giovedì 13 giugno 2013

San Giorgio di Mantova Books 2013: resoconto

Eccomi finalmente con il resoconto dell'evento "libresco" di Mantova, che anche questa volta è venuto e se ne è andato lasciando la malinconia per un nuovo lungo anno di attesa.
Purtroppo c'è sempre qualcosa che lo disturba. Stavolta è stata una sventagliata d'acqua che domenica pomeriggio verso le due e mezza (proprio l'ora in cui la gente poteva decidere di uscire di casa) ha costretto tutte le bancarelle a sbaraccare (i libri non vanno d'accordo con l'acqua).
A parte ciò, come al solito l'evento si è presentato ricco di spunti interessanti.
L'entusiasmo dello staff è ammirabile, perché organizzare un evento simile è molto faticoso, quindi un plauso a tutti; e un plauso anche al Comune di San Giorgio di Mantova che, nonostante i tempi, investe in un evento culturale popolare fino a un certo punto, perché comunque non attira tanta gente come per esempio una sagra.
E qui vorrei inserirmi nelle polemiche che ho sentito in giro, sopratutto da autori ed editori che si lamentavano per il poco afflusso di gente.
E' vero, è un dato di fatto che ci sia poco giro.
In realtà è stata colpa del tempo atmosferico, perché domenica pomeriggio qualcuno cominciava ad esserci; e l'anno scorso il terremoto, e due anni fa di nuovo il maltempo. E' un evento che non va d'accordo con Madre Natura.
A parte ciò, a me personalmente non interessa vendere libri; tanto è vero che ho portato le copie che avevo, non mi sono nemmeno sprecata a comprarne altre, perché sapevo che non avrei venduto. Ma non ho venduto nemmeno quando sono andata a Torino, che ha una grandezza ben diversa!
In realtà, per come la vedo io, lo scopo di queste fiere sono le relazioni pubbliche; perché s'incontrano vecchi amici, se ne conoscono di nuovi, si parla con gli editori, ci si confronta con gli scrittori, si conosce di persona gente con cui hai contatti solo su facebook...
Insomma, anche se il portafoglio non si gonfia (anzi, si svuota, perché almeno due libri li compri...) ci si arrichisce dal punto di vista umano. E mi pare la cosa più importante.

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