martedì 30 aprile 2013

San Giorgio di Mantova Books: programnma dell'8 giugno

Quest'anno il San Giorgio di Mantova Books si presenta ricchissimo di eventi!
Ecco il programma per sabato 8 giugno. Domani posto anche quello di domenica.

Auditorium
9.00 – 09.30 Discorso di apertura del Direttore Artistico Mauro Fantini e Premiazione concorso Scritti di Scuola a cura di Solange Mela.
Incontri con le scuole e con il pubblico. Moderano Andrea Storti e Anita Book.
09.30 – 10.30 Fabio Cicolani, autore di Le magie di Omnia (La Corte Editore).
10.30 – 11.15 Moony Witcher, autrice delle avventure per ragazzi di Nina, Geno e Morga (Giunti e Mondadori).
11.15 – 12.00 Francesco Falconi, autore di Muses (Mondadori).
14.30– 16.00 Emanuele Manco, curatore di FantasyMagazine, presenta l’almanacco cartaceo Effemme. A seguire, speciale Game of Thrones: la differenza tra libri e serie tv, con l'esperta Martina Frammartino.
16.00 - 17.00 Lory Posadino ci parla della serie tv CSI: tra in-venzioni e indagini reali. Con Mauro Fantini.

Biblioteca
9.00 – 13.00 Corso base di Cake Design a cura di Ylenia Ionta (Sweet Art Cake Design).
17.15 – 18.15 Reading di poesia. Con Franco Sedda, Carlo Mo-retti, Davide Longfils, Marco Moretti. Presenta Anita Book.

Tana del Drago
14.30 – 15.15 RomanticaMente. Le grandi storie d’amore con le autrici Evelyn Storm e Angela Parise. Modera Fabiana Redivo.
15.45 – 16.30 Sfondi fiabeschi. Si parla di ambientazioni magiche con le autrici Vittoria Sacco e Loredana Rossetti. Modera Sara Deodati.
17.15 – 17.45 Damster presenta A che ora ti chiamo (Carloalberto Vezzani) e L'ultimo tatuaggio (Marco Lugli).
17.45 – 18.30 La finzione del reale. Tra tanti amanti del fanta-stico, autori che amano fantasticare con la realtà: Mauro Saggioro e Cristina Lattaro. Moderano Andrea Storti e Alessio Gallerani.

Saletta Seminari
11.00 – 12.00 Scrivere per un web magazine. Seminario a cura di Emanuele Manco, direttore di Fantasy Magazine.
14.00 – 15.00 Comporre haiku. Seminario a cura di Fabrizio Corselli, scrittore di poesia epico-mitologica, saggista e inse-gnante di Composizione Poetica.
15.00 – 16.00 Draghi e Principesse (età consigliata 5-8 anni). Stage di disegno a cura di Carlo Moretti, pittore e scultore.
16.00 – 17.00 Scrivere narrativa fantastica (e non solo): dall'editing alla presentazione del manoscritto agli editori. Il seminario è a cura di Fabiana Redivo, autrice fantasy e responsabile del Premio Cittadella, e Alfonso Zarbo, presidente di giuria del Cit-tadella per l'edizione 2013. Nel corso del seminario, entrambi saranno a disposizione dei partecipanti per valutare con loro la potenzialità di sinossi e incipit dei romanzi

Sala A Editori
12.00 – 12.45 Damster Editore presenta Ricette Fatali (Katia Brentani) e L’ombra della Stella (Lorena Lusetti).
14.45 – 15.30 Gilgamesh presenta La filosofia della natura nel De incantationibus di Piero Pomponazzi (Luca Cremonesi) e La Mente Cosmica - Una metafisica del pensiero (Roberta Lugoli).
15.30 - 16.15 Acar edizioni presenta Fantasmi e segreti al Castello di Sorci (Amos Cartabia).
16.45 – 17.45 Il Ciliegio presenta Extraunione e la società degli uomini morti (Michele Raniero), Il sole di Alur – Il custode del tramonto (Alessandro Fusco) e I Demoni di Eukora – Il negromante (Gregorio Antonuzzo).
17.45 – 18.30 Butterfly presenta Il cuore insanguinato (Pamela Boiocchi) e Mary Read – di guerra e di mare (Michela Piazza).

