mercoledì 20 marzo 2013

La piccola equilibrista



LA PICCOLA EQUILIBRISTA, di Stefano Vignati
Zerounoundici Edizioni, 226 pagine, € 15,50
Genere: thriller sovranaturale
Giudizio: 4/5 


Alessia è un'orfana con spettacolari doti da acrobata: si dice infatti che sia in grado di camminare sui fili del telefono e che saltelli da un tetto all'altro come un coniglietto.
Per queste sue doti l'impresario di un circo, Nathaniel, parte per rapirla e farne la stella del suo show. Assieme al suo collaboratore Toretto e a due sicari ingaggiati per l'occasione, Cordelia e Vince, arriva nel paesino di Fasterna dove la ragazzina si aggira.
Ma le voci su Alessia sono anche altre: si dice che solo i bambini possano vederla, che abbia il potere di entrare nei sogni e che sia una Dea posta a protezione del paese.
Sarà vero oppure si tratta solo di leggende? Ma, sopratutto, nella caccia spietata alla strana bambina chi sarà effettivamente la preda e chi il cacciatore?
"La piccola equilibrista" è il romanzo di esordio di un giovanissimo scrittore, Stefano Vignati; un romanzo scritto così bene che sembra incredibile sia effettivamente un esordio. Eppure è così; quindi complimenti allo scrittore, che di sicuro ha talento.
Forse la trama poteva essere più incisva in alcuni punti e a volte i personaggi agiscono in maniera poco credibile, ma non importa. Questi lievi difetti vengono messi in secondo piano da diversi pregi.
In copertina si parla di noir, ma in realtà io lo definirei più thriller sovranaturale. Ci sono alcune scene, fatte molto bene, di puro horror da B Movie, quello che ti fa saltare sulla sedia. L'unico libro che mi ha dato altrettanti brividi è stato It (e forse un po' Rose Madder, ma comunque sempre e solo Stephen King).
Sebbene cerchi di proporsi come romanzo corale, con molti punti di vista, alla fine emerge nitidamente un protagonista: si tratta di Cordelia, la killer, una ragazza con un passato difficile che uccide solo i criminali. Lei è di sicuro il personaggio più approfondito, l'unico del quale venga descritto un background.
Alla fine è anche l'unico personaggio tutto sommato buono. Altra caratteristica del romanzo, infatti, è che è costellato da cattivi uno più bastardo dell'altro: a partire dall'impresario Nathaniel fino al sicario Vincent, passando per Alessia, la più insospettabile di tutti.
Altra cosa molto azzeccata è l'ambientazione: un paesello di montagna abitato da poche anime, con casolari e ville abbandonati, ostelli malfamati, fiumiciattoli in cui affondare i cadaveri, un inverno gelido e una notte piovosa.
In sostanza, un romanzo ben fatto, con molta atmosfera e di sicuro impatto.
Un inizio molto promettente per il giovane autore.

1 commento:

  1. Proprio un bel libro, avevo fatto con Stefano un piacevolissimo scambio :-)

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