venerdì 31 marzo 2017

Bookpride 2017

Domenica ho fatto un giro al Bookpride, fiera dell’editoria indipendente organizzata da Odei.
Dato che tra un mese a Milano c’è Tempo di Libri pensavo che quest’anno saltasse, invece la terza edizione si è tenuta nel solito Spazio Base in via Borgognone, che è un posto molto bello.
Quest’anno la manifestazione era più grande, con due piani di espositori e più sale incontri. Aveva lo stesso problema dello scorso anno, però; a parte qualche sparuto thriller, zero letteratura di genere.
È il solito, vecchio discorso; in Italia abbiamo dei problemi con la letteratura di genere. Forse in tempi atavici ci ha fatto un torto insopportabile, non so, ma in eventi come questo fa fatica a entrare. Anche a Chiari quest’anno la gente ti guardava non dico proprio schifata, ma abbastanza sostenuta quando scopriva che vendevi fantasy e fantascienza.
L’unica nota un po’ differente al Bookpride era Odoya, che però si occupa più di saggistica di genere che di narrativa (e grazie al cielo che esiste perché fa libri spettacolari).
Un paio d’incontri sul fantastico c’erano, a essere sinceri (a parte quelli rivolti ai bambini); domenica pomeriggio c’era un incontro sui robottoni a cura, appunto, di Odoya. Invece domenica mattina ho assistito all’incontro con Vanni Santoni e Luigi Serafini, il cui titolo era: Mostri libreschi e libri mostruosi. Un incontro sul fantastico.
Non esprimo giudizi sui due autori, perché li conoscevo di nome ma non ho mai letto nulla di loro.
L’incontro in sé però mi ha lasciata perplessa; era molto nostalgico, si è parlato molto di Bosch, di beat generation, di giocatori di ruolo e rave party, come se il fantasy fosse ancora fermo agli anni ‘70 e ‘80 in pratica.
Ecco, ora dirò una cosa forte; vedo dello snobismo culturale in tutto questo. Non è vero che i nerd stanno conquistando il mondo, almeno non da noi. Negli ambienti letterari italiani sono ancora visti come i ragazzini sfigati e brufolosi che si rinchiudono in cantina a giocare a D&D. Ne è testimone il fatto che c’è davvero pochissimo interesse per il mondo del fantastico italiano, che non fa proprio completamente tutto schifo, come dimostrano molti dei post che potete leggere su questo blog.
Che fatica vivere in questo paese, ragazzi.
Quanto meno domenica ho incontrato Carlo Deffenu (e poi vi dirò) e ho acquistato un bel libro da CasaSirio, che è un altro editore da tenere d’occhio.

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