giovedì 30 giugno 2016

Mondo in fiamme. Una primavera di cenere


MONDO IN FIAMME. UNA PRIMAVERA DI CENERE, di Edoardo Stroppacciaro
La Corte Editore, 335 pagine, € 16,90
Genere: sword and sorcery
Voto: 3,5/5
Consigliato se: amate Martin, le atmosfere fantasy, i cavalieri

“Una primavera di cenere” è il primo romanzo della serie “Mondo in fiamme”, edito da La Corte Editore e scaturito dalla penna di Edoardo Stroppacciaro, che è un noto doppiatore italiano.
Cominciamo dal principio, ossia la copertina.
Si tratta di una copertina furba. Ha a che fare solo lontanamente con il testo, più che altro perché c'è una lieve atmosfera fantasy (inoltre un libro che s'intitola “PRIMAVERA di cenere” ha una copertina con la neve e un tizio impellicciato) e molto a che fare con Assassin's Creed, il che è, appunto, furbo, perché in effetti anche io l'ho acquistato perché la copertina mi evocava la storia (invernale) di un vendicatore solitario, cosa che invece il testo non è.
Vabbè, questo è marketing, lo fanno quasi tutti gli editori e non entriamo oltre nel merito. Volevo limitarmi a far notare la cosa. E poi potevi leggerti la quarta di copertina prima di comprarlo, mi direte voi.
Vero, perciò andiamo avanti e veniamo al testo.
Premetto che non è un libro brutto. Ha diversi difetti tipici di un esordio e dei gravi scivoloni redazionali, ma in generale mi è piaciuto.
Si tratta di uno sword and sorcery che narra le vicende di tre regni confinanti, nemici in passato e sull'orlo di una nuova guerra. In questo s'incrocia la storia di Kalysta, una ragazzina che ruba uova di drago agli spiriti.
Sicuramente l'aspetto più notevole è lo stile dell'autore, molto ricercato e con un registro molto adeguato al genere. Fa un grande uso di figure retoriche e ogni parola (quasi ogni parola) è calibrata e ragionata. Io che in prima stesura praticamente compongo un testo di frasi fatte mi sono sentita un po' cialtrona, perciò tanto di cappello all'autore. Per me sarebbe una gran fatica scrivere così.
Altro aspetto positivo sono i personaggi, tutti ben caratterizzati, non solo le voci narranti, ma anche i personaggi secondari.
Però, come dicevo, è un esordio e, in effetti, ha dei difetti.
Quello più evidente è che manca completamente il climax nelle varie vicende che s'incrociano.
Ok, è una trilogia (suppongo, comunque ci saranno altri libri), ma io sono dell'avviso che ogni singolo capitolo di una trilogia debba avere in sé una storia compiuta: inizio, climax, scioglimento. E poi il cliffhanger per poterci attaccare il libro numero due.
Qui non accade; ho avuto l'impressione che l'intero libro fosse un lunghissimo prologo e che il climax sarà il romanzo successivo.
Lo dico perché ho fatto anche io lo stesso errore nel mio primo (e ultimo) tentativo di trilogia, perciò sbagliando s'impara.
Comunque, esulando un attimo dal commento a questo romanzo, lo sapete di chi è la colpa? Di Geroge R.R. Martin.
Anche J. K. Rowling ha scritto sette libri per Harry Potter, ma avevano tutti un capo e una coda. Invece dopo “Il trono di spade” Martin è diventato il pioniere del brodo allungato a casaccio e diversi giovani autori lo seguono convinti che sia giusto così.
Tornando a “Primavera di cenere” e restando in tema Martin, questo romanzo strizza tantissimo l'occhio ad ASOIAF. Uova di drago, un re folle, cavalieri come se piovesse, giovani scudieri dall'animo buono, una stagione nel titolo... non è quindi la cosa più originale che abbia mai letto anche se, ripeto, mi è piaciuto abbastanza, sopratutto per i personaggi.
Fa anche il tentativo di diversi punti di vista, ma con risultati altalenanti.
Veniamo ora alla redazione editoriale.
Ci sono alcune sviste nell'editing. La più notevole è quella dell'attacco dei ratti giganti che nel paragrafo dopo diventano ragni, ma forse questa è distrazione. Credo, ma questa è una mia ipotesi, che l'idea iniziale fosse quella dei ragni, poi modificata perché banale (quindi ecco i Roditori Taglia Forte).
Più sottile è il particolare dello stendardo con il cinghiale che “brandisce” una spada. Ho provato a immaginarlo, ma proprio non riesco a concepire un cinghiale, quantunque stilizzato, che brandisce una spada. Con gli zoccoli? Con le zanne?
Comunque il vero problema non è stato l'editing. Il vero problema è che è mancata del tutto la correzione di bozze prima di andare in stampa. Un correttore di bozze avrebbe corretto queste cose e anche gli innumerevoli refusi e a capo sbagliati che ci sono nel testo.
In conclusione un buon esordio nonostante i difetti, ma che poteva essere curato meglio nell'aspetto materiale.