Sala B Editori
11.15 – 12.00 Elmi’s Word presenta - Sogni Inquinanti (Elettra Groppo).
14.00 - 14.45 Runa Editrice presenta Strix Julia (Cristina Latta-ro) e Archon (Marco Alfaroli).
15.15 - 16.00 Sometti presenta - la propria linea editoriale.
16.15 – 17.00 La Corte presenta - la propria linea editoriale.
17.30 – 18.15 Il pineto presenta – Micio Miciosissimo Alvin (Sil-via Orlandi) – Miti e leggende della II guerra mondiale (Rudy Marini).

Palco Esterno
In caso di maltempo, Saletta autori
14.30 – 15.30 I volti del Crime - giallo, thriller e noir a confronto con gli autori Alberto Petrosino, Giulia Martani, Alessio Gallerani, Tiziana Silvestrin.
15.30 – 16.30 In fuga dalla realtà. Si discute di Urban Fantasy con le autrici Giulia Marengo, Barbara Riboni, Monique Scisci, Blake Blink e Anna Giraldo. Moderano Andrea Storti e Anita Book.
16.30 – 17.30 Dibattito sul rapporto tra scrittore ed editore con Sara Deodati (editor e agente letterario – Agenzia Luna Letteraria), Amos Cartabia (Scrittore ed editore - Ed. A.Car), Alberto Vassale (www.tribuks.it), Alfonso Zarbo e Fabio Cicolani.
21.00 Concerto del gruppo gothic/power metal Korigans (in caso di maltempo il concerto si terrà nell’Auditorium).

Per tutta la durata della manifestazione:
Stand degli editori presenti
Bookshop della libreria IBS Mantova
Primo raduno nazionale del Forum PescePiratA.it
Performance di Fumetto con Tavolette Strette
Stand Cucina Tollerante con Proposte Tolleranti Per Tutti I Gusti
Stand Tutto Qui & Dintorni rivista di Contamina-zione Culturale
Stand Domino City
Stand Tribuks, associazione per servizi letterari
Stand Agenzia Luna Letteraria
Stand Amici Ludici

domenica 21 aprile 2013

Black city



BLACK CITY, di Victor Gischler
Newton e Compton Edizioni, 313 pagine, € 6,90
Genere: post apocalittico
Voto: 5/5


Ricordo che, quando questo libro è uscito, avevo deciso di non comprarlo; la ragione era la bruttissima copertina, che non c'entra niente con il contenuto e che faceva pensare all'ennesimo romanzo sui vampiri.
Di sicuro è un effetto voluto per vendere il libro, ma con me la Newton aveva ottenuto il risultato opposto.
Poi è accaduto che sono andata a sentire una presentazione di Lansdale e assieme a lui c'era anche questo autore di cui non avevo mai sentito parlare, tale Gischler, un signore della Lousiana, un po' tracagnotto e rosso di capelli. Ed è stato un colpo di fulmine.
La sua presentazione è stata così interessante che ho avuto addirittura l'impressione che mettese in ombra Lansdale (e parlo di Lansdale).
Così ho finito per acquistare questo libro.
Anche il titolo italiano non c'entra un cavolo con il contenuto. In orginale è "Go-go girls of the Apocalypse", molto più coerente. Se lasciavano il titolo originale era meglio.
Davvero, tradurre un libro con tale copertina e tale titolo è un'operazione commerciale senza senso, ma spesso le nostre case editrici fanno cose prive di senso.
Comunque, veniamo al romanzo.
Il mondo è devastato da terremoti e guerre nucleari. All'alba del disastro, Mortimer Tate decide di rifugiarsi in una baracca in montagna per sfuggire al suo divorzio. Nove anni dopo, spinto dalla nostalgia per il mondo, torna di sotto; e trova il post Apocalisse.
Il tema del romanzo è esattamente questo: il post Apocalittico.
Gischler, che in genere scrive noir e pulp, ce lo descrive a suo modo: cannibali, schiavisti, locali di strip, bande armate, pistoloni giganti e tante sbronze in un romanzo molto d'azione, senza un attimo di respiro, con un impianto fumettistico (tra le altre cose, Gischler è anche sceneggiatore di fumetti).
Non aspettatevi quindi un'opera di riflessione sulle azioni umane che hanno portato alla fine del mondo; c'è solo un piccolissimo accenno al sistema capitalista e a quello socialista, che però naufragano entrambi in un lago di sangue.
Più che altro, la forza di questo romanzo sta nel mix tra violenza e ironia. Ci sono trovate così improbabili che si capisce che Gischler si è divertito un sacco a scriverlo: treni spinti con un carrello da uomini nerboruti, dirigibili da salvataggio, Mini Cooper utilizzate come mezzi d'assalto.
L'unica cosa che sembra mancare in questo nuovo modno da incubo è il caffé; e si uccide di più per procurarsi quello che per avere la benzina.

