lunedì 15 aprile 2013

The Heroes


THE HEROES, di Joe Abercrombie
Gargoyle Edizioni, 716 pagine, € 17,90
Genere: war fantasy
Voto: 5/5


Bremer dan Gorst, maestro di spade caduto in disgrazia, ha giurato di reclamare sul campo di battaglia l'onore perduto. È ossessionato dalla redenzione e assetato di violenza, dunque non gli importa molto di quanto sangue scorrerà, anche se si trattasse del proprio.
Il Principe Calder non ha alcun interesse per l'onore e di certo non ha intenzione di finire ammazzato. Tutto quello che vuole è il potere, e si servirà di qualsiasi bugia ed espediente, tradirà tutti gli amici per raggiungerlo. Almeno sino a quando non sarà lui a dover combattere.
Curden lo Strozzato, l'ultimo uomo onesto rimasto al Nord, ha dedicato la sua vita all'arte della guerra, ricavandone solo ginocchia gonfie e nervi logori. Non gli importa nemmeno più chi sia a vincere, vuole soltanto fare la cosa giusta. Ma è possibile individuarla nel mondo che gli sta crollando intorno?
Il destino del Nord sarà deciso da tre sanguinosi giorni di battaglia. Ma con entrambi gli schieramenti corrotti da intrighi, debolezze, ostilità e meschine gelosie, è improbabile che siano i cuori più nobili o anche le armi più potenti a prevalere.


Credo che "The Heroes" non sia un libro per tutti i palati.
Da un lato la trama è abbastanza inconsistente. In pratica descrive tre giorni di guerra tra l'Alleanza e il Nord, e fino alla fine non si capisce nemmeno perché combattano, dato che si viene calati subito in medias res e solo a giochi fatti si comprende che si tratta di una guerra territoriale.
Il problema, ed è l'unico appunto negativo che vorrei fare, è che questo libro segue una precedente trilogia, "The first law", di cui il primo volume è stato tradotto in Italia dopo "The Heroes".
In sostanza ci tocca leggere le cose al contrario; ma comunque bisogna fare un plauso alla Gargoyle per averci portato questo autore molto interessante.
Dicevamo, un romanzo non per tutti i palati. La trama, a parte alcuni piccoli intrighi politici (che comunque ho apprezzato molto), è inesistente, perché il libro è una lunghissima descrizione di carneficine.
Questo è il secondo aspetto per cui non è adatto a tutti; è molto realistico e, di conseguenza, molto sanguinario.
E' una scelta stilistica consapevole da parte dell'autore, che ammette di essere influenzato da Martin.
Quindi se non reggete il sangue, le descrizioni di arti mozzati, teste spaccate e via dicendo lasciate stare; se invece queste cose non vi danno fastidio, né trovate ridicolmente detestabile un grosso sfoggio di testosterone da parte di tutti i personaggi (in fondo è una guerra), allora questo libro vi piacerà molto. Perché è scritto con mestiere, conivolgente, realistico, emozionante.
La linguetta promozionale dice che Abercrombie è uno dei migliori scrittori fantasy della nuova generazione; posso affermare di essere d'accordo.

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