martedì 28 giugno 2016

Segnalazione. Il serpente di fuoco

Segnalo "Il serpente di fuoco" di Massimiliano Prandini e Sara Bosi, già coautori dell'opera Finisterra di cui vi ho parlato diverso tempo fa.

Dal 24 marzo 2016 è disponibile in formato e-book il romanzo fantastico d’avventura “Il serpente di fuoco”, primo libro autoconclusivo della serie “Le cronache di Murgo il Ramingo” ideata da Massimiliano Prandini e Sara Bosi. Il romanzo edito da Delos Digital è disponibile sia sullo store della casa editrice sia sulle maggiori piattaforme on-line (Amazon, Mondadori, Feltrinelli etc.) al prezzo di 3,99€.
Massimiliano e Sara fanno parte del laboratorio di scrittura Xomegap che tra il 2011 e il 2014 ha già dato alle stampe per le Edizioni Domino la trilogia fantasy di Finisterra.
Dice a tal proposito Sara: «Sebbene già in Finisterra la magia e le creature fantastiche avessero un ruolo limitato, era dichiaratamente un fantasy. Il serpente di fuoco è un libro molto diverso, l’impostazione generale sembra quella di un romanzo fantastico ma gli aspetti realistici, esotici e avventurosi sono preponderanti. Innanzitutto è ambientato sulla terra, sebbene in un suo angolo nascosto e in un tempo imprecisato. Inoltre la magia è confinata all’interno di un solo rituale e dobbiamo arrivare all’ultima pagina prima di comprendere – forse – se sia davvero efficace.»
«Se dovessi trovagli un precursore» aggiunge Massimiliano, «forse penserei a certi romanzi Rider H. Haggard, ma se in storie come Lei o Le miniere di Re Salomone i protagonisti vengono dal mondo esterno, ne Il serpente di fuoco la vicenda è tutta interna al popolo di cui si narra. Murgo li ha incontrati in un tempo diverso e si limita a fotografare aspetti della loro società che sono riproposti in pillole tra i capitoli. Altri riferimenti vengono dalla fantascienza in cui ci sono diversi autori che hanno propensione allo sguardo antropologico. Penso alla Eleanor Arnason di Sigma Draconis, o alla Ursula Le Guin di Il mondo della foresta, anche se forse il paragone più calzante è l’Andreas Eschbach di Miliardi di tappeti di capelli.»
Per saperne di più seguite il blog di Sara e Massimiliano (Mekbuda Mebsuta), oppure la pagina facebook Le cronache di Murgo il Ramingo.

IL SERPENTE DI FUOCO, di Massimiliano Prandini e Sara Bosi
Delos Book, ebook, € 3,99

Sinossi:
Per mille anni il Popolo del Sole ha vissuto isolato nel deserto rifiutando la violenza del mondo, ma ora la sorgente che ha garantito loro pace e prosperità minaccia di disseccarsi.
Solo un antico rito può salvare Città del Sole. Sono necessari un sacrificio e un assassino: il sangue del primo farà sgorgare l’acqua e la punizione del secondo terrà in vita la sorgente per i prossimi mille anni. Ma per resistere ai tormenti che lo attendono, l’assassino deve essere vestito con la pelle del Serpente di Fuoco, un animale mitico che nessuno a memoria d’uomo ha mai visto.
Amber ha quindici anni e non è mai uscita dal palazzo cisterna che fornisce acqua alla città, il suo compito è curare il Giardino dell’Ombra, un orto officinale attraverso cui il Re, suo padre, cura le malattie del popolo. Dammar è un esploratore, passa la maggior parte del tempo a verificare i confini del deserto per sincerarsi che nulla disturbi l’isolamento del Popolo del Sole e coltiva in segreto un’amicizia che va contro le leggi della sua gente. Amber e Dammar non si conoscono, ma il disseccarsi della sorgente li condanna a essere sacrificio e assassino, un destino a cui pare impossibile sfuggire. Ma se nessuno ha mai visto il Serpente di Fuoco, sarà davvero necessario completare il rito per salvare Città del Sole?

