lunedì 29 febbraio 2016

Hyperversum Next


HYPERVERSUM NEXT, di Cecilia Randall
Giunti Editore, 479 pagine, € 16,90
Genere: fantasy per ragazzi
Voto: 4/5

Hyperversum Next è il 20 anni dopo del primo capitolo d'Hyperversum, nel senso, che narrativamente parlando, sono passati 20 anni dalle avventure narrate nel primo capitolo.
Si può leggere anche senza conoscere il resto della trilogia, ma non lo consiglio perché si rischia di non avere la visione d'insieme.
Per spiegarlo in due parole a chi non lo sa, Hyperversum è un videogioco di ruolo che fa viaggiare nel tempo. Protagonisti della precedente trilogia erano Daniel e Ian. Alla fine della storia, Ian resta nel medioevo, dove diventa cavaliere, si sposa con una dama e ha dei figli, mentre Daniel torna nel ventesimo secolo.
Alexandra, detta Alex, è la figlia di Daniel. Costretta in casa sui libri dopo un brutto voto in fisica, si ritrova quasi per caso nello studio del padre e fa partire il suo vecchio computer sul quale è installato un solo programma, Hyperversum versione Next.
Inutile dire che, dopo qualche minuto, la ragazza si trova nel vero Medioevo.
Qui viene coinvolta in un complotto ai danni di una persona molto importante ma, sopratutto, conosce il bel Marc, il figlio maggiore di Ian.
Questo romanzo è molto meno complesso delle precedenti opere della Randall. La trama è estremamente lineare, senza particolari colpi di scena e risolta anche un po' troppo in fretta in alcuni passaggi. Sarà che io divento sempre più esigente (leggi rompiscatole) ma non mi ha convinta del tutto, sopratutto dopo romanzi del calibro di Gens Arcana e della duologia Millennio di Fuoco.
Forse questa semplicità è dovuta al fatto che Hyperversum è rivolto più a un pubblico di ragazzi (o almeno, in libreria lo si trova nella sezione ragazzi, mentre gli altri romanzi della Randall sono tra i fantasy per adulti), il che lo rende, tutto sommato, solare e allegro, nonostante omicidi e pene d'amore, ma preferivo le atmosfere un po' più drammatiche dei romanzi precedenti.
Comunque come romanzo per ragazzi è bello e coinvolgente (personalmente ho detestato Alex dalla prima all'ultima pagina, ma questo è un problema mio).
La ricostruzione storica è sempre precisa, fattore davvero encomiabile.
Manca una bella battaglia campale.

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