lunedì 24 marzo 2014

Dissertazione sul punto di vista

È da un po' che volevo fare questo post.
Mi è capitato di recente di dare un giudizio a un autore, in privato, e gli ho detto che la gestione del punto di vista nel suo romanzo era sbagliata.
Naturalmente mi ha risposto che il punto di vista è una questione di gusto personale.
Dico naturalmente perché molti autori mi rispondono così; e questo mi fa davvero arrabbiare.
Non capiscono che il problema non è il tipo di narratore scelto, onnisciente, interno o in prima  persona. Il problema è che una volta scelto il tipo di narratore bisogna usarlo in maniera corretta, e loro non lo sanno fare.
Non si pongono nemmeno il problema di quale narratore usare e come usarlo; scrivono e basta e fanno una gran confusione.
Già i romanzi scritti male mi irritano; gli autori che  non hanno l'umiltà di ammettere che scrivono male perché sostanzialmente sono ignoranti mi irritano ancora di più.
Non si può scrivere senza seguire le regole basilari della narrativa. È come fare un dolce con il sale al posto dello zucchero perché tanto l'importante è seguire l'ispirazione.

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