Sara Bosi e Massimiliano Prandini fanno parte del laboratorio di scrittura Xomegap, con cui hanno pubblicato alcune raccolte di racconti e la trilogia fantasy di Finisterra composta da Le sorgenti del Dumrak, Il risveglio degli Obliati (vincitore del Premio Cittadella 2014) e L’ultimo eroe (vincitore del Trofeo Cittadella e finalista al Premio Italia 2015). Il Serpente di Fuoco è la prima delle Cronache di Murgo il Ramingo, una serie di romanzi autoconclusivi il cui filo conduttore è il diario in cui Murgo descrive i suoi viaggi e i popoli che vi ha incontrato.

Link per l'acquisto:
Amazon
Mondadori
Delos Store

domenica 19 giugno 2016

Non è un mestiere per scrittori


NON E' UN MESTIERE PER SCRITTORI, di Giulio D'Antona
Minimum Fax, 346 pagine, € 13,00
Genere: saggio
Voto: 5/5
 
In questo piccolo reportage narrativo edito dal Minimum Fax, il giornalista culturale Giulio D'Antona ci porta alla scoperta del mestiere del libro negli Stati Uniti; più precisamente, del mestiere del libro a New York, dato che è lì che si concentra la più grande parte dell'industria editoriale americana.
Gli Stati Uniti sono il paese delle opportunità, e questo vale anche in campo letterario. Tantissimi aspiranti scrittori si trasferiscono a New York alla ricerca dell'editore per il loro primo capolavoro, trovandosi a scrivere nei caffè; tantissimi seguono corsi universitari di scrittura, gli MFA, nella speranza che questo riesca ad aprire loro le porte dell'editoria.
In generale, ho avuto l'impressione che in America quella dello scrittore sia ancora considerata una figura estremamente romantica, o quanto meno mitica come lo erano i grandi autori del passato. Tutti sognano di diventare Salinger, e tutti sono alla ricerca del nuovo grande romanzo americano.
D'Antona ci dà un'analisi estremamente chiara ed estremamente lucida del settore, analizzandone un aspetto differente in ogni capitolo: scrittori, editori, agenti letterari, librerie, indipendenti e self publisher, fino all'aneddoto della ricerca di Philip Roth. Intervista molti professionisti, riporta dettagli intriganti e s'interroga come tutti sul futuro del libro.
Credo che questo reportage sia molto utile a coloro che lavorano nel settore, anche in Italia, sopratutto agli aspiranti scrittori (che, mi duole dirlo, spesso non capiscono una beata fava di come funzionano le cose). Perché, in effetti, a ben pensarci non ci sono differenze così abissali tra noi e gli Stati Uniti.
Qualche punto di distacco esiste. Intanto in America non arrivi a un editore se non hai un agente ma, sopratutto, la differenza sta nella quantità di denaro a disposizione, che lì è molto di più di quello che abbiamo noi.
Ogni casa editrice dà un anticipo agli autori, anche quelle più piccole. Da noi è già tanto se ti pagano i diritti d'autore, e questo vale per i piccoli editori ma anche per i grandi. Non so se sia un effetto del capitalismo oppure se semplicemente in Italia si divertono a prenderti per quel posto, ma i fatti sono questi.
Per il resto gli scrittori, gli editori, i librai sono uguali in ogni parte del globo. Le logiche di mercato sono sempre le stesse, anche se il mercato degli Stati Uniti è molto più chiuso e fa arrivare poco dall'estero, perché tanto gli scrittori lì sono così tanti da riuscire a coprire il fabbisogno dei lettori. Anche in America gli scrittori non possono scrivere e basta, ma sono spinti sempre di più verso l'autopromozione; la fama fa parte del gioco, così come i tour di presentazione, le interviste, le comparsate in televisione, fino alla vendita dei diritti per le serie televisive.
Tra le frasi che mi hanno più colpito questa: “Il proliferare dei corsi di scrittura creativa ha la cattiva fama di esistere solo per riempire il mondo di scrittori che parlano la stessa lingua. Per tradizione, il minimalismo di scuola carveriana”.
Mi ha colpito perché avevo fatto lo stesso discorso riferito all'Italia con la mia insegnante di redazione editoriale, che mi aveva fatto osservare come da noi chiunque esca da una determinata scuola di scrittura sia un piccolo clone al ribasso di quel famoso autore che comincia per B. Questo per dirvi quanto il mondo è paese, ecco.
In conclusione, un libretto davvero bello e interessante, supportato da un lavoro di giornalismo notevole.

