giovedì 28 giugno 2012

La luce, il buio e i segreti di Andàra. Oltre il deserto


IL BUIO, LA LUCE E I SEGRETI DI ANDARA. OLTRE IL DESERTO, di Davide Sassoli
La Penna Blu Edizioni, 351 pagine, € 17,50
Genere: tecno-fantasy/high fantasy
Giudizio: 3,5/5


"Oltre il deserto" fa seguito a "Sotto la croce" (di cui trovate qui il mio commento).
Avevamo lasciato i nostri sette protagonisti, ragazzi sfuggiti miracolosamente a un massacro da parte di strane creature durante una gita scolastica, in arrivo alla città degli Endsha, misteriosi ed eterei abitanti autoctoni di Andàra.
"Oltre il deserto" riprende la storia da dove si era interrotta nel primo romanzo e per qualche capitolo ci fa seguire i protagonisti mentre cercano di ambientarsi in un posto per loro molto strano.
Dopodiché arriva la sorpresa.
Il narratore interviene per dirci che la storia che sta raccontando verrà lasciata da parte a favore di un'altra, e così ci si trova catapultati in un'ambientazione diversa, con personaggi diversi e, forse, anche in un tempo diverso.
Seguiamo così le peripezie di Melinda Tarant, signora della fortezza di Theras Morganes, l'ultimo baluardo a difesa degli uomini contro le creature del deserto.
Come si colleghino le due storie per ora non è dato saperlo. C'è solo un piccolissimo accenno che induce a credere che la seconda storia sia il futuro della prima, ma è solo una mia supposizione.
Se devo essere sincera il primo libro mi era piaciuto di più; era maggiormente orginale, mentre qui tutto sommato si finisce per ricalcare schemi del fantasy classico.
Comunque ci sono spunti interessanti. Diciamo che a tratti l'ho trovato un po' noioso, mentre altre scene mi hanno coinvolta molto.
In realtà penso che il difetto principale (se difetto vogliamo chiamarlo) è che è si tratta del romanzo centrale di una serie, e quindi mette tanta carne al fuoco senza risolvere nulla, rimanendo un po' in sospeso. Probabilmente il terzo mi piacerà di più proprio perché le cose verranno risolte.
Venendo a questioni stilistiche, Davide scrive bene. La narrazione scorre abbastanza liscia e, sopratutto, il punto di vista non saltella da un personaggio all'altro come un grillo impazzito, caratteristica che da sola meriterebbe le cinque stelline.
C'è solo qualche ripetizione sparsa qua e là e diversi refusi.

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