lunedì 14 marzo 2016

Strade inquiete


STRADE INQUIETE, di Alessandra Litrico
Watson Edizioni, 139 pagine, € 10,00
Genere: narrrativa generale
Voto: 4,5/5


“Strade inquiete” è un romanzo ambientato a Milano, ma scritto da una giovane siciliana.
Si tratta di un’ode alla ricerca della felicità.
Si parte da cinque personaggi insoddisfatti della propria vita, a cui Milano fa da specchio con la sua nebbia e la sua vita fasulla trascorsa in ufficio di giorno e tra locali di notte.
Abbiamo Matteo, avvocato divorzista quarantenne che frequenta la Milano che conta, “che conta i drink, che conta il denaro, che conta, con molta probabilità, oltre un milione di abitanti fragili, soli, in attesa di un miracolo qualsiasi, e di qualcuno che non aspetti la sera per guardarli negli occhi”.
Ci sono Livia e Carla, la prima studentessa di psicologia che non può fare a meno di psicoanalizzare chiunque incontri, la seconda siciliana emigrata con grandi speranze ma che per ora si deve accontentare di un call center.
Poi c’è Luca, che ha aperto un bar sui Navigli ma che alle spalle ha un passato problematico, fatto di incomprensioni familiari e droga.
Infine Diego, il trait d’union, uno scrittore depresso con la sindrome del foglio bianco.
La vita di tutte queste persone cambierà – in meglio? In peggio? – grazie al metampirone, la pillola della felicità, uno psicofarmaco in grado di cancellare i ricordi spiacevoli.
Sarà davvero questa la semplice soluzione a tutti i problemi?
Un romanzo molto bello che ho letto in due giorni (ma giusto perché non posso leggere ventiquattrore al giorno) che esplora magnificamente le inquietudini della nostra società.
La mezza stellina in meno è dovuta a uno stile a volte un po’ aspro (punteggiatura, consecutio temporum), ma che comunque si lascia leggere bene e in fretta.

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