lunedì 13 giugno 2016

Segnalazione: La viaggiatrice di O e Il clan dei cari estinti edizione speciale

Segnalo altre due belle novità Watson Edizioni.
La prima è la pubblicazione del sequel di "La viaggiatrice di O" della torinese Elena Cabiati.
"La viaggiatrice di O" è stato uno dei pochi romanzi fantasy a uscire vincitore da IoScrittore e credo l'unico a essere pubblicato in cartaceo (da Salani, se non erro).
Ora Watson pubblica il seguito con una bellissima copertina di Paolo Barbieri.

LA VIAGGIATRICE DI O. NEL LABIRINTO, di Elena Cabiati
Watson Edizioni
Una città nella città, nascosta tra i palazzi, i negozi e le strade di Torino: è la città dei maghi e delle streghe viaggianti di O.
Gala vive qui. È una strega di quindici anni, pigra ed egocentrica, ha un grande potere e viaggia nel tempo per difendere dai negromanti le opere d’arte che custodiscono i segreti magici e le Vie della conoscenza.
Kundo è il maestro che le viene affidato suo malgrado: è un vecchio monaco medievale, irascibile e dotto, messo a riposo per un oscuro sospetto che grava su di lui.
La missione che viene loro affidata è estremamente pericolosa: salvare la grande cattedrale di Notre Dame di Chartres dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Da qui il viaggio li porterà molto oltre i confini del tempo e dello spazio: nella terra delle fate, dove tutto è ambiguo e non è facile distinguere il bene dal male e neppure scegliere da che parte stare.
Gala dovrà affrontare i suoi incubi peggiori, imparare ad amare, a perdere e ad affrontare il dolore.
Dovrà discendere nel grande labirinto disegnato sul pavimento di Chartres e in quello più profondo della sua anima per trasformare il potere dell’oscurità in una nuova luce.

La seconda novità è un'edizione speciale de "Il clan dei cari estinti" di Carlo Deffenu, che io ho commentato qui.
In occasione dell'edizione spagnola che uscirà il 20 giugno, la Wason festeggia con un regalo per tutti i suoi lettori.

Sad vola in Spagna!
Il 20 Giugno “Il clan dei cari estinti” sbarca nelle librerie spagnole e per l’occasione abbiamo deciso di festeggiare pubblicando una Special edition del libro.
Nuova veste grafica, 10 illustrazioni dell’artista Bernardo Anichini, una Ghost track e una colonna sonora studiata appositamente per le avventure di Sad.
Potete acquistare in esclusiva la o le vostre copie, usufruendo del nuovo servizio di spedizione tracciata e ricevendo il codice di spedizione immediatamente, così da poter monitorare il plico.
Dopo l’acquisto, riceverete in regalo il link per il download della colonna sonora: un prezioso cadeau a chi crede nella piccola editoria di grande qualità!

mercoledì 8 giugno 2016

Il libro senza nome


IL LIBRO SENZA NOME, di Autore Anonimo
Fanucci Editore, 441 pagine, € 9,90
Genere: pulp
Voto: 5/5
Da leggere: se amate Tarantino e trovate geniale "Dal tramonto all'alba"

