giovedì 26 aprile 2012

Le rune del tempo


LE RUNE DEL TEMPO, di Jamila Bertero
Sangel Edizioni, 288 pagine, € 15,00
Giudizio: Abbandonato


Mi dispiace tantissimo per l'autrice che è stata così gentile da metterlo in catena di lettura, ma ho dovuto abbandonarlo, perché ho talmente tanto da leggere che non posso perdere tempo con libri che hanno difetti che rendono la lettura davvero faticosa.
Comunque il fatto di aver letto così poco mi permetterà una disanima abbastanza particolareggiata, nella speranza che all'autrice possa essere d'aiuto.
Cominciamo col dire che è un fantasy classico.
Partendo proprio dall'inizio, il prologo è un frammento tratto da gli Annali che narrano la storia del Regno in cui si svolge la vicenda, in questo caso il Regno d'Irlender.
Pessimo modo di cominciare un romanzo fantasy.
L'incipit è importantissimo. E' come quando fai un concerto: quello che conta è l'inizio e la fine. Un incipit descrittivo non fa per niente venire voglia al lettore di continuare! La prima frase deve sempre colpire l'immaginazione e fare in modo che il lettore si chieda "che cosa accadrà adesso?". Insomma, ci vuole un incipit a effetto, cosa che questo romanzo non ha.
Venendo alla storia, la protagonista e voce narrante è la principessa Celsien. Suo padre, re Thalon, parte dopo un capitolo appena per andare a combattere contro qualcuno e lascia la guida del Regno alla figlia.
Quello che salta subito all'occhio sono le contraddizioni interne.
Farò solo tre esempi:
1. A pagina 20, Celsien scende nella sala della colazione e trova suo padre rivolto verso la finestra.
"Buongiorno, padre mio, volevante vedermi?"
"Sì, Celsien", ribadì lui, voltandosi appena e mostrando quello sguardo cupo e pensieroso, che aveva mostrato fin da quando i miei passi erano risuonati nella sala.

A parte il termine "ribadì", che in questo caso è utilizzato impropriamente, e la ripetizione del verbo "mostrare", ciò che si nota è che Celsien afferma una cosa che non può sapere. Se suo padre le dava le spalle, come faceva lei a sapere che il suo sguardo era cupo e pensieroso?
2. Il re spiega a Celsien che deve partire: "Figlia mia, io dovrò partire al più presto con gli uomini migliori del mio esercito, per cercare di affermare l'avanzata dei nemici". Che senso ha che si porti via solo "gli uomini migliori" e non l'esercito intero? Proprio nessuno, per quel che mi riguarda.
3. La scena del dialogo padre/figlia appena descritta si svolge la mattina. Dopodiché Celsien, sconvolta, esce dal palazzo e va ad arrampicarsi sul suo albero preferito e quando scende... beh, è già il tramonto! E' rimasta sull'albero tutto il giorno perché aveva davvero tanto su cui riflettere o semplicemente l'autrice si è dimenticata che quando la principessa si è arrampicata era ora di colazione?
Ci sono tante cosine del genere. Sembrano sciocchezze, ma sommate tutte assieme fanno perdere senso alla narrazione.
Ancora sullo stile, ci sono virgole un po' a casaccio e alcune frasi arzigogolate.
Non parliamo poi di quanto sia stereotipata Celsien.
E' una principessa forte, che sa usare la spada, cavalca più veloce di un uomo e persegue la pace e la giustizia sociale. Già visto, già letto. Quasi quasi comincio a rimpiangere le principesse che si facevano salvare dai cavalieri...
La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che mi ha spinto ad abbandonarlo è stata quando, nella narrazione in prima persona fatta da Celsien, vengono inseriti i pensieri di un altro personaggio!
Un cambio di punto di vista che dura appena qualche riga e che non ha assolutamente senso.

Essendo il libro così (e chissà come va avanti...) mi sono domandata se, per caso, la casa editrice fosse con contributo economico, perché è l'unico motivo per cui avrebbero potuto decidere di pubblicare questo romanzo. Invece no, stando a quanto dichiarano sul loro sito non richiedono contributi agli autori.
Allora perché hanno pubblicato "Le rune del tempo" in uno stato così disastroso, senza nemmeno l'ombra di un editing? Credo che sistemandolo non sarebbe stato tanto male... 
In questo modo, invece, temo che sia stato fatto solo un danno all'autrice.
In casi simili le case editrici dovrebbero fornire all'autore una lista di punti su cui lavorare per migliorarsi, non pubblicare il manoscritto a occhi chiusi senza modificare nemmeno una virgola.

