mercoledì 21 novembre 2012

Speciale UnLibroUnFilm: Peter Pan

Tornano le rubriche del blog.
Per i prossimi mesi pubblicherò delle puntate speciali di "UnLibroUnFilm" dedicate a tre classici che hanno fatto sognare tutti i bambini del mondo.
Questo mese tocca a Peter Pan, poi sarà il turno di Alice in Wonderland e infine di Pinocchio.

IL LIBRO

Peter Pan , o The Boy who wouldn't grow up , nasce come spettacolo teatrale nel 1904 e viene poi converito in romanzo nel 1911 col titolo di Peter and Wendy.
L'autore è James Matthew Barrie, scrittore e drammaturgo inglese.
La creazione del personaggio di Peter Pan, a quanto si dice, deriva dalla frequentazione di Barrie dei cinque figli della vedova Llewellyn-Davies, conosciuti durante una passeggiata nei giardini di Keshington.
In realtà non si sa se questo sia vero; fatto sta che Barrie era affezionato ai cinque ragazzi, tanto è vero che alla morte della madre se ne fece carico come tutore.
Per chi non lo sapesse (ma chi non lo sa?) Peter Pan è un ragazzino che si rifiuta di crescere. Vive sull'Isola Che Non C'è, dove saltuariamente porta altri bambini dal nostro mondo (i bimbi sperduti), e se la deve vedere con fate, indiani ma, sopratutto, pirati. Il suo più grande nemico è il capitano James Hook, Giacomo Uncino, al quale il ragazzino volante ha staccato una mano per darla in pasto a un gigantesco coccodrillo.
Un giorno, inseguendo la sua ombra, Peter finisce a Londra nella camera dei tre fratellini Darling: Wendy, John e Michael. Li porterà sull'Isola che Non c'è, ma Wendy, figura materna, innescherà un tiangolo amoroso tra lei, Peter e la piccola e gelosissima fatina Tinkerbell.

I FILM

La Disney portò Peter Pan sullo schermo nel 1953, nel suo 14° lungometraggio d'animazione.
A parte qualche differenza, la trama del libro è abbastanza rispettata: Peter Pan arriva a Londra in cerca della sua ombra e incontra i fratelli Darling, li porta sull'Isola che Non C'è e lì devono vedersela con gli indiani e i pirati.
Come spesso è accaduto per i film Disney, anche questo lungometraggio ha consegnato all'immaginario collettivo l'iconografia dei personaggi.
Peter Pan è universalmente immaginato come un ragazzino vestito di verde, Capitan Uncino indossa una giacca rossa e una parrucca di boccoli neri, e sopratutto Tinkerbell (o Trilly o Campanellino) è diventata il punto di riferimento per tutte le fatine del mondo. La sua immagine ha avuto così tanto successo che la Disney ha fatto di lei una vera e propria mascotte, riproducendola su un sacco di oggetti di merchandising; e, se non ricordo male, qualche tempo fa all'inizio dei film Disney era lei che faceva brillare il mitico castello stilizzato.
L'iconografia dei personaggi disneyani è stata ripresa in "Hook", film del 1991 di Stephen Spilberg, con Dustin Hoffman nei panni di Capitan Uncino e Robin Williams, allora all'apice della carriera, in quelli di un Peter Pan cresciuto.
L'idea di base del film è proprio questa: Peter Pan ha lasciato l'Isola Che Non C'è, è diventato grande, ha sposato la nipote di Wendy dalla quale ha avuto due bambini, fa l'avvocato e non ricorda nulla della sua avventurosa infanzia.
Tuttavia Uncino, desideroso di vendicarsi, rapisce i suoi bambini e li porta sull'isola.
Peter, guidato da Tinkerbell (una carinissima Julia Roberts in miniatura), tornerà sull'Isola Che Non C'è e, da cinico adulto qual è diventato, avrà un po' di difficoltà a ricordarsi che cosa un tempo lo faceva volare. Alla fine troverà il suo pensiero felice e riuscirà a salvare i suoi bambini, dopo l'ultimo strepitoso scontro con Uncino.
Opinione strettamente personale, Hook è un film molto appasionante e dall'atmosfera magica, tipica di Spilberg (e con una bellissima colonna sonora firmata da John Williams).
Bob Hoskins interpreta uno spassossimo Spugna, il marinaio ubriacone e pavido, braccio destro di Uncino.
"Peter Pan", film del 2003 di P. J. Hogan, si distacca dalla versione Disneyana per seguire più fedelmente il romanzo, sebbene si separi un po' da questo nella caratterizzazione di Peter Pan.
Il nostro ragazzo volante, infatti, è meno folletto e più umanizzato, alle prese con sentimenti adolescenziali come il primo amore.
Film uscito in sala nel periodo natalizio, è confezionato come una storia fantastica adatta a tutti,ma  rende comunque abbastanza bene l'atmosfera del racconto.
Peccato che sia uscito nel dicembre 2003 assieme a "Il ritorno del Re", quindi è passato un po' inosservato nelle sale.
"Finding Neverland" non parla direttamente di Peter Pan, ma del suo creatore, James Mathew Barrie.
Diretto da Marc Forster è uscito nel 2004 (era previsto per il 2003, ma è stato ritardato per evitare la sovrapposizione con il Peter Pan di cui prima).
Johnny Deep interpreta Barrie, Kate Winslet è la vedova Llewellyn-Davies e Dustin Hoffman torna in un film ispirato a Peter Pan, stavolta nei panni di un impresario teatrale.
La storia, un po' romanzata in verità, è quella dello scrittore e del suo rapporto con i figli della Llewellyn-Davies , che in questa versione è gravemente malata (nella realtà, morì sei anni dopo la prima di Peter Pan).
James è un autore teatrale di scarso successo, ma l'incontro con i ragazzi e la loro madre riaccende la sua fantasia e inventando giochi per loro trova l'ispirazione per Peter Pan.
Il problema è che questo suo rapporto non è ben visto dalla società (come effettivamente accadde al vero Barrie) e lo porta a scontrarsi sopratutto con sua moglie, di cui in verità non sembra molto innamorato.
Finding Neverland è un film senza infamia né lode; carino da guardare, ma nulla di trascendentale. Johnny Deep è un po' deludente in un ruolo così "ordinario", considerate le interpretazioni fantastiche a cui ci ha abituati.

Nessun commento:

Posta un commento