"La biblioteca di Mortimer includeva romanzi di fantascienza, alcuni dei quali prospettavano i particolari di un'Apocalisse.
Mortimer li aveva selezionati con sarcastica ironia. Le solite avvisaglie da cui il mondo avrebbe avuto sentore dell'imminente catastrofe: alieni, collisioni con comete e meteore, epidemie, distruzioni nucleari di massa, robot che si ribellano contro i loro creatori, disastri naturali di ogni sorta e via dicendo. Il preferito di Mortimer: burocrati spaziali che distruggono la Terra per fare posto a una tangenziale dell'iperspazio."

"La rossa - Brandi- raggiunse le compagne all'ultimo momento. Aveva trovato un paio di scarponi militari frugando fra i cadaveri e ora si stagliava, alta ed energica, nel suo coordinato intimo verde, il calcio del fucile automatico AK-47 appoggiato sul fianco. Il vento le scompigliava la chioma rossa. Una lunga striscia di sangue altrui su una gamba. Teneva la testa alta, gli occhi vigili. Sembrava che avesse il mondo ai suoi piedi.
Eccola qui, pensò Mortimer. L'icona di una nuova era. Avrebbe potuto comparire sul manifesto di arruolamento nell'esercito più arrapante del mondo.

sabato 20 aprile 2013

Prendersi sul serio... ma anche no

Il mondo della letteratura esordiente mi fa fare sempre un sacco di risate.
Sorpatutto gli scrittori esordienti che non accettano le critiche mi fanno ridere.
Se non avete nulla da fare e volete passare un'oretta di divertimento basta andare su qualche blog che spara a zero su certi libri (perché credetemi, in giro c'è gente molto più cattiva di me, e a ragione) e troverete sfilze di commenti dell'autore inviperito che, di solito, batte sulla tesi che il blogger non capisce niente di letteratura, che ce l'ha con lui, che lo attacca dal punto di vista personale e altre lamentele da bambino capriccioso.
Cavoli, è una critica letteraria, non un'offesa a tutta la vostra stirpe tale da giusitificare una faida.
Se qualcuno fa notare dei difetti nello stile vale la pena di rifletterci, no? Magari, ma dico, solo magari, un fondo di verità nelle parole del blogger brutto sporco cattivo e invidioso c'è.
La verità è che certi scrittori si prendono troppo sul serio. Basta pubblicare un libro (magari anche a pagamento) per farli andare fuori di testa. Una copertina con il loro nome e si credono tutti Uberto Eco.
Umiltà; questo ci vuole. Anche se avete pubblicato con Mondadori con un contratto da 100.000 copie.
Perché un autore che non accetta le critiche non è simpatico ai potenziali lettori, e perciò si perde dei clienti.

lunedì 15 aprile 2013

The Heroes


THE HEROES, di Joe Abercrombie
Gargoyle Edizioni, 716 pagine, € 17,90
Genere: war fantasy
Voto: 5/5


Bremer dan Gorst, maestro di spade caduto in disgrazia, ha giurato di reclamare sul campo di battaglia l'onore perduto. È ossessionato dalla redenzione e assetato di violenza, dunque non gli importa molto di quanto sangue scorrerà, anche se si trattasse del proprio.
Il Principe Calder non ha alcun interesse per l'onore e di certo non ha intenzione di finire ammazzato. Tutto quello che vuole è il potere, e si servirà di qualsiasi bugia ed espediente, tradirà tutti gli amici per raggiungerlo. Almeno sino a quando non sarà lui a dover combattere.
Curden lo Strozzato, l'ultimo uomo onesto rimasto al Nord, ha dedicato la sua vita all'arte della guerra, ricavandone solo ginocchia gonfie e nervi logori. Non gli importa nemmeno più chi sia a vincere, vuole soltanto fare la cosa giusta. Ma è possibile individuarla nel mondo che gli sta crollando intorno?
Il destino del Nord sarà deciso da tre sanguinosi giorni di battaglia. Ma con entrambi gli schieramenti corrotti da intrighi, debolezze, ostilità e meschine gelosie, è improbabile che siano i cuori più nobili o anche le armi più potenti a prevalere.


