mercoledì 30 aprile 2014

Eleinda



ELEINDA, di Valentina Bellettini
Nulla die Edizioni, 245 pagine, € 20,00
Genere: fantasy
Voto: 3,5/5


Che animale leggendario clonereste se ne aveste la possibilità? Un dinosauro?
Fuochino.
Pensate a qualcosa di altrettanto grande, con le ali, magari con più teste, e che sputa fuoco.
Eleonora vive in una Milano del prossimo futuro dove l'ultima moda sono i "MiglioreAmico", animali da compagnia clonati prodotti dall'azienda European Tecnology.
La ragazza ha molte perplessità a riguardo, ma quando il suo coinquilino gliene regala uno e lei apre il pacco rimane subito catturata dal cucciolo.
Si tratta di un gatto? Di un cane? Magari di un simpatico coniglietto?
No. E' la cosa che sputa fuoco.
Un drago.
Peccato che si tratti di un esperimento segreto che l'incauto coinquilino, dipendente della European Tecnology, ha sottratto all'azienda senza rendersi conto della sciocchezza che stava commettendo.
Così ragazza e drago fuggono dai malvagi dipendenti della ET e si lanciano in un viaggio alla ricerca delle vere origini della cretaura, passando attraverso le più note leggende riguardanti i draghi.
Ero indecisa se dare tre o quattro stelline a questo romanzo, così alla fine ho optato per tre e mezzo.
Il punto è che secondo me ci sono due tipi di lettura possibili, uno sbagliato e l'altro giusto.
Quello sbagliato è la lettura "realistica", nel senso di ricercare la verosimilità nella storia.
Da questo punto di vista il libro meritava tre stelline, se non addirittura due; perché, diciamocelo francamente, è un gran casino.
Manca di approfondimento, è molto didascalico, metà degli avvenimenti sono irrazionali e i personaggi, cattivi in primis, sono delle macchiette.
Fortunatamente oggi, mentre lo terminavo, mi è venuto in mente che dovevo lasciar perdere tutto questo per concentrarmi sulla seconda chiave di lettura, quella allegorica; solo così tutto assume un senso e il libro diventa bello.
E' un discorso un po' difficile da capire senza aver letto il romanzo, però dopo averlo fatto ci si rende conto che tutto è perfettamente incastrato per trasmettere i messaggi che l'autrice aveva in testa, primo fra tutti quello del rispetto della natura, e poi l'amore profondo che si può instaurare tra due esseri; in effetti, c'è tra le pagine molto simbolismo. Si pensi solo che l'ultimo ostacolo da affrontare è il Drago dell'Apocalisse, con una testa per ogni peccato capitale.
Preso così diventa veramente un bel libro, nemmeno facile da leggere.
Perciò, se vi capita tra le mani, vi consiglio di partire subito con questa idea. Lasciate stare le incongruenze della storia e andate a un livello di lettura più profondo.

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