sabato 14 novembre 2015

Su quello che stiamo vivendo

Quando sono nata si parlava del terrosimo dell'IRA, dei fondamentalisti baschi, e di quello degli anni di piombo italiani.
Poi è arrivato il terrorismo islamico.
Dopo l'11 settembre 2001 abbiamo avuto tutti una gran paura, paura di scivolare in una terza guerra mondiale.
Ci sono stati gli attentati di Madrid e di Londra.
Abbiamo fatto la guerra ai Talebani, poi nel 2003 siamo andati a fare la guerra in Iraq con un pretesto che faceva leva proprio sulla nostra paura: le armi di distruzione di massa.
Bin Laden è morto, c'è stata la Primavera Araba che sembrava una rinascita, poi invece abbiamo bombardato la Libia e abbiamo ucciso anche Gheddafi.
Quando è scoppiata la guerra civile in Siria, al contrario, nessuno se ne è preoccupato, fino al momento in cui i barconi hanno cominciato a scaricare i profughi sulle nostre coste.
Quest'anno Charlie Hebdo, un aereo abbattuto in Egitto chissà da cosa, e ora di nuovo Parigi.
Il mondo è un gran casino, questa è la verità. L'unica cosa certa è che la ragione non sta mai dalla parte di chi uccide, ma per il resto i fenomi che viviamo sono talmente complessi che i giudizi sono sempre forzatamente parziali.
Questo post per rispondere a tutti i Salvini e i Gasparri di turno che fanno commenti alla cazzo su questa vicenda.
Chiudete la bocca e utilizzate il vostro tempo per ragionare e informarvi, piuttosto.

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