lunedì 23 aprile 2012

Buona lettura in maggio

Un post veloce per dirvi che oggi è la Giornata Mondiale del Libro promossa dall'Unesco e che in contemporanea parte "Il maggio dei libri" promosso dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Buona lettura per tutto il prossimo mese!

sabato 14 aprile 2012

San Giorgio di Mantova Fatasy 2012 - Contest

Il San Giorgio di Mantova Fantasy sta per arrivare!
I l9 e il 10 giugno San Giorgio di Mantova accoglierà il popolo fantasy italiano con tantissimi eventi per adulti ebambini dedicati alla letteratura, all’illustrazione e alla televisione.
Assisterete alle performance degli illustratori e dei fumettisti, conosceretegli autori e i giornalisti letterari, ascolterete le voci dei doppiatori televisivie potrete immergervi per due giorni nella magica atmosfera del bellissimo Centro Culturale di San Giorgio di Mantova che ospiterà le Case Editrici e i creatori di oggettistica, oltre a decine di autori e illustratori provenienti da tutta Italia.
Nell’attesa, lo staff della manifestazione è lieto di invitarvi a partecipare al contest San Giorgio di Mantova Fantasy… alla ricerca dello slogan perfetto!
Ecco qui le semplici regole di partecipazione:
· inventate uno slogan di massimo 15 parole per il San Giorgio di Mantova Fantasy 2012
· postate la nostra locandina sul vostro sito, pagina facebook, blog (potete scaricarla QUI )
· inviate lo slogan, il link in cui avetepostato la locandina e il vostro nome o nickname a sangiorgiodimantovafantasy@gmail.com, indicando come oggetto del messaggio:“Contest 2012”.
Avete tempo fino alla mezzanotte di venerdì primo giugno 2012.
Ogni settimana, gli slogan più belli saranno pubblicati sulla fanpage ufficiale della manifestazione.
Il vincitore assoluto sarà proclamato il 6 giugno 2012
In premio la San Giorgio di Mantova Fantasy Surprise Bag, ricca di pubblicazioni e gadget really Fantasy! Lo slogan vincitore sarà inoltre pubblicato sulsito ufficiale della manifestazione.

9 e 10 giugno 2012
San Giorgio di Mantova
Stay tuned!

Sito ufficiale
Pagina Facebook

giovedì 12 aprile 2012

Catene di Lettura - bilancio

Ieri mi è tornata la copia di "Elfo per metà" che avevo in catena di lettura su Anobii da un paio di anni; quindi, ora che l'esperienza si è conclusa, posso farne un bilancio unito a qualche considerazione sulle catene di lettura.
Per chi non lo sapesse spiego come funzionano. In alcuni gruppi di Anobii (social network dedicato ai libri) è possibile per gli autori aprire una discussione in cui si lancia la catena. Gli utenti interessati alla lettura del libro si mettono in lista e l'autore spedisce il volume al primo; dopodiché il primo lo spedisce al secondo e così via. Arrivati all'utlimo anello, il libro viene rinviato all'autore.
Per esperienza personale posso dire che per i lettori è una schiavitù. Infatti, da mostri insaziabili quali sono, s'iscrivono a più catene in contemporanea, pensando che tanto il loro turno per i vari libri arriverà in momenti diversi. Invece, per una sorta di legge di Murphy delle catene, accade sempre l'incontrario, e così ci si ritrova spesso nella cassetta delle lettere due o tre libri tutti assieme.
Per gli scrittori invece è uno dei modi migliori per farsi leggere e avere commenti al libro. Difatti è buon costume per chi partecipa alla catena lasciare la sua opinione sulla pagina Anobii dell'opera, come una sorta di ringraziamento per aver potuto leggere gratis (in effetti si spende solo € 1,28 di spedizione col piego di libro).
Inoltre i lettori di Anobii molto spesso sono blogger e quindi si ottengono recensioni su siti specializzati in letteratura.
In questo modo, pian pianino, si riesce a farsi conoscere in giro.
L'obiezione che si può muovere è: ma se possono leggere gratis, non compreranno mai il libro e le tue vendite saranno pari a zero.
Questo è vero solo in parte. In realtà, se nessuno ti conosce le vedite saranno pari a zero lo stesso.
La catena è un ottimo modo per mettere al corrente le persone dell'esistenza del tuo libro. Se poi piace, alcuni lo comprano comunque; ma il modo per vendere è presentazioni e fiere (e anche così si vende pochissimo), oppure librerie, per chi ha la fortuna di avere un editore con una distribuzione decente.
In conclusione, credo che la catena di lettura sia davvero un'ottima idea. L'unico rischio è imbattersi in lettori disonesti che non rispediscono mai più il libro (ma comunque è molto raro) oppure, più frequente, che le poste lo perdano.