Ho trovato questo libro in stazione a Milano un paio di settimane fa e, senza rispetto per la mia rigorosa lista di lettura, l'ho cominciato subito. Perché è stato un colpo di fulmine, sapete; copertina interessante, ambientazione probabilmente western, “degno di un film di Tarantino” scritto sul davanti, trama bizzarra.
Si tratta del primo volume di una trilogia (mannaggia a me, mi ero ripromessa di non comprare più libri fino a settembre; devo aspettare così tanto per sapere come va a finire?) scritta da un anonimo autore inglese, che però per quanto mi riguarda potrebbe essere benissimo Robert Rodriguez. Perché è un romanzo tarantiniano, è vero (è presente persino lo stallo alla messicana), ma dentro c'è tutto “Dal tramonto all'alba” (oltre a miriadi di altre citazioni cinematografiche, tra cui “sono in missione per conto di Dio”).
Il plot è più o meno il seguente: nella cittadina di Santa Mondega, che è tipo i peggiori bar di Caracas, c'è un'eclissi di sole ogni cinque anni. Ovviamente i più contenti durante un'eclissi sono i vampiri e, in effetti, Santa Mondega ha da sempre un piccolo problema con i non-morti. Cinque anni prima, un uomo conosciuto come Borboun Kid ha commesso una carneficina. Cinque anni dopo, il detective del paranormale Miles Jensen è inviato dal governo a Santa Mondega per indagare sulle misteriose morti, mentre una serie di personaggi si contendono un gioiello blu e chiunque legga un libro senza titolo scritto da un autore anonimo viene barbaramente assassinato.
Definirei questo libro un western moderno/bizzarro/pulp/horror/splatter, per farvi capire che casino è. Non fai in tempo ad affezionarti a un personaggio che viene fatto fuori in modo orribile; altro che “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”.
Come tutti i libri bizzarri che si rispettino, ci sono i monaci kung fu e c'è Elvis .
Non leggetelo se siete di stomaco debole, perché ammetto che certe parti hanno dato fastidio anche a me, che pure frequento abbastanza il gore. Altrimenti vedrete che sarà una scoperta interessante.

venerdì 3 giugno 2016

I libri del mese: Maggio 2016

Questo mese mi sono un po' lasciata andare con gli acquisti e sono arrivata di nuovo al drammatico punto che non so più dove mettere i libri, perciò mi sono attaccata un post-it sopra la scrivania con un buon proposito: "Non comprare libri fino a settembre!".
Vedremo se ce la farò oppure no, per l'intanto ecco i libri di maggio 2016.

LIBRI LETTI

Voto: 5/5
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Voto: 4/5
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Voto: 4/5
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 LIBRI ACQUISTATI

Come descrivere una cattedrale medievale a chi non vede? È nella risposta a questa domanda apparentemente insolita il cuore dell'ultima raccolta di Carver: nella possibilità di lasciarsi sorprendere dall'imprevedibilità della condivisione e del contatto umano.







Di lui è stato detto tutto. Prima la letteratura e l’arte, poi il cinema e la televisione lo hanno trasformato in un mito che non conosce oblio. E da quando Bram Stoker, riprendendo il vampiro ideato dal medico scrittore John William Polidori, ne ha fatto il protagonista del suo omonimo capolavoro letterario, Dracula continua a esercitare la sua perversa seduzione. Uscito dalla Storia per entrare nella finzione romanzesca, si è trasformato in archetipo delle più grandi paure: l’angoscia umana di fronte alla morte, ma quella ancora più spaventosa di un’immortalità disperata e solitaria. Con questa biografia, che unisce alla rigorosa lettura storica la voce del narratore, Lantos restituisce Vlad III voivoda di Valacchia – detto Dracul, cioè Figlio del Drago – al suo tempo e alla sua terra. Percorre a ritroso il cammino dalla leggenda all’origine del terrore evocato dal nome del primo vampiro. Vissuto nella seconda metà del Quattrocento nel principato valacco, regione aspra e inquieta che i re cristiani d’Ungheria contendevano all’espansione ottomana, Vlad è incarnazione delle contraddizioni della sua era: despota e avventuriero, indomito in battaglia e incline all’intrigo di palazzo, strenuo difensore della cristianità e principe sanguinario implacabile con i nemici, acclamato eroe nazionale conosciuto però anche col truce appellativo di Impalatore. La sua fine è, manco a dirlo, avvolta nel mistero: dopo aver trovato la morte in battaglia, combattendo i turchi, delle sue spoglie si è persa ogni traccia. Questo simbolo di assoluta violenza ferina attraversa i secoli fino a noi e il “morto non morto”, oltre a nutrire con la sua fosca grandezza l’immaginario collettivo, produrrà persino emuli in carne e ossa, come ci racconta puntualmente Lantos, tragicamente noti alla cronaca.

