) rimane sullo sfondo...
Grandissima delusione, davvero.
In realtà, preso di per sé, "Kushiel's Scion" non è così cattivo; in realtà, a parte l'odiosa tendenza di Imriel a lamentarsi, ci sono ottimi personaggi e trovate molto interessanti. Tuttavia, nel confronto con la precedente trilogia perde tantissimo.
Spero proprio che i due libri successivi tirino su il livello.

Per chi volesse qui c'è il mio commento alla trilogia di Phedre.

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