martedì 10 aprile 2012

UnLibroUnFilm: Memoirs of a geisha

IL LIBRO

Memoirs of a geisha, di Arthur Golden, 1997
Ultima edizione italiana: Tea, 2008, col titolo "Memorie di una geisha"

IL FILM

Memoirs of a geisha, 2005, di Rob Marshall.
Con Zhang Ziyi, Ken Watanabe,Gong Li, Michelle Yeoh

Memoirs of a geisha, popolarissimo romanzo dello scrittore statunitense Arthur Golden, narra delle vicende di Sayuri, geisha a Kyoto prima e durante la seconda guerra mondiale.
Il romanzo ha gettato un po' di luce sul segreto e riservatissimo mondo delle geishe dato che, sebbene la storia sia tutta inventata, s'ispira liberamente alla figura di Mineko Iwasaki, una delle più famose geishe del Giappone moderno.
Tra lei e Arthur Golden è sorta una controversia per violazione di una clausola contrattuale che imponeva all'autore statunitense di non citarla nel romanzo; inoltre Golden rappresenta le geishe come prostitute d'elité, circostanza che ha offeso Mineko Iwasaki, dato che le geishe sono ben altro.
Quindi, se volete un bel romanzo avvincente e commovente leggete "Memoirs of a geisha". Se invece preferite una testimonianza realistica puntate sul libro scritto dalla stessa Iwasaki, che in Italia è stato edito da Newton e Compton con titolo "Storia proibita di una geisha".
Passando alla trama del romanzo, ho già detto che la protagonista è Sayuri, una bambina venduta a un'okyia (casa delle geishe) di Kyoto ed educata da Mameha, una popolarissima geisha in conflitto con un'altra donna altrettanto bella, Hatsumomo.
Sayuri ha una caratteristica particolare, ossia gli occhi color grigio tempesta, circostanza molto rara tra i giapponesi. Per questo, e grazie anche alla sua bellezza e alla sua grazia, diventa una delle geishe più popolari di Kyoto. Il suo amore viene conteso tra due uomini, il Presidente di una grossa società e il suo braccio destro, Nobu Toshikazu. Purtroppo interverrà la guerra a complicarle la vita.
Credo che gli elementi più affascinanti del romanzo siano quelli che riguardano la vita quotidiana delle geishe: non solo la loro educazione, ma anche la vestizione, il trucco, l'acconciatura, e tutti quei piccoli gesti apparentemente casuali ma in realtà studiati nei minimi dettagli.
E' un libro che si finisce molto in fretta e rimane impresso; infatti, nonostante lo abbia letto diversi anni fa, me lo ricordo abbastanza bene.
Quando è uscito il film, nel 2005, era in corso la trilogia wuxia di Zhang Yimou (Hero, La Foresta dei pugnali Volanti e La Città Proibita), in cui recitavano tutte e tre le bellissime attrici che fanno parte anche del cast di "Memoirs of a Geisha". Sono due cinesi (Zhang Ziyi e Gong Li) e una malese (Michelle Yeoh), circostanza che ha suscitato un po' di critiche proprio per il fatto che non fossero giapponesi.
Per la sua interpretazione Zhang Ziyi ha vinto l'Oscar come miglior attrice in un film drammatico.
La colonna sonora è di John Williams.
Qui potete vedere una scena molto bella.

