domenica 20 settembre 2015

Melmoth l'uomo Errante

Melmoth è l'uomo che ha venduto l'anima al diavolo in cambio di altri cento anni di vita e che peregrina per trovare qualcuno che possa prendere il suo posto all'Inferno, ma senza riuscirci.
Questo è il pretesto con cui Charles Maturin, prozio di Oscar Wilde, costruisce un portentoso romanzo di scatole cinesi.
Il romanzo comincia con il giovane irlandese John Melmmoth che viene convocato al capezzale di suo zio il signor Scroog... ehm, un uomo molto avaro.
Questo muore nel terrore di uno strano individuo che ha visto aggirarsi per la casa.
Melmoth scopre che l'uomo misterioso è lo stesso raffigurato in un dipinto nascosto in una stanza segreta assieme a un manoscritto.
Il manoscritto è di un inglese, Stanton, e narra dell'ossessione dell'autore per un personaggio misterioso e terribile che egli aveva incontrato durante un viaggio in Spagna.
Dopo aver terminato il manoscritto, Melmoth salva da un naufragio un giovane spagnolo, Mocada.
Questi racconta la sua storia, di come, figlio illegittimo, sia stato obbligato a prendere i voti per espiare la colpa dei suoi genitori. Di nuovo l'uomo errante entra nella storia.
Per una serie di vicende Moncada si ritrova a leggere un manoscritto in possesso del vecchio ebreo Adonia.
Il manoscritto racconta la storia di Immalì, una fanciulla cresciuta su un isola deserta nell'oceano indiano in seguito a un naufragio.
L'uomo errante arriva sull'isola della fanciulla ed essa s'innamora di lui, ma lui tenta di respingerla per non condannarla al suo stesso destino di perdizione.
Tre anni dopo, Immalì è in Spagna (alcuni mercanti la trovano sull'isola e la riportano alla sua famiglia d'origine), con il nome di Isotta.
Ritrova l'uomo errante e si sposano.
Intanto l'uomo errante racconta al padre di Isotta altre due storie che lo vedono coinvolto per fargli capire quanto la figlia sia in pericolo.
A questo punto, come se si fosse in Inception, si torna al livello di Moncada che legge il manoscritto di Adonia e poi al livello di Moncada che racconta la storia a Melmoth.
Vi ho descritto la trama per farvi capire quanto sia complesso questo romanzo.
Leggerlo è davvero un'immersione in storie sempre più piccole, per poi tornare su precipitosamente a quella che fa da cornice principale. A questo punto Maturin deve aver capito che la cosa gli stava sfuggendo di mano e conclude il romanzo.
Più che l'uomo errante, direi che l'elemento d'orrore di questo romanzo è la Chiesa Cattolica, almeno agli occhi di noi moderni.
La storia di Moncada, costretto a essere frate contro la sua volontà, è agghiacciante.
Per il resto, il romanzo è davvero prolisso. Poteva essere concluso con un quarto delle parole che utilizza.
Ebbe comunque un notevole seguito.
Il nome Melmoth fu adottato come pseudonimo da Oscar Wilde e il personaggio fu ripreso da molti autori successivi.

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