lunedì 29 giugno 2015

L'Italiano o il Confessionale dei Penitenti Neri

"L'Italiliano o Il confessionale dei Penitenti Neri" è un romanzo del 1797 scritto da Ann Radcliffe, un'autrice moglie di un avvocato della cui vita poco si sa.
Ne ho lette 150 pagine, ma poi ho deciso di abbandonarlo.
Mentre il precedente romanzo gotico che ho letto, "Il Monaco", pur risentendo di uno stile settecentesco era tutto sommato intrigante, questo Italiano non è riuscito proprio a conquistarmi.
La vicenda ruota attorno a Vivaldi e a Elena, marchese lui, poveretta lei.
Lui s'innamora perdutamente di lei (lei invece è piuttosto tiepidina, devo dire) ma la sua famiglia si oppone alle nozze in quanto Elena è di condizione sociale troppo inferiore.
In particolare la madre di Vivaldi, la Marchesa, decide di affidarsi a un sinistro personaggio, il monaco Schedoni, per sbarazzarsi di Elena.
Prima la fa rapire e rinchiudere in un convento (e ritroviamo la badessa perfida, personaggio caro ai romanzi dell'epoca), poi, dopo che Vivaldi riesce a salvarla, addirittura i due si accordano per assassinare la fanciulla.
Così, mentre Elena e Vivaldi stanno finalmente per convolare a nozze, lei viene rapita di nuovo, lui arrestato dall'Inquisizione con l'accusa di aver sequestrato una suora dal suo convento.
Sono arrivata più o meno qui con la trama. Ho letto il resto su Wikipedia e parrebbbe interessante, ma la scrittura è davvero troppo faticosa.
Insomma, se i personaggi non si fermassero ogni due righe a godere del paesaggio il romanzo scorrerebbe molto meglio. Ho capito che l'Italia poteva essere bella, sopratutto agli occhi di una borghese settecentesca di Oxford  abituata a praterie di pioggia e pecore, ma il ritmo della narrazione ne risente tanto. Tantissimo.
Vabbè, Valentina, siamo alla fine del '700, che ti aspetti?, direte voi.
Bah, ho letto altri romanzi dell'epoca e non li ho trovati così faticosi.
Questo non mi è piaciuto, punto.
La raccolta di romanzi gotici ora prosegue con Frankestein, e sono sicura che sarà cento, mille volte meglio.

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