venerdì 31 agosto 2012

I giorni di Insomnia


I GIORNI DI INSOMNIA, di Arianna Giancola
0111 Edizioni, 255, pagine, € 16,50
Genere: fantasy classico
Voto: 3/5


Federico, un diciotenne con qualche problema sentimentale e scolastico, si ritrova nel regno di Idilio, la terra da cui provengono i sogni degli umani.
Qui scopre che la regina Illiria, dalla quale dipende la stabilità di quella terra, è scomparsa; ma lei gli appare in sogno per guidarlo al luogo dove è tenuta prigioniera. Così Federico parte per un lungo viaggio, accompagnato da quattro cavalieri e una ninfa.
"I Giorni di Insomnia", di Arianna Giancola, è tutto sommato una buona opera prima. Fantasy classico, ha in sé elementi che non sono proprio originali, ma sono comunque mischiati in modo da creare una storia nuova e interessante.
Inoltre è scritto in italiano corretto e scorrevole, aspetto affatto scontato per un esordiente, anzi; se ne trovano davvero pochi scritti così.
Certo, io sono una gran rompiscatole e mi è venuta voglia di scagliarlo giù dalla finestra a ogni cambio repentino di punto di vista, ma chi non legge in maniera critica lo troverà piacevole.
L'unico difetto che ha, ma è un male comune tra gli scrittori in erba, è che le cose succedono molto molto in fretta, con pochissimo approfondimento di personaggi e situazioni. Proprio il cambio di punto di vista per altro rende difficile la caratterizzazione dei personaggi, perché saltellando dall'uno all'altro in continuazione non si riesce a definirli in maniera approfondita.
Sono comunque difettucci su cui si può lavorare, perché l'autrice ha un certo talento che aspetta solo di essere sviluppato.

domenica 12 agosto 2012

Kushiel's Mercy


"Kushiel's Mercy", composto in Italia da "Il bacio e il sortilegio" e "La spada e la promessa", conclude la trilogia di Imriel. Forse è il migliore dei tre, anche se non arriva a sforare il tetto delle quattro stelline.
Imriel e Sidonie potranno sposarsi solo se lui troverà e consegnerà alla giustizia di Terre d'Ange la sua diabolica madre, Mèlisande Sharizai.
Intanto una delegazione Cartaginese guidata dal generale Astegal arriva in città, portando doni per la regina e la promessa di mostrare al popolo un meraviglioso spettacolo celeste in occasione di un'eclissi.
È solo il pretesto che consentirà ai Cartaginesi di stregare l'intera città, convincendo tutti di essere alleati con loro e, sopratutto, convincendo Sidonie di essere innamorata di Astegal e inducendola a sposarlo.
Solo Imriel, grazie all'aiuto di una spia inviata da sua madre, sfugge all'incantesimo, e gli toccherà recuperare la sua amata e risolvere la situazione.
Stavolta i viaggi dei protagonisti rimangono limitati al bacino mediterraneo: l'isola di Cytheria (Zacinto), Cartagine e l'Aragonia (Spagna).
L'aspetto più positivo del romanzo è che finalmente Sidonie esce dal suo ruolo di principessa ninfomane e diventa simpatica, anche perché mette in mostra delle apprezzabili doti da politica.
Imriel è sempre il solito lamentone, ma almeno è cresciuto rispetto agli altri libri.
Il problema è che continua a rivangare il passato; non può svegliarsi la mattina e fare colazione senza propinare al lettore un elenco completo di tutte quelle che ha fatto fino a quel momento.
Questo rallenta il ritmo e IRRITA terribilmente, ma il lettore saggio stringe i denti e va avanti, perché comunque la trama è articolata e interessante.
Sono rimasta un po' delusa dal tanto preparato e annunciato incontro di Imriel con sua madre Mèlisandre; non perché non sia gestito nella maniera corretta, ma perché è stato meno intenso di quanto potessi aspettarmi da una scrittrice come la Carey che di certo non lesina sulle emozioni e quando vuole sa farti venire gli occhioni lucidi.
Analizzando l'intera trilogia, devo di nuovo concludere e ribadire che, pur essendo abbastanza piacevole da leggere, non è al livello di quella precedente.
Credo che il problema sia proprio Imriel. Pur essendo moderatamente simpatico e incredibilmente sfortunato non ha lo spessore che aveva Phedre.
Peccato, una buona occasione un po' sprecata.