venerdì 30 novembre 2012

Sconti natalizi

Dato che lo posso fare (che meraviglia l'autopubblicazione!) da oggi e fino alla fine di dicembre "Il cigno e il lupo" sarà in sconto del 15%.
Ecco il link per acquistarlo:
Il cigno e il lupo in sconto del 15%
Ovviamente lo scopo principale è quello dei regali per natale, quindi approfittatene!

mercoledì 21 novembre 2012

Speciale UnLibroUnFilm: Peter Pan

Tornano le rubriche del blog.
Per i prossimi mesi pubblicherò delle puntate speciali di "UnLibroUnFilm" dedicate a tre classici che hanno fatto sognare tutti i bambini del mondo.
Questo mese tocca a Peter Pan, poi sarà il turno di Alice in Wonderland e infine di Pinocchio.

IL LIBRO

Peter Pan , o The Boy who wouldn't grow up , nasce come spettacolo teatrale nel 1904 e viene poi converito in romanzo nel 1911 col titolo di Peter and Wendy.
L'autore è James Matthew Barrie, scrittore e drammaturgo inglese.
La creazione del personaggio di Peter Pan, a quanto si dice, deriva dalla frequentazione di Barrie dei cinque figli della vedova Llewellyn-Davies, conosciuti durante una passeggiata nei giardini di Keshington.
In realtà non si sa se questo sia vero; fatto sta che Barrie era affezionato ai cinque ragazzi, tanto è vero che alla morte della madre se ne fece carico come tutore.
Per chi non lo sapesse (ma chi non lo sa?) Peter Pan è un ragazzino che si rifiuta di crescere. Vive sull'Isola Che Non C'è, dove saltuariamente porta altri bambini dal nostro mondo (i bimbi sperduti), e se la deve vedere con fate, indiani ma, sopratutto, pirati. Il suo più grande nemico è il capitano James Hook, Giacomo Uncino, al quale il ragazzino volante ha staccato una mano per darla in pasto a un gigantesco coccodrillo.
Un giorno, inseguendo la sua ombra, Peter finisce a Londra nella camera dei tre fratellini Darling: Wendy, John e Michael. Li porterà sull'Isola che Non c'è, ma Wendy, figura materna, innescherà un tiangolo amoroso tra lei, Peter e la piccola e gelosissima fatina Tinkerbell.

