venerdì 3 giugno 2016

I libri del mese: Maggio 2016

Questo mese mi sono un po' lasciata andare con gli acquisti e sono arrivata di nuovo al drammatico punto che non so più dove mettere i libri, perciò mi sono attaccata un post-it sopra la scrivania con un buon proposito: "Non comprare libri fino a settembre!".
Vedremo se ce la farò oppure no, per l'intanto ecco i libri di maggio 2016.

LIBRI LETTI

Voto: 5/5
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Voto: 4/5
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Voto: 4/5
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 LIBRI ACQUISTATI

Come descrivere una cattedrale medievale a chi non vede? È nella risposta a questa domanda apparentemente insolita il cuore dell'ultima raccolta di Carver: nella possibilità di lasciarsi sorprendere dall'imprevedibilità della condivisione e del contatto umano.







Di lui è stato detto tutto. Prima la letteratura e l’arte, poi il cinema e la televisione lo hanno trasformato in un mito che non conosce oblio. E da quando Bram Stoker, riprendendo il vampiro ideato dal medico scrittore John William Polidori, ne ha fatto il protagonista del suo omonimo capolavoro letterario, Dracula continua a esercitare la sua perversa seduzione. Uscito dalla Storia per entrare nella finzione romanzesca, si è trasformato in archetipo delle più grandi paure: l’angoscia umana di fronte alla morte, ma quella ancora più spaventosa di un’immortalità disperata e solitaria. Con questa biografia, che unisce alla rigorosa lettura storica la voce del narratore, Lantos restituisce Vlad III voivoda di Valacchia – detto Dracul, cioè Figlio del Drago – al suo tempo e alla sua terra. Percorre a ritroso il cammino dalla leggenda all’origine del terrore evocato dal nome del primo vampiro. Vissuto nella seconda metà del Quattrocento nel principato valacco, regione aspra e inquieta che i re cristiani d’Ungheria contendevano all’espansione ottomana, Vlad è incarnazione delle contraddizioni della sua era: despota e avventuriero, indomito in battaglia e incline all’intrigo di palazzo, strenuo difensore della cristianità e principe sanguinario implacabile con i nemici, acclamato eroe nazionale conosciuto però anche col truce appellativo di Impalatore. La sua fine è, manco a dirlo, avvolta nel mistero: dopo aver trovato la morte in battaglia, combattendo i turchi, delle sue spoglie si è persa ogni traccia. Questo simbolo di assoluta violenza ferina attraversa i secoli fino a noi e il “morto non morto”, oltre a nutrire con la sua fosca grandezza l’immaginario collettivo, produrrà persino emuli in carne e ossa, come ci racconta puntualmente Lantos, tragicamente noti alla cronaca.

Chi ha, oggi, il potere sulla comunicazione? I canali tradizionali stanno perdendo sempre più peso a favore dei nuovi attori, i social media e il web, e lo strumento dominante non è più rinchiuso nelle pareti domestiche ma nelle nostre mani e nelle nostre tasche, lo smartphone. Nel ricambio tecnologico, gli strumenti di interpretazione e le nostre stesse coscienze stanno subendo una mutazione profonda. Il crollo delle usuali mediazioni fa sì che concetti fondamentali della democrazia, quali il diritto di parola e la libertà d’informazione, vengono ridiscussi accanto a nuove categorie, come l’imperante sharing economy e i dati azionari, e parole come «inconscio» e «mercato» si miscelino in combinazioni diverse. Tutti siamo coinvolti: la stessa salute democratica passerà dalla nostra consapevolezza di fruitori e produttori di informazione. Alessandro Gazoia scrive un libro raro per profondità di analisi e capacità di inserirsi nel dibattito internazionale, interrogando insieme il lettore sulla sua capacità di creare una coscienza critica individuale che vada a formare una nuova opinione pubblica.

Nella Libera Università di Padova, Daniele Capovilla è appena stato giudicato non idoneo per un posto di ricercatore. Gli è stata preferita Carola De Marchi, figlia del barone universitario Carlo Alberto De Marchi, potentissimo preside della facoltà di giurisprudenza che punta al rettorato. Nel tentativo di fermare la sua marcia trionfale a lui si contrappone solo Enrico Zaramella, astro nascente del diritto internazionale e marito fedifrago. Prossimo al fallimento personale e alla rottura con la moglie, Capovilla decide di architettare il più rischioso dei ricatti ma, così facendo, innesca una spirale di violenza che, un po' alla volta, coinvolge la massoneria, una coppia di gangster psicopatici e l'amante ninfomane di Zaramella. Mentre la vita borghese di quest'ultimo cade a pezzi e la figlia di De Marchi viene misteriosamente rapita, forse dal serial killer che sta terrorizzando la città con il nome di "Cacciatore di scalpi", la situazione all'università precipita. Senza contare che è ormai imminente il convegno al quale parteciperà anche il rettore, l'inflessibile professoressa Maria Luisa Rognoni, che sogna di incastrare De Marchi e Zaramella per metterli finalmente al loro posto.

Manca solo una settimana all'eclisse e ancora c'è chi ricorda la strage di Bourbon Kid, il leggendario assassino che cinque anni prima nello stesso periodo uccise più dì trecento persone. E c'è chi ha commissionato il furto di una pietra, l'Occhio di Luna, in grado di fermare il movimento della luna e rendere la piccola cittadina di Santa Mondega un luogo per sempre oscuro e pericoloso, degno di un'indagine approfondita del governo americano. Il detective Miles Jensen viene convocato in quell'anarchica cittadina per investigare su una serie di omicidi che ricordano le gesta di Bourbon Kid. Le uccisioni sono all'ordine del giorno fra quelle strade popolate di personaggi senza scrupoli, ma Jensen è stato chiamato in quanto capo della squadra Investigazioni sul Soprannaturale. I crimini sembrano ruotare tutti intorno a una misteriosa pietra blu - chiamata "Occhio di Luna"- e alle persone che tentano di impadronirsene, tra cui spiccano un serial killer alcolizzato, uno psicopatico che crede di essere Elvis e un paio di monaci, oltre alla donna a capo della malavita locale, appena uscita da un coma durato cinque anni, una zingara capace di predire il futuro e uno sventurato portiere d'albergo. Ognuno di questi personaggi è inoltre legato da un filo invisibile all'inesplicabile Libro senza nome, un antichissimo volume firmato da un anonimo, alla cui lettura nessuno sembra in grado di sopravvivere: tutti quelli che l'hanno letto, infatti, sono stati assassinati.

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