Credo che "The Heroes" non sia un libro per tutti i palati.
Da un lato la trama è abbastanza inconsistente. In pratica descrive tre giorni di guerra tra l'Alleanza e il Nord, e fino alla fine non si capisce nemmeno perché combattano, dato che si viene calati subito in medias res e solo a giochi fatti si comprende che si tratta di una guerra territoriale.
Il problema, ed è l'unico appunto negativo che vorrei fare, è che questo libro segue una precedente trilogia, "The first law", di cui il primo volume è stato tradotto in Italia dopo "The Heroes".
In sostanza ci tocca leggere le cose al contrario; ma comunque bisogna fare un plauso alla Gargoyle per averci portato questo autore molto interessante.
Dicevamo, un romanzo non per tutti i palati. La trama, a parte alcuni piccoli intrighi politici (che comunque ho apprezzato molto), è inesistente, perché il libro è una lunghissima descrizione di carneficine.
Questo è il secondo aspetto per cui non è adatto a tutti; è molto realistico e, di conseguenza, molto sanguinario.
E' una scelta stilistica consapevole da parte dell'autore, che ammette di essere influenzato da Martin.
Quindi se non reggete il sangue, le descrizioni di arti mozzati, teste spaccate e via dicendo lasciate stare; se invece queste cose non vi danno fastidio, né trovate ridicolmente detestabile un grosso sfoggio di testosterone da parte di tutti i personaggi (in fondo è una guerra), allora questo libro vi piacerà molto. Perché è scritto con mestiere, conivolgente, realistico, emozionante.
La linguetta promozionale dice che Abercrombie è uno dei migliori scrittori fantasy della nuova generazione; posso affermare di essere d'accordo.

lunedì 8 aprile 2013

Le false recensioni

Da un po' di tempo circola una polemica sui fakes in Anobii e altri siti dove è possibile inserire recensioni.
Di che cosa si tratta? Nemmeno io lo sapevo fino a qualche tempo fa; in pratica, pare che qualche autore crei falsi account per inserire recensioni positive sul proprio libro, oppure lo faccia fare ad amici.
E' una forma di pubblicità. Non credo sia inquadrabile in una truffa, e nemmeno intendo esprimermi sulla sua moralità; però, siccome c'è una sorta di crociata contro questa pratica, mi sono messa rifletterci.
Specifico come al solito che la mia è un'opinione del tutto personale.
Io credo che una cosa del genere sia controproducente.
Una bella recensione su Anobii invoglia a comprare e leggere il libro. Peccato che Anobii sia un'arma a doppio taglio; infatti, mentre da un lato aiuta gli autori a farsi conoscere, dall'altro è frequentato da lettori forti, generalmente in grado di giudicare la qualità di un libro.
Quindi la situazione che si può creare è questa:
- Il lettore vede una scheda piena di belle recensioni e decide di acquistare il romanzo;
- Il lettore, che non sa della pratica dei fakes, non sospetta minimamente che le recensioni sono false. Quindi legge il libro, lo trova obbrioso e comincia a porsi delle domande: come è possibile che una schifezza abbia ricevuto commenti così positivi? Gli viene un dubbio: è lui che non capisce niente di letteratura o sono gli altri?
- Comincia a cliccare sui profili degli utenti Anobii che hanno parlato bene del libro, per capire che tipo di lettori sono, perché hanno opinioni così diverse dalle sue; e a questo punto scopre che queste persone hanno solo quel libro nella loro libreria, oppure ne hanno anche qualcun altro, ma hanno letto/votato solo quello.
A questo punto il lettore mangia la foglia e si sente preso in giro, perché ha speso dei soldi per un libro che magari, con recensioni veritiere, non avrebbe mai comprato. Ed è facile che ne parli male nei vari gruppi a cui partecipa.
Risultato: l'autore viene bollato come un imbroglione e ottiene il risultato inverso a quello che sperava con le false recensioni.
Ovviamente questo ragionamento funziona solo con i libri brutti; se un libro è bello riceverà buone recensioni dai lettori indipendentemente dai fakes.
Quello che mi lascia perplessa è: perché gli scrittori credono così poco nella loro opera da doversi inventare delle false recensioni?
Oh, sì, so qual è la risposta più ovvia: i fakes servono a vendere.
Beh, questa è una pia illusione. Se sei un autore emergente anche se hai delle belle recensioni su Anobii non vendi molto. Quindi i fakes non servono proprio a niente.
Diverso è il discorso quando si tratta di libri editi da grandi case editrici; sembra, infatti, che anche loro utilizzino questo trucchetto. Ovviamente qui sì che le false recensioni aiutano a vendere.
In questo caso posso esprimermi sulla moralità della pratica: è schifosamente vergognoso. Anche perché accade per libri davvero brutti, per i quali non vale la pena di spendere nemmeno un centesimo. Questa sì che è una truffa nei confronti dei lettori!