venerdì 13 gennaio 2017

Assassin's Creed Movie

Mercoledì ho approfittato del cinema a 2 euro e sono riuscita a vedere Assassin’s Creed. Peraltro, per puro caso ho beccato la proiezione in lingua originale, il che credo mi abbia spinto ad apprezzare il film molto più di quanto avrebbe fatto il doppiaggio (e nelle parti ambientate in Spagna parlavano in spagnolo, come è sacrosanto).
Devo dire che temevo peggio. Pensavo fosse una gran cretinata con una trama inconsistente come più o meno tutti i film tratti dai videogiochi; in effetti sono andata a vederlo per Fassbender (apprezzata la parte in cui entra nell’Animus senza maglietta. Era anche ora). Invece sono rimasta piacevolmente colpita.
Per chi fosse completamente digiuno di Assassin’s Creed, l’idea di fondo è questa: la setta dei Templari (cattivi) e la setta degli Assassini (buoni) sono in guerra da millenni. I Templari vorrebbero il controllo del mondo, gli Assassini sono per la libertà. Le due sette si contendono la Mela dell’Eden (proprio quella originale) che, si dice, contenga i semi del libero arbitrio.
La particolarità è il doppio piano temporale. Attraverso una macchina chiamata Animus, i cattivi Templari riescono a mettere in contatto i discendenti degli Assassini con i ricordi dei loro antenati, alla ricerca del nascondiglio di questa benedetta Mela.
La bellezza (estrema) del videogioco sta nella ricostruzione storica accuratissima. Io ho giocato ad Assassin’s Creed Revelation che è ambientato all’incirca a metà del ‘500 a Instabul e sembra davvero di camminare per le strade di una città vera.
Nel gioco la parte storica è nettamente prevalente rispetto al presente. In effetti i personaggi principali sono gli Assassini del passato e il loro discendente nell’Animus (Desmond) è abbastanza in secondo piano.
Il film fa una scelta completamente opposta e il protagonista diventa Callum, che è la versione “presente” dell’Assassino. Gran parte della storia si concentra su di lui e le scene in cui è sincronizzato con il suo avo Aguillar sono un intermezzo abbastanza trascurabile nell’economia della trama (sì, portano a scoprire dove si trova la Mela dell’Eden, ma tutto qui). Aguillar stesso è piuttosto marginale.
I puristi del videogioco si lamenteranno di questa scelta, ma a me non è dispiaciuta. Come personaggio Callum è mille volte più interessante di Aguillar e ho molto apprezzato questo guizzo d’indipendenza del regista che ha fatto suo il videogioco trasportandolo nel mondo cinematografico in maniera molto attinente al diverso mezzo espressivo. Persino il Salto della Fede (buttarsi giù da cinquecento metri senza rompersi l’osso del collo) ha avuto una sua conclusione logica. Giuro che se Aguillar cadeva in un cespuglio di rose e poi se ne andava via come se nulla fosse accaduto mi sarei alzata e avrei lasciato la sala, perché una cosa del genere ha senso in un gioco, ma non in un film.
C’è comunque un gran rispetto della struttura ludica nelle scene di azione; l’ho colto nelle città ricostruite in maniera “squadrata” per permettere ai personaggi di saltare agevolmente da un tetto all’altro oppure, per esempio, nella corsa con i carri, che è un must di Assassin’s Creed.
In conclusione credo che si tratti di un film godibile sia da chi conosce il gioco sia da chi non lo ha mai preso in mano (naturalmente partendo dal presupposto che si tratta di una pellicola tratta da un videogame. Non aspettatevi Sidney Lumet, ecco); e Fassbender senza maglietta vale il prezzo del biglietto.

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