lunedì 8 aprile 2013

Le false recensioni

Da un po' di tempo circola una polemica sui fakes in Anobii e altri siti dove è possibile inserire recensioni.
Di che cosa si tratta? Nemmeno io lo sapevo fino a qualche tempo fa; in pratica, pare che qualche autore crei falsi account per inserire recensioni positive sul proprio libro, oppure lo faccia fare ad amici.
E' una forma di pubblicità. Non credo sia inquadrabile in una truffa, e nemmeno intendo esprimermi sulla sua moralità; però, siccome c'è una sorta di crociata contro questa pratica, mi sono messa rifletterci.
Specifico come al solito che la mia è un'opinione del tutto personale.
Io credo che una cosa del genere sia controproducente.
Una bella recensione su Anobii invoglia a comprare e leggere il libro. Peccato che Anobii sia un'arma a doppio taglio; infatti, mentre da un lato aiuta gli autori a farsi conoscere, dall'altro è frequentato da lettori forti, generalmente in grado di giudicare la qualità di un libro.
Quindi la situazione che si può creare è questa:
- Il lettore vede una scheda piena di belle recensioni e decide di acquistare il romanzo;
- Il lettore, che non sa della pratica dei fakes, non sospetta minimamente che le recensioni sono false. Quindi legge il libro, lo trova obbrioso e comincia a porsi delle domande: come è possibile che una schifezza abbia ricevuto commenti così positivi? Gli viene un dubbio: è lui che non capisce niente di letteratura o sono gli altri?
- Comincia a cliccare sui profili degli utenti Anobii che hanno parlato bene del libro, per capire che tipo di lettori sono, perché hanno opinioni così diverse dalle sue; e a questo punto scopre che queste persone hanno solo quel libro nella loro libreria, oppure ne hanno anche qualcun altro, ma hanno letto/votato solo quello.
A questo punto il lettore mangia la foglia e si sente preso in giro, perché ha speso dei soldi per un libro che magari, con recensioni veritiere, non avrebbe mai comprato. Ed è facile che ne parli male nei vari gruppi a cui partecipa.
Risultato: l'autore viene bollato come un imbroglione e ottiene il risultato inverso a quello che sperava con le false recensioni.
Ovviamente questo ragionamento funziona solo con i libri brutti; se un libro è bello riceverà buone recensioni dai lettori indipendentemente dai fakes.
Quello che mi lascia perplessa è: perché gli scrittori credono così poco nella loro opera da doversi inventare delle false recensioni?
Oh, sì, so qual è la risposta più ovvia: i fakes servono a vendere.
Beh, questa è una pia illusione. Se sei un autore emergente anche se hai delle belle recensioni su Anobii non vendi molto. Quindi i fakes non servono proprio a niente.
Diverso è il discorso quando si tratta di libri editi da grandi case editrici; sembra, infatti, che anche loro utilizzino questo trucchetto. Ovviamente qui sì che le false recensioni aiutano a vendere.
In questo caso posso esprimermi sulla moralità della pratica: è schifosamente vergognoso. Anche perché accade per libri davvero brutti, per i quali non vale la pena di spendere nemmeno un centesimo. Questa sì che è una truffa nei confronti dei lettori!

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