domenica 17 agosto 2014

La spada della Verità Vol.3



LA SPADA DELE VERITA' VOLUME 3, di Terry Goodkind
Fanucci Editore
Genere: High fantasy
Voto: 2/5


Vi ho risparmiato il commento al secondo libro della Spada della Verità, ma il terzo ve lo beccate perché è troppo divertente.
Cominciamo con il dire che Goodkind è trashissimo. Già lo aveva dimostrato con il biondo Darken Rhal del primo volume, ma credetemi, più si va avanti con la saga peggio è.
Non lo so, forse dipende dagli anni '90 e dai rimasugli di anni '80, epoche indubbiamente trash. In effetti, leggere i romanzi della Spada della Verità è un po' come guardare i film di allora: gente capellona, con una morale che oggigiorno appare un po' retrò e abiti orribili.
Comunque ormai sono arrivata al terzo volume, i libri ce li ho tutti, perciò proseguirò con il quarto, anche se ho già letto in qualche recensione che è peggio del terzo. Il che, francamente, non so come sia possibile, perché questo era proprio brutto.
Avvertenza: se non avete letto il secondo volume non potete capire quello che leggerete in questo commento, ma non ho voglia di riassumerlo.
Avvertenza due: spoilererò.
La situazione iniziale è quella della fine del secondo volume: Richard è ad Aydrindil mentre Khalan e Zedd sono in viaggio per liberare le Terre Centrali dalla minaccia dell'Ordine Imperiale.
Al Palazzo dei Profeti, invece, la vecchia Priora Annalina è morta, uccisa da una Sorella dell'Oscurità, e Sorella Verna suo malgrado è costretta a prenderne il posto.
I cattivi stavolta sono due: il Generale della Stirpe dei Profeti, Tobias Brogan, e l'Imperatore del vecchio Mondo, Jagang.
Entrambi intendono eliminare la magia dal mondo, ma qui parte la prima evidente contraddizione della trama: per farlo usano a loro volta la magia!
In effetti anche Richard, che è stupido, lo nota. Io come lettrice che dovrei pensare, scusate? E' come se Goodkind si rendesse conto da solo dell'idiozia della sua trama ma non avesse voglia di trovare una soluzione alternativa.
Jagang poi è la quintessenza del trash, per tornare al discorso di cui prima. Vi riporto la descrizione parola per parola:
"Era un uomo di altezza media, ma aveva le braccia e il petto muscolose. Sotto una camicia di pelliccia senza maniche aperta sul davanti (cioé un gilé, ndr) risaltavano due spalle possenti, mentre, sul petto villoso e incredibilmente muscoloso, spiccavano dozzine e dozzine di collane d'oro e pietre preziose (...) Due blande d'argento, una per ogni braccio, circondavano i possenti bicipiti e in ognuna delle dita delle mani era infilato un anello d'oro e d'argento (...) La testa calva, come anche i muscoli, riluceva illuminata dalle torcie. Aveva un collo taurino. Una catenella d'oro partiva dall'anello inserito nella narice destra per andarsi a unire all'orecchino che portava a metà del lobo sinistro. Eccettuato i due baffetti che crescevano a lato della bocca e la treccina sotto il labbro inferiore, il resto del volto era privo di barba".
Ecco, ora ditemi se non somiglia a Mr. T in A-Team.
Ve l'ho detto, anni '90 e rimasugli di anni '80. Nel prossimo volume mi aspetto Madonna.
Fallito il suo piano di conquista del mondo, negli anni '80 Jagang si reciclò come lottatore di wrestling e attore di serie televisive cult.


Parliamo ora del sesso secondo Goodkind, ossia parliamo di stupri e scarissimo rispetto per le donne.
Nel volume due c'era stata la scioccante descrizione di una città sterminata in cui tutte le donne erano state violentate, comprese le giovanissime ancelle della regina, che a sua volta era stata gettata in un buco pieno di prigionieri che non avevano di certo giocato a canasta con lei.
In questo volume Jagang fa allegramente violentare le Sorelle dell'Oscurità che ha reso sue schiave da un gruppo di marinai quattro volte al giorno, tanto per gradire; ma la cosa che più mi ha fatto sgranare gli occhi è stato l'incantesimo di controllo della mente che Tobias Brogan realizza asportando il capezzolo snistro della vittima.
Mi chiedo se ce n'era bisogno. Goodkind non poteva trovare un'idea meno perversa?
Ah, no, che sciocca. Scusate, dimenticavo che questa è la scusa per la quale Richard può dare una sbirciatina al seno delle sue tre nuove guardie del corpo Mord -Sith e anche una generosa palpata a una di queste.
Oh, il caro vecchio Richard! Vogliamo parlarne? No, no, prima dobbiamo ancora dire della somma inutilità di Khalan, che nel secondo volume si era data una svegliata che me l'aveva resa addirittura simpatica ma che qui torna a essere la piagnona di sempre che dovrebbe essere presa a sberle tutto il giorno.
E dobbiamo anche dire del vecchio mago Zeddicus Zul Zorander, che oltre ad avere un nome fortemente idiota si comporta come un bambino idiota. Non ho ancora capito se sia un mentecatto o un grande mago. Forse entrambe le cose, ma più la prima che la seconda.
E ora veniamo al nostro eroe, che in questa storia ne combina di tutti i colori per il divertimento di grandi e piccini. Come al solito Goodkind non ha idea di come sviluppare la trama, quindi il suo protagonista fa cose dalla stupidità abbissale salvo poi avere colpi di genio improbabili piazzati lì solo per sbloccare la situazione.
Richard vuole sconfiggere la minaccia dell'Ordine Imperiale e lo fa diventando dittatore delle Terre Centrali, che è un po' come dire vado in missione di pace a bordo di un carroarmato.
Una delle Mord - Sith gli confessa di essere gay e lui, subito dopo essere rimasto a bocca aperta come un pesce lesso e averle detto che è una cosa sbagliata, le dice che ognuno va accetatto per quello che è.
Ama Khalan ma casca in tutte le trappole di seduzione possibili e immaginabili, persino quella lanciata da un lucertolone gigante.
Fa cose a caso che portano a conseguenze che non capisce nemmeno Goodkind ma che comunque servono a uccidere i nemici.
Insomma, Richard è impareggiabile. Se non ci fosse bisgnerebbe inventarlo, davvero.
In questo calderone si salvano solo i personaggi delle Mord - Sith e Sorella Verna. Bisognerebbe fare un romanzo solo su di loro, ma non scritto da Goodkind.

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