sabato 28 maggio 2016

Il segreto delle nove monache di Akkon


IL SEGRETO DELLE NOVE MONACHE DI AKKON, di Domenico Bennardi
Watson Edizioni, 278 pagine, € 10,00
Genere: thriller storico
Voto: 4/5
Da leggere: se vi affascinano gli ordini cavallereschi, la storia di Gesù, l'arte romanica e la città di Matera

Potrei dire che se avete anche solo minimamente apprezzato Dan Brown questo romanzo fa per voi, ma in realtà il paragone con Dan Brown sarebbe riduttivo per “Il segreto delle nove monache di Akkon”, che è mille volte meglio del Codice Da Vinci.
Un bel thriller storico come quelli che si scrivevano fino a qualche anno fa che davvero non ha nulla a che invidiare ai colleghi anglofoni, a riprova che in Italia c'è dell'ottima letteratura, anche se sommersa.
La storia inizia a Firenze. Il giovane Lorenzo Cipolla, appena laureato e dipendente precario di una biblioteca pubblica, riceve nove misteriose cartoline che rappresentano varie chiese romaniche. Solo sul retro dell'ultima è scritto qualcosa, una citazione da “Il pendolo di Focault”: I templari c'entrano sempre, in qualche modo i templari hanno le mani in pasta.
Subito dopo, Lorenzo apprende dalla telefonata di un avvocato della strana morte del nonno.
Assieme alla sua amica Klara, il ragazzo raggiunge la sua città d'origine, Matera. Qui si ritroverà coinvolto suo malgrado in una faida che dura da secoli e che ruota attorno alla più preziosa reliquia della cristianità.
Il romanzo non è perfetto; sopratutto ci sono così tanti refusi che è impossibile contarli e diverse incoerenze che magari un editing più approfondito poteva correggere. Confesso che nei primi capitoli m'infastidiva, poi la storia mi ha preso tanto che ho smesso di farci caso.
Sono davvero affascinanti le teorie messe in campo, tanto che ci si ritrova spesso a chiedersi quanto ci sia di reale in ciò che l'autore narra (all'inizio una nota avverte che il romanzo si basa su fatti ed elementi reali, più di quanti il lettore si possa immaginare). Inoltre emerge benissimo sia il legame che l'autore ha con la sua città, l'affascinante e unica Matera, sia la mole di ricerche storiche che sostengono la narrazione. Un romanzo che ci ricorda che ovunque ti giri in Italia trovi storia e arte a bizzeffe.
Ripeto che il romanzo non è perfetto (i cattivi sono un po' delle macchiette) però sa dosare bene le parti didascaliche con l'azione e non annoia mai, anche perché sopratutto verso la fine ci sono diversi colpi di scena.
Bello, complimenti. Da leggere.

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