domenica 8 aprile 2012

Scrittori fantasy bistrattati

Vorrei proporre una discussione, e chiunque vorrà intervenire (qui sul blog o anche sulla pagina facebook) sarà ben accetto.
Voi che ne pensate di chi scrive fantasy?
Perché girovagando per la rete ho letto opinioni che sinceramente mi hanno dato un po' fastidio.
Ovviamente, scrivendo io fantasy, è una questione personale; comunque ho riscontrato la tendenza a considerare gli scrittori fantasy come gente priva di originalità, capace solo di produrre opere stereotipate, che scrive questo genere solo perché "va di moda".
Posso dire che sono scempiaggini?
Posso parlare solo per me, anche se comunque credo che molti altri autori fantasy saranno d'accordo.
Scrivere secondo un genere non è facile; anzi, è più difficile che scrivere narrativa generale.
Scrivere un fantasy (scriverlo bene, ovviamente, perché devo ammettere anche io che ci sono molte opere stereotipate in circolazione) richiede un gran lavoro di preparazione e documentazione. L'ambietazione va inventata e studiata in ogni minimo particolare per rendere la narrazione verosimile, e lo stesso dicasi per i personaggi. Bisogna pensare a nomi dal suono evocativo ma che non abbiano un significato particolare. Bisogna cercare di bilanciare l'azione con l'approfondimento psicologico dei personaggi. Bisogna documentarsi sullo stile di vita medievale, se si vuol scrivere un fantasy simil-medievale, o comunque su ogni altra epoca o cultura cui si vuole fare riferimento. Bisogna conoscere le armi. Gli stili di combattimento. I mezzi di trasporto.
A volte bisogna inventare le lingue. Bisogna dare un senso a ciò che i personaggi fanno, e questo vale sopratutto per l'utilizzo della magia.
Io ci metto molto più tempo a fare ricerca che a scrivere la storia. 
Inoltre bisogna leggere tantissimi romanzi del genere, per capire che cosa è già stato fatto e che cosa è da evitare per non ricadere in uno steriotipo.
In conclusione, chi dice che scrivere fantasy è facile "perché tanto si può inventare tutto" è, scusatemi la franchezza, un cretino.
E, ultima nota, non si scrive fantasy perché va di moda, ma perché ci si trova a proprio agio col genere. Io provo a scrivere anche altro ogni tanto, ma decisamente il fantasy è ciò che mi riesce meglio.
In fondo è così per tutti, no? C'è chi sa scrivere thriller, chi narrativa, chi fantascineza, chi horror ecc...
Non vedo proprio perché gli scrittori fantasy debbano essere sminuiti.

sabato 7 aprile 2012

Consigli di lettura per Pasqua - 2

Ecco qui come promesso gli altri consigli per questa Pasqua. Sono libri un po' dissacranti, ma almeno vi faranno sorridere.

A VOLTE RITORNO, di John Niven.
Einaudi, 390 pagine, € 19,00

Dopo una settimana di vacanza che sarebbero cinque secoli di tempo terrestre, Dio torna in ufficio, ancora col cappello di paglia e la camicia a quadri. Era andato in vacanza, a pescare, in pieno Rinascimento, quando i terrestri scoprivano un continente alla settimana, e sembrava andasse tutto a gonfie vele. Al suo ritorno però, il quadro che gli fanno i suoi ha del catastrofico: il pianeta ridotto a un immondezzaio, genocidi come se piovesse, preti che molestano i bambini... Dio non è solo ultradepresso. Anche molto incazzato. L'unica soluzione, pensa, è rispedire sulla Terra quello strafatto di suo figlio. - Sei sicuro sia una buona idea? - gli chiede Gesú. - Non ti ricordi cosa è successo l'altra volta? - Ma Dio è irremovibile. Cosí Gesú Cristo piomba a New York, tra sballoni e drop out di ogni tipo. E cerca, come può, di dare una mano agli sfigati della terra. Il ragazzo non sa fare niente, eccetto suonare la chitarra. E riesce a finire in un programma di talenti alla tv. Un gran bel modo per fare arrivare il suo messaggio a un sacco di gente. Ma, come già in passato, anche oggi chi sta dalla parte dei marginali non è propriamente ben visto dalle autorità.

IL VANGELO SECONDO BIFF, di Christopher Moore.
Elliot Edizioni, 590 pagine, € 18,50

Tutti sanno come è nato e come è morto Gesù. La stella cometa, la mangiatoia, i Re Magi; e poi la passione, la crocifissione. Ma che cosa ha combinato dall’infanzia ai trent’anni? Su richiesta del Messia, a duemila anni dalla sua morte, un angelo fa resuscitare il suo migliore amico, Levi detto Biff, a cui spetta il compito di scrivere un nuovo Vangelo che racconti finalmente la vera storia di Gesù di Nazaret. E quella di Biff è un’epopea ricca di miracoli, viaggi, scoperte e… sì, anche kung fu, demoni, morti viventi, folli monaci tibetani e pupe da sballo. Forse nemmeno l’astuzia e la devozione del migliore amico riusciranno a risparmiare al Salvatore il suo tragico destino, ma Biff non permetterà che si sacrifichi e ascenda al cielo senza aver lottato per impedirlo!

Tanti auguri a tutti!