domenica 29 novembre 2015

Rya. La figlia di Temarin


RYA. LA FIGLIA DI TEMARIN, di Barbara Bolzan
Butterfly Edizioni, 282 pagine, € 15,00
Genere: low fantasy
Voto: 4,5/5

Foresta di Mexijana.
Una ragazza viene trovata ferita e confusa su un argine dal capo dei ribelli di Mexijana, Nemi.
L’uomo la conduce al suo villaggio senza sapere nulla di lei.
Solo in seguito la ragazza rivelerà di essere Rya, sorella minore della regina di Temarin e novella sposa del sovrano di Idrethia.
Lei e Nemi concordano che lui la riporti dal marito, ma c’è un’ombra a complicare il viaggio: l’ombra di Niken, criminale ricercato e vecchia conoscenza di Nemi.
Rya. La figlia di Temarin è il primo bel capitolo di una saga scritta da Barbara Bolzan, che in seguito ha pubblicato anche con La Corte Editore.
La scrittrice ha una prosa molto buona, scorrevole, con un linguaggio appropriato e ottime qualità descrittive.
Punto forte sono decisamente i personaggi, ben approfonditi.
Lo so che dico sempre le stesse cose quando devo fare i complimenti a un libro, ma sono queste le caratteristiche di un buon romanzo e Rya le ha tutte.
Si tratta di un libro molto emozionante, molto coinvolgente. Il personaggio di Nemi è strepitoso, non è affatto difficile empatizzare con lui (o innamorarsene, se siete fangirl).
Il legame morboso tra Rya e sua sorella è sviscerato alla perfezione.
Quindi, davvero, un bellissimo, bellissimo libro dal punto di vista emozionale.
La trama non è dipanata al meglio, invece, perché si tratta di un primo capitolo. Questo significa che rimangono tantissimi punti scuri e interrogativi.
L’aspetto più dolente è la gestione del punto di vista.
Il romanzo è raccontato in prima persona da Rya. Le parti che riguardano eventi che capitano a lei non hanno problemi. Tuttavia, a volte Rya racconta cose che capitano ad altri con dovizia di particolari anche sui sentimenti, il che è poco credibile. Parla di cose cui non ha assistito come se fosse stata presente, e inoltre racconta come se fosse nella testa dei personaggi.
In pratica, si ha un narratore in prima persona che diventa narratore onniscente.
La cosa non sta in piedi, anche se, a onor del vero, un tentativo di giustificazione c’è: Rya riporta fatti che le sono stati raccontati in un tempo futuro rispetto alla narrazione.
Tuttavia, anche se ti racconto come vanno le cose, non puoi sapere che cosa pensano i protagonisti.
Se questo difetto fosse stato modificato in fase di editing il romanzo sarebbe stato da cinque stelline.
Comunque un bel libro di low fantasy.

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