sabato 30 gennaio 2016

Sugli editori onesti e brutali



Ultimamente sembra andare di moda tra gli editori riempire le loro pagine sulle modalità di ricezione dei manoscritti di filippiche contro gli autori.
Sono onesti ma brutali. Non ti pubblichiamo se scrivi poesie, non ti pubblichiamo se pretendi da noi di avere cento copie omaggio, non ti pubblichiamo se pretendi da noi di avere il 50% dei diritti d’autore, non ti pubblichiamo se sei una fighetta isterica, non ti pubblichiamo se pensi di aver scritto il capolavoro del secolo…
Tutte cose vere e sacrosante, per carità. Gli autori emergenti non sono facili da trattare. Questo gli editori lo sanno bene, tuttavia a me pare che queste tirate siano solo degli sfoghi inopportuni derivanti da anni di attività frustante.
Essere piccoli editori è un lavoro ingrato, ma secondo me è poco professionale offendere a prescindere tutti i tuoi potenziali partner (perché questo è lo scrittore per l’editore, uno che gli fa guadagnare soldi. Pochi, magari, ma pur sempre soldi. Questo è un discorso che merita un post a parte).
Io non spedirei mai e poi mai un mio lavoro a un editore che fa un discorso del genere (magari non ci perdiamo né io né lui, eh).

3 commenti:

  1. Concordo. Credo che faccia parte degli scivoloni di comunicazione che segnalano quando è meglio guardarsi da una realtà. Pubblicheresti con un editore che sbaglia tutte le acca? (sì, probabilmente, se l'autore non lo percepisce come problema.)
    Pubblicheresti con un editore che insulta questo e quello? Ricordando che a un insulto scritto da una parte, chissà quanti insulti orali corrispondono durante il lavoro di promozione eccetera. (Di nuovo, sì, se l'autore non lo percepisce come un problema. Sigh.)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti.
      Poi ho l'impressione che l'editoria stia andando sempre più a ramengo e che gli editori siano sprovveduti i cui sogni vanno a infrangersi contro la realtà. Gli scrittori fanno parte del lavoro di un editore. Se un manoscritto non ti piace o trovi che uno scrittore sia poco professionale glielo dici via mail in privato, oppure dopo due anni non rinnovi il contratto. Non sapere affrontare queste cose è il segno che non si sa fare il proprio mestiere. E se sei stanco di certe situazioni cambia lavoro.

      Elimina
  2. Diciamo che non sono veri editori...

    RispondiElimina