I FILM

La Disney portò Peter Pan sullo schermo nel 1953, nel suo 14° lungometraggio d'animazione.
A parte qualche differenza, la trama del libro è abbastanza rispettata: Peter Pan arriva a Londra in cerca della sua ombra e incontra i fratelli Darling, li porta sull'Isola che Non C'è e lì devono vedersela con gli indiani e i pirati.
Come spesso è accaduto per i film Disney, anche questo lungometraggio ha consegnato all'immaginario collettivo l'iconografia dei personaggi.
Peter Pan è universalmente immaginato come un ragazzino vestito di verde, Capitan Uncino indossa una giacca rossa e una parrucca di boccoli neri, e sopratutto Tinkerbell (o Trilly o Campanellino) è diventata il punto di riferimento per tutte le fatine del mondo. La sua immagine ha avuto così tanto successo che la Disney ha fatto di lei una vera e propria mascotte, riproducendola su un sacco di oggetti di merchandising; e, se non ricordo male, qualche tempo fa all'inizio dei film Disney era lei che faceva brillare il mitico castello stilizzato.
L'iconografia dei personaggi disneyani è stata ripresa in "Hook", film del 1991 di Stephen Spilberg, con Dustin Hoffman nei panni di Capitan Uncino e Robin Williams, allora all'apice della carriera, in quelli di un Peter Pan cresciuto.
L'idea di base del film è proprio questa: Peter Pan ha lasciato l'Isola Che Non C'è, è diventato grande, ha sposato la nipote di Wendy dalla quale ha avuto due bambini, fa l'avvocato e non ricorda nulla della sua avventurosa infanzia.
Tuttavia Uncino, desideroso di vendicarsi, rapisce i suoi bambini e li porta sull'isola.
Peter, guidato da Tinkerbell (una carinissima Julia Roberts in miniatura), tornerà sull'Isola Che Non C'è e, da cinico adulto qual è diventato, avrà un po' di difficoltà a ricordarsi che cosa un tempo lo faceva volare. Alla fine troverà il suo pensiero felice e riuscirà a salvare i suoi bambini, dopo l'ultimo strepitoso scontro con Uncino.
Opinione strettamente personale, Hook è un film molto appasionante e dall'atmosfera magica, tipica di Spilberg (e con una bellissima colonna sonora firmata da John Williams).
Bob Hoskins interpreta uno spassossimo Spugna, il marinaio ubriacone e pavido, braccio destro di Uncino.
"Peter Pan", film del 2003 di P. J. Hogan, si distacca dalla versione Disneyana per seguire più fedelmente il romanzo, sebbene si separi un po' da questo nella caratterizzazione di Peter Pan.
Il nostro ragazzo volante, infatti, è meno folletto e più umanizzato, alle prese con sentimenti adolescenziali come il primo amore.
Film uscito in sala nel periodo natalizio, è confezionato come una storia fantastica adatta a tutti,ma  rende comunque abbastanza bene l'atmosfera del racconto.
Peccato che sia uscito nel dicembre 2003 assieme a "Il ritorno del Re", quindi è passato un po' inosservato nelle sale.
"Finding Neverland" non parla direttamente di Peter Pan, ma del suo creatore, James Mathew Barrie.
Diretto da Marc Forster è uscito nel 2004 (era previsto per il 2003, ma è stato ritardato per evitare la sovrapposizione con il Peter Pan di cui prima).
Johnny Deep interpreta Barrie, Kate Winslet è la vedova Llewellyn-Davies e Dustin Hoffman torna in un film ispirato a Peter Pan, stavolta nei panni di un impresario teatrale.
La storia, un po' romanzata in verità, è quella dello scrittore e del suo rapporto con i figli della Llewellyn-Davies , che in questa versione è gravemente malata (nella realtà, morì sei anni dopo la prima di Peter Pan).
James è un autore teatrale di scarso successo, ma l'incontro con i ragazzi e la loro madre riaccende la sua fantasia e inventando giochi per loro trova l'ispirazione per Peter Pan.
Il problema è che questo suo rapporto non è ben visto dalla società (come effettivamente accadde al vero Barrie) e lo porta a scontrarsi sopratutto con sua moglie, di cui in verità non sembra molto innamorato.
Finding Neverland è un film senza infamia né lode; carino da guardare, ma nulla di trascendentale. Johnny Deep è un po' deludente in un ruolo così "ordinario", considerate le interpretazioni fantastiche a cui ci ha abituati.

lunedì 19 novembre 2012

La collina più alta


LA COLLINA PIU' ALTA, di Sara Aldegheri
Zerounoundici Edizioni, 220 pagine, € 15,00
Genere: sentimentale/storico
Giudizio: 4,5/5


Opera di esordio di Sara Aldegheri, già editor e redattrice a quanto si evince dalla quarta di copertina, "La collina più alta" è un romanzo ambientato nell'Inghilterra della tarda metà del 1700.
Se questo fosse un romanzo inglese il suo titolo originale sarebbe "Higmore Hill". Questo è infatti il nome del luogo dove si svolge gran parte della vicenda.
La signorina Jane Leighton, nata da una famiglia alto borghese, vede la sua vita andare in pezzi dopo la morte del padre il quale, sconsideratamente, ha perso la casa giocando d'azzardo.
Mentre la madre e la sorella si trasferiscono a Dover in cerca di un'occupazione, Jane è costretta a diventare cameriera nella tenuta, Higmore Hill appunto, del burbero e misterioso signor Hench.
La povera Jane, ragazza dallo spirito libero, viene messa a dura prova dal signor Hench, che adora stimolarla intellettualmente.
Naturalmente tra i due c'è una tensione sentimentale avvertibile sin da subito, ma che si svilupperà pian piano tra misteri, eredità, matrimoni, gelosie e ricevimenti dell'alta società.
La prima cosa che viene da chiedersi è se il nome della protagonista, Jane, sia casuale; e la risposta probabilmente è no. E' facile immaginare che sia un omaggio a Jane Austen, dato che quest'opera ricorda tantissimo i romanzi della scrittrice inglese.
Jane - Elizabeth e Mr. Hench - Mr. Darcy è un paragone quasi obbligato.
Comunque l'ho trovato molto piacevole. A parte il fatto che è scritto in maniera magistrale, senza alcuna sbavatura, mi ha restituito l'atmosfera dell'Inghilterra che trovavo nei classici per ragazzi che leggevo da piccola: per esempio Piccole Donne, Il Piccolo Lord o la Piccola Principessa.
Difatti non si limita all'eplorazione dei salotti della nobiltà e della borghesia, ma ci cala nel mondo della servitù e addirittura scivola un pochettino verso la classe operaia, dato che è ambientato agli albori della rivoluzione industriale.
Davvero posso dire che è un romanzo completo, ben strutturato e calibrato, coinvolgente e sapiente.
La mezza stellina in meno rispetto al full è dovuta al fatto che le relazioni carnali che a un certo punto i due protagonisti arrivano ad avere sono accennate così di sfuggita che al lettore rimane il dubbio che ci siano effettivamente state. In sostanza, non si capisce se Jane e il signor Hench si limitino a baciarsi o vadano più a fondo. Questo devo metterlo in evidenza perché un po' più di chiarezza (non dico descrizioni dettagliate, non volevo un Harmony, ma almeno allusioni più precise) avrebbero aiutato il lettore a interpretare meglio le reazioni che Jane ha a un certo punto della storia.

sabato 10 novembre 2012

Lucca Comics and Games 2012

Giusto per fare un post, ecco un po' di foto del Lucca Comics and Games di quest'anno. Le foto sono di domenica 4 novembre. Questa manifestazione è sempre la migliore che ci sia in Italia in questo campo; non mi stanco mai di andarci!





lunedì 5 novembre 2012

Per un amico

Devo fare questo post da un bel po' di giorni, ma ho continuato a rimandare per la difficoltà dell'argomento.
Infatti, la settimana scorsa è venuto a mancare all'improvviso Corrado Sobrero che, oltre ad essere un amico personale e una persona splendida e simpaticissima, era uno dei migliori scrittori che io abbia mai letto.
Ho parlato diverse volte di lui sul blog, perciò mi sembra doveroso dare la notizia.
Al di là dell'aspetto umano, quello che dispiace enormemente è che non abbia fatto in tempo a vedersi riconosciuto in maniera adeguata il suo talento.
Se vi capita leggete i suoi romazi, perché ne vale davvero la pena.

venerdì 2 novembre 2012

Memorie dal futuro


MEMORIE DAL FUTURO, di Emiliano Angelini
Wild Boar Edizioni, 109 pagine, € 9,00
Genere: racconti di fantascienza
Voto: 5/5


Mi sono unita alla catena di lettura di questo libro perché è un'antologia di racconti di fantascienza curata da Rill, che è una delle più importanti associazioni italiane nel'ambito della letteratura fantastica; quindi una granzia di qualità.
Non sono rimasta delusa.
Come penso di aver già detto milioni di volte, io ammiro chi riesce a scivere bene racconti, operazione secondo me più difficile della stesura di un romanzo, e anche chi è capace di scivere bene fantascienza, un genere che reputo complicato al pari del giallo alla Agatha Christie.
Siccome Emiliano Angelini riesce in entrambe le cose, non posso che dare cinque stelline a questa raccolta.
Il tema portante della maggior parte dei racconti è il postapocalittico e, più in generale, le conseguenze disastrose dei tentativi dell'uomo di controllare la natura.