venerdì 7 novembre 2014

Un libro è un libro?

Ho notato che qualcuno lo sta già facendo, ma a costo di apparire banale vorrei esprimere anche io delle perplessità in relazione alla campagna "Un libro è un libro" lanciata, da quanto ho potuto appurare, dall'Associazione Italiana Editori.
Per chi non lo sapesse, la campagna punta a ottenere la parificazione dell'IVA sugli ebook e i libri di carta. In Italia, attualmente, mentre su un libro di carta si paga il 4%, sugli ebook si paga il 22%.
Per farvela semplice, secondo la legislazione europea e la Corte di Giustizia dell'Unione Europea questo è perfettamente lecito; o meglio, ogni stato è libero di applicare l'IVA che vuole su questi prodotti.
Alcuni Stati hanno così abbassato l'IVA sugli ebook (permettendo, a quanto ho letto, a colossi come Amazon di sfondare in Europa in maniera concorrenziale), mentre in Italia c'è la situazione opposta, ossia gli ebook non vengono fatti rientrare dalla nostra legislazione nei prodotti su cui è possibile l'IVA agevolata.
Così è partita la campagna "Un libro è un libro": chiunque può fotografarsi su Facebook o Instagram o Twitter o su qualunque altro social la propria fantasia gli suggerisca con il pollice verso (tipo nobile patrizio romano nell'arena, di chi sia stata questa genialata non lo so) e l'hastag #unlibroèunlibro.
La cosa, come potete immaginare, sta avendo un grande successo. Basta guardare la pagina Facebook dell'iniziativa per vedere un sacco di gente famosa con il pollice verso.
A chi gioverebbe però l'abbassamento dell'IVA sugli ebook?
Ai lettori?
Uhm, chissà perché su questo sono scettica.
E' chiaro sin da quando l'ebook è entrato nel mercato italiano, infatti, che il problema non è l'IVA.
Se uno prova a comprare un ebook edito da una grande casa editrice, troverà che spesso costa la metà, se non di più, dell'edizione cartacea.
Dipende dall'IVA al 22%?
Non credo proprio, considerando che le case editrici medio-piccole riescono a tenere i prezzi degli ebook molto più bassi; e l'IVA al 22% l'hanno anche loro.
Un ebook costa tanto perché le case editrici hanno altri interessi a farlo costare tanto, indipendentemente dall'IVA.
La campagna "Un libro è un libro", quindi, di sicuro agevolerà le grandi e le piccole case editrici; forse agevolerà anche gli scrittori, che a questo punto avranno il diritto di pretendere una percentuale più alta sul prezzo di un ebook che, come prodotto, presenta di sicuro delle spese minori rispetto a un libro di carta; ma non agevolerà i lettori, dato che dubito fortemente che i prezzi degli ebook scenderanno.
Pensateci prima di fotografarvi su Facebook con il pollice verso.

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