venerdì 7 febbraio 2014

Popolo di poeti (e un link a un bel commento)

Ricordate l'articolo che vi ho linkato ieri?
Secondo i dati riportati, nell'ultimo anno il 50% degli italiani non ha letto nemmeno un libro.
Eppure oggi mi è arrivata una email dal Torneo Ioscrittore, a cui mi sono preiscritta giusto per sport (non avrò mai un manoscritto pronto prima della scadenza) secondo la quale ci sono già circa 1000 iscritti. Ed è più o meno una settimana che le iscrizioni sono aperte, se non sbaglio.
Mille sono tanti.
Se mettiamo assieme i dati, o tantissimi italiani che leggono scrivono anche, o moltissimi italiani che non leggono scrivono lo stesso.
Il risultato comunque è che un sacco di gente scrive ma la metà della popolazione non legge.
Discorso vecchio, lo so, ma mi lascia sempre basita.

Approfitto del post per segnalare un bellissimo commento che mi è arrivato oggi su "L'uomo di metallo":  http://vlad72.blogspot.it/2014/02/ebook-popolari-e-nuove-frontiere.html
Nei prossimi giorni farò anche un altro post riguardo a "L'uomo di metallo e la storia", così, giusto per un po' di pubblicità.



3 commenti:

  1. La seconda che hai detto, temo.
    Non ho i dati alla mano, ma è da anni che capto stime secondo cui gli invianti manoscritti sarebbero il 200% dei forti lettori (forti tipo un libro al trimestre, eh, niente di troppo impegnativo). Del tipo uno ha letto un libro una volta e l'esperienza è stata così mistica e fulminante che si sente di scriverne uno e mettere 'scrittore' sulla carta d'identità.

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  2. Rapportando questo discorso al Torneo, questa è il punto debole di un'idea tutto sommato carina. Dato che i manoscritti vengono valutati dagli altri concorrenti, come fa uno che non ha mai letto un libro a dirmi se il mio ha le caratteristiche di qualità, ma anche di commerciabilità, che dovrebbe avere un buon romanzo?

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    1. In linea teorica, con una valutazione del tutto soggettiva e quantitativa sul "mi è piaciuto". Un lettore privo di basi, privo dell'esperienza di lettura compulsiva dello stream di ciofeche che ha un editor, privo di formazione su un minimo di Campbell, è incapace non tanto di riconoscere un secondo atto quanto di saper dire, riguardo a quanto una cosa gli è piaciuta o meno, il perché.
      Ma senza fasciarci la testa prima, suppongo che a tempo debito avrai dati su cui ragionare :) Ci saprai dire quanto pesa la massa che casca nelle illusioni e scambia il personaggio per l'autore e l'etica per la profondità, rispetto a chi è un po' più analitico.
      (Detto questo, ho appena visto un documentario su come uno staff "preparato" non volesse più sentir parlare di George Lucas e non vedesse l'ora di gettare le riprese di Star Wars dalla finestra. Un film che oggi ti fanno studiare fra le basi per la struttura della trama.)

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