Chi ha, oggi, il potere sulla comunicazione? I canali tradizionali stanno perdendo sempre più peso a favore dei nuovi attori, i social media e il web, e lo strumento dominante non è più rinchiuso nelle pareti domestiche ma nelle nostre mani e nelle nostre tasche, lo smartphone. Nel ricambio tecnologico, gli strumenti di interpretazione e le nostre stesse coscienze stanno subendo una mutazione profonda. Il crollo delle usuali mediazioni fa sì che concetti fondamentali della democrazia, quali il diritto di parola e la libertà d’informazione, vengono ridiscussi accanto a nuove categorie, come l’imperante sharing economy e i dati azionari, e parole come «inconscio» e «mercato» si miscelino in combinazioni diverse. Tutti siamo coinvolti: la stessa salute democratica passerà dalla nostra consapevolezza di fruitori e produttori di informazione. Alessandro Gazoia scrive un libro raro per profondità di analisi e capacità di inserirsi nel dibattito internazionale, interrogando insieme il lettore sulla sua capacità di creare una coscienza critica individuale che vada a formare una nuova opinione pubblica.

Nella Libera Università di Padova, Daniele Capovilla è appena stato giudicato non idoneo per un posto di ricercatore. Gli è stata preferita Carola De Marchi, figlia del barone universitario Carlo Alberto De Marchi, potentissimo preside della facoltà di giurisprudenza che punta al rettorato. Nel tentativo di fermare la sua marcia trionfale a lui si contrappone solo Enrico Zaramella, astro nascente del diritto internazionale e marito fedifrago. Prossimo al fallimento personale e alla rottura con la moglie, Capovilla decide di architettare il più rischioso dei ricatti ma, così facendo, innesca una spirale di violenza che, un po' alla volta, coinvolge la massoneria, una coppia di gangster psicopatici e l'amante ninfomane di Zaramella. Mentre la vita borghese di quest'ultimo cade a pezzi e la figlia di De Marchi viene misteriosamente rapita, forse dal serial killer che sta terrorizzando la città con il nome di "Cacciatore di scalpi", la situazione all'università precipita. Senza contare che è ormai imminente il convegno al quale parteciperà anche il rettore, l'inflessibile professoressa Maria Luisa Rognoni, che sogna di incastrare De Marchi e Zaramella per metterli finalmente al loro posto.

Manca solo una settimana all'eclisse e ancora c'è chi ricorda la strage di Bourbon Kid, il leggendario assassino che cinque anni prima nello stesso periodo uccise più dì trecento persone. E c'è chi ha commissionato il furto di una pietra, l'Occhio di Luna, in grado di fermare il movimento della luna e rendere la piccola cittadina di Santa Mondega un luogo per sempre oscuro e pericoloso, degno di un'indagine approfondita del governo americano. Il detective Miles Jensen viene convocato in quell'anarchica cittadina per investigare su una serie di omicidi che ricordano le gesta di Bourbon Kid. Le uccisioni sono all'ordine del giorno fra quelle strade popolate di personaggi senza scrupoli, ma Jensen è stato chiamato in quanto capo della squadra Investigazioni sul Soprannaturale. I crimini sembrano ruotare tutti intorno a una misteriosa pietra blu - chiamata "Occhio di Luna"- e alle persone che tentano di impadronirsene, tra cui spiccano un serial killer alcolizzato, uno psicopatico che crede di essere Elvis e un paio di monaci, oltre alla donna a capo della malavita locale, appena uscita da un coma durato cinque anni, una zingara capace di predire il futuro e uno sventurato portiere d'albergo. Ognuno di questi personaggi è inoltre legato da un filo invisibile all'inesplicabile Libro senza nome, un antichissimo volume firmato da un anonimo, alla cui lettura nessuno sembra in grado di sopravvivere: tutti quelli che l'hanno letto, infatti